È andata

Sto passeggiando con le tre ragazze: la piccola, la grande e la quadrupede. Hanno molto in comune tra di loro: quando sono in compagnia nessuna delle tre riesce a tenere ferma la lingua. Chi per leccare e chi per parlare.
Io sono davanti col quadrupede, le due bipedi ci seguono a ruota chiacchierando senza sosta, come sempre.

Come sempre, dopo un po’ il mio apparato uditivo va in saturazione, all’interno della scatola cranica l’audio si abbassa gradualmente e i miei due neuroni si rilassano pensando ai fatti loro.
Ad un certo punto però un breve ma pericoloso scambio di battute li richiama bruscamente alla realtà:

– Lo chiedo al papi
– Figurati se se lo ricorda, quello lì

La situazione si fa improvvisamente grave, si paventa un doppio pericolo: il “non ascolti mai” e il “non ti ricordi mai nulla”, due cose che se messe insieme possono condizionare un’intera giornata.
Le ghiandole surrenali iniziano a pompare adrenalina e cortisolo, è il sistema parasimpatico che mi prepara ad affrontare la crisi.
In questi casi le reazioni devono essere tempestive ed efficaci e, come nella gestione di una chiusura asimmetrica in parapendio, si lavora d’istinto.

La piccola prosegue:
– Papi, ti devo chiedere una cosa

La piccola è troppo avanti, conoscendomi bene non conta sul fatto che io abbia ascoltato e, anzi, si assicura che i due neuroni siano connessi prima di procedere. Ottimo inizio.

Continuo a camminare senza voltarmi.
– Dimmi tutto
– Tu ti ricordi perché abbiamo deciso che la mancetta arriva di sabato?
– Certo

Certo che no, ma prendo tempo, non posso fare altro. Probabilmente dietro di me si stanno scambiando un’occhiata scettica, io resto impassibile e non mi giro.

– E perché proprio sabato?
– Sabato è il sesto giorno della settimana…

L’ho buttata lì per prendere ancora un po’ di tempo mentre cerco di scavare nella memoria.

– E quindi?

Dalla memoria, come prevedibile, non salta fuori nulla. Tempo scaduto, è il momento dell’improvvisazione.

– Sesto giorno. È divisibile per tre, per due e anche per uno
– E allora?
– 321 è una sequenza speciale ma non è tutto…
– …….
– Quanto fa tre più due più uno?
– Sei
– Visto? Non poteva che essere sabato

Continuo a camminare senza voltarmi mentre dietro c’è un attimo di silenzio, ma giusto un attimo, e poi cambiano discorso.

È andata.

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