Disordine funzionale

Il disordine funzionale è quello che ha una sua utilità, fregandosene bellamente della forma. 

Ad esempio la risma di fogli A4 che vive appoggiata sopra alla stampante. Avvolta nel suo contenitore di carta strappato, da cui peschi senza fatica secondo necessità.

Un colpo d’occhio e hai trovato sia la stampante che la sua carta, senza neanche pensarci hai anche fatto una misurazione occhiometrica dell’autonomia in termini di fogli residui. Massima efficienza e minimo sforzo, magari funzionasse anche per l’inchiostro.

La risma ha vissuto lì sopra per decenni, praticamente da sempre, finché un giorno non c’è più.

Sparita senza preavviso, un punto fermo della tua vita che improvvisamente viene meno.

Questi sono i momenti in cui (anche se non ci credi fino in fondo) riponi le tue speranze nel motore di ricerca di casa.

– “QUALCUNO SA DOVE SONO I FOGLI DELLA STAMPANTE?”

– “E dove vuoi che siano?” (Dentro di te lo sapevi, ma ci speravi lo stesso)

– “DOVE VOGLIO CHE SIANO? DOVE SONO SEMPRE STATI, DA GUTENBERG IN POI: DOVE SERVONO!”

Fare un po’ di polemica è tutto quello che ti resta quando sai di non avere speranze. Non torneranno mai più.

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