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U-SPACE e AMC, che roba è?

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La normativa su AMC (acceptable means of compliance) per u-space che è pubblicata in draft ed è in corso di consultazione pubblica fino al 15 marzo (e che verosimilmente sarà  approvata con minime modifiche) richiede che dal 26 gennaio 2023 gli Stati membri eseguano uno studio di valutazione del rischio prima di designare qualsiasi spazio aereo U-space.
Questi spazi possono essere piazzati un po’ ovunque a scelta degli stati membri generalmente tra 0 e 150mt ground.

Una volta designato lo u-space gli aeromobili pilotati (inclusi delta e para) dovranno essere dotati di un dispositivo di “Electronic Conspicuity” in grado di trasmettere la propria posizione agli USSP (gli u-space service provider che controllano e gestiscono gli accessi allo u-space).
Su questo punto la normativa di cui sopra prevede la possibilità  di usare uno smartphone come dispositivo per la visibilità  elettronica e questo è frutto di un nostro grande lavoro di almeno tre anni, ma di questo ne abbiamo già  parlato.

Adesso vediamo cosa succede quando entriamo in u-space.

Quando un “manned” (quindi inclusi delta e para) entra in u-space col suo bel dispositivo di visibilità  elettronica, gli USSP se ne accorgono e possono (devono se necessario) intervenire indicando ai droni come evitarlo, al lato pratico creando delle “zone di rispetto” virtuali e variabili intorno alla posizione del “manned” che sta gironzolando in u-space.

l piano di volo che gli operatori dei droni inviano elettronicamente per l’approvazione prima di accedere a u-space non potrà  toccare questa area di rispetto e i piani già  esistenti che dovessero confliggere devono essere modificati, gli operatori dei droni informati.

Sebbene si tratti di attività  svolte in modalità  elettronica e in gran parte automatizzate tramite software, da quanto descritto si può evincere che il “manned” in questione possa essere assimilato dagli USSP a tutti gli effetti al “cagacazzi della situazione”.
A differenza degli operatori dei droni lui non paga per l’accesso a u-space (e questa è una delle nostre conquiste) ma quando arriva li costringe a rivedere i piani di volo dei droni e anche a prendersi qualche rischio in quanto la responsabilità  di garantire la separazione e la sicurezza è loro mentre noi siamo tenuti solo trasmettere la nostra posizione, non siamo tenuti a fare deconfliction attiva schivando i droni in arrivo.

Tra i vari ostacoli ancora da gestire ci saranno quindi possibili tentativi di tenerci fuori dichiarando gli u-space come “segregati” facendo appello alle esistenti clausole che lo prevedono per generici “motivi di sicurezza”.

Qui ci sarà  da fare del monitoraggio attivo per evitare abusi volti a tenere i manned (o cagacazzi) fuori da u-space.

La norma di cui parliamo è questa: https://www.easa.europa.eu/document-library/notices-of-proposed-amendment/npa-2021-14

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