Dunning, Kruger e gli incidenti di volo

L’effetto Dunning-Kruger è conosciuto fin dalla notte dei tempi, già Socrate ne parlava quando diceva che sa più chi sa di non sapere rispetto a chi crede di sapere.

 

Dunning e Kruger lo hanno studiato in modo più rigoroso quantificando la confidenza delle persone in quello che credono di sapere su un argomento e confrontandolo con quello che realmente sanno. Sono stati seguiti da numerosi altri studi che hanno verificato lo stesso effetto in tanti contesti diversi.

Quando inizi ad imparare qualcosa, che sia una disciplina sportiva o un argomento tecnico, non ne sai nulla e lo sai, la tua confidenza in quello che sai è accurata: hai tutto da imparare e ne sei ben cosciente.

Man mano che apprendi la tua confidenza in quello che sai giustamente cresce ma lo fa molto più velocemente della tua competenza. Hai capito i concetti più importanti ma già ti sembra di padroneggiare la materia, tutto nella tua testa sembra chiaro solo perché quello che hai imparato e ti dà soddisfazione è lì ben visibile mentre tutto quello che c’è ancora da imparare non lo conosci ancora.

È il monte della stupidità, dove la distanza tra quello che credi di sapere e quello che effettivamente sai è maggiore, dove capitano gli incidenti di volo libero post-attestato quando ormai ti credi un pilota pressoché completo e formato mentre in realtà hai solo acquisito le basi per iniziare il tuo percorso di apprendimento.

Per chi prosegue nel suo percorso di apprendimento la strada da qui si fa dura: ad un certo punto le certezze iniziano a calare, le conoscenze che sembravano un punto di appoggio stabile per la propria limpida visione dell’argomento iniziano a vacillare, emergono le eccezioni e la complessità dell’argomento, tutto si fa più sfumato e ad un certo punto può subentrare lo sconforto: ci sembra di non capirci più nulla. È la valle della disperazione, la presa di coscienza che le cose sono più complesse di quello che sembravano, tanto complesse da mettere spesso in seria crisi il nostro ego e farci venire voglia di abbandonare tutto: smettere di volare ad esempio.

Per chi prosegue c’è la lenta ma progressiva risalita del pendio dell’illuminazione, si impara sempre di più non senza fatica nel lungo percorso che porta verso una competenza solida.

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