Della tua sorte deciderò io

Finalmente si sta facendo una legge sul testamento biologico che però sembra più una legge contro il testamento biologico.

Il testamento biologico infatti, in base ad un emendamento passato al Senato, non sarà vincolante. Se arriverà il momento deciderà qualcun altro al posto tuo e non sarà tenuto a rispettare le tue volontà. La sospensione di idratazione e alimentazione è comunque vietata.

Dobbiamo considerarlo un passo avanti, un passo indietro o una piroetta sul posto?

Se si è arrivati a discutere di questo tema in sedi legislative è grazie a persone coraggiose che hanno deciso di affrontare questa questione alla luce del sole piuttosto che nell’ombra come quotidianamente succede. Perché parliamo di qualcosa che succede veramente ogni giorno. Perché è difficile, quando non c’è più alcuna speranza, non ascoltare chi implora di porre fine ad un’agonia senza sbocchi.

Le persone che invece di scegliere la scorciatoia di una eutanasia nell’ombra hanno affrontato un calvario esponendosi pubblicamente ma scatenando prese di coscienza, dibattiti, sentenze lo hanno fatto con l’obiettivo di vedere riconosciuto quello che ritenevano un diritto e stimolare un riconoscimento legislativo del diritto a decidere la propria sorte. Il risultato sembra deludente ma, anche se le speranze sono poche, il gioco è ancora aperto.

Ho riletto oggi la lettera che Piergiorgio Welby inviò al Presidente della Repubblica. La storia di Welby è quella di un malato di distrofia muscolare che, non riuscendo più a vivere senza macchinari e non avendo più altro che sofferenza, chiede in tutte le sedi il diritto all’eutanasia. Riporto qualche stralcio della sua lettera al Presidente della Repubblica.

Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà. Starà pensando, Presidente, che sto invocando per me una “morte dignitosa”.

No, non si tratta di questo. E non parlo solo della mia, di morte. La morte non può essere “dignitosa”; dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita, in special modo quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili.

[…]

Quando affrontiamo le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie finora inguaribili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Per il modo in cui le nostre possibilità tecniche ci mantengono in vita, verrà un giorno che dai centri di rianimazione usciranno schiere di morti-viventi che finiranno a vegetare per anni.

[…]

Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica’ – io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.

Welby alla fine ha vinto la sua battaglia e gli è stato rifiutato il funerale in chiesa con queste motivazioni:

«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325)».

Su questi temi si sentono scricchiolii sempre più forti all’interno del mondo cattolico. Ecco cosa  ha dichiarato il professor Hans Küng, che mi dicono essere uno dei teologi più importanti al mondo:

Però la questione della teologia morale è questa: ho scritto in questo libro della “Dignità del morire”, di una eutanasia indiretta, conseguita mediante l’interruzione dei mezzi di sostentamento artificiali della vita, che l’uomo non ha l’obbligo di conservarsi in vita attraverso mezzi eccezionali. Questo un classico assioma della teologia morale. Infatti, come studente alla Pontificia Università Gregoriana, ho imparato che nessuna persona è costretta ad applicare mezzi straordinari.
C’è un decreto della Congregazione per la dottrina della fede dell’anno 1980, dove si dice espressamente tutto ciò che ho detto adesso, quindi non penso che in questo punto sono in disaccordo con la dottrina ufficiale.

Ho letto di numerose posizioni analoghe di esponenti del mondo cattolico meno intransigente.

Nei vari giri che ho fatto leggendo qua e là su questo argomento, ho trovato un video su YouTube con un brano che si intitola “La Ballata di Welby”. Mi è piaciuto e lo metto qui sotto. Siccome l’audio non è di qualità eccezionale riporto anche il testo:

La Ballata di Welby (di Daniele Semeraro – reedan@hotmail.it)

Il mio è il punto di vista di Dio..
della tua sorte deciderò io..
finché il respiro peserà come un sasso..
tu resti appeso sul ciglio del fosso..

..il mio giudizio è il giudizio di Dio..
della tortura garantisco il diritto..
e il tuo dovere è di restare zitto..
per non turbare i sogni di chi è perfetto..

Io sono un uomo..ma chiamami Dio..
sono venuto a chiarire i tuoi dubbi..
perché hai bisogno che ti segni la via..
e non parlarmi di “eutanasia”..

..e non scherzare col nome di Dio!!
perché la vita è il suo dono per l’uomo..
e se ora pensi di esser perduto..
decido io!!..quello ch’è giusto o sbagliato..

La mia coscienza per te sia uno specchio..
che cosa conta se nei sogni sei morto..
che cosa importa se non puoi riposare..
la mia coscienza..lei saprà cosa fare..

Saprà guardarti con gli occhi di Dio..
saprà coprire il tuo letto di fiori..
e quando implori la fine dei giorni..
ti dirà..no!!..
.

http://www.youtube.com/watch?v=UPmW1JU7sPQ

6 commenti su “Della tua sorte deciderò io

  • Caro Rodolfo, innanzitutto grazie per aver inserito la mia canzone nel tuo blog. Questa canzone mi ha dato modo di conoscere la Sig.ra Mina Welby,che è una persona incredibile e mi ha onorata del suo apprezzamento. Io sono indignato ed ho paura di questi politici. Ho paura che mi tolgano anche la libertà di decidere per me stesso. Tra i vari dibattiti politici inutili,raramente ascolto nominare da questi elementi senza vergogna la parola libertà individuale, liberta di coscienza. Ho paura che mi privino persino della mia coscieza e tutti noi dovremmo aver paura di questa gente, ma purtroppo spesso l’opinione pubblica appare indifferente, e più interessata ai reality che a questi temi. Io sto ultimando un romanzo in cui tocco l’argomento che ho molto a cuore. Sarei felice se magari anche tu lo leggessi non appena l’avrò ultimato. Nel frattempo cerchiamo di fare qualcosa per difenderci.Io ho scritto questa piccola canzone, una goccia nel mare che comunque,rispecchia il mio pensiero. Sono contento di aver avuto modo di conoscere il tuo blog. A presto, e grazie ancora.

  • La vergogna di essere cittadino di una nazione che elegge politici in grado di scodellare questi pastrocchi legslativi è grande!
    Sono tutti più vecchi di me: spero proprio che subiscano loro stessi i risultati di questo decreto.
    Salutoni

  • Daniele, leggerò molto volentieri il tuo romanzo quando avrai finito il lavoro. Grazie per aver lasciato un commento e complimenti ancora per la tua “goccia nel mare”.

    Galloz, se ti fai vedere al meeting di Bassano organizziamo la nostra piccola manifestazione di dissenso: una incursione parapendistica in piazza Montecitorio o in piazza S. Pietro, ma non come quel pirlotto che si è schiantato su una transenna, noi facciamo almeno almeno una ground spiral sincrona intorno all’obelisco 🙂

  • >noi facciamo almeno almeno una ground spiral sincrona intorno >all’obelisco

    Se la fate, ditemelo che vengo a vedervi!!! 🙂

  • Mhh grazie per l’invito ma non credo di venire a Bassano.
    Invece per delle manifestazioni di dissenso organizzato sono disponibile!

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