volo

Airbag di nuova generazione

“Non puoi negoziare con la gravità”
Sonny Crockett in “Miami Vice”

Testo di Karl Slezak
Traduzione di Rodolfo Saccani
Foto di Simon Winkler

…e per questo motivo i piloti di parapendio hanno bisogno di una protezione dorsale efficace.
Sfortunatamente, lo sviluppo di questa parte del nostro equipaggiamento non gode di molta gloria.
Negli ultimi anni le protezioni dorsali hanno subito una continua riduzione. Quando non c’erano laboratori di test in competizione tra loro, nessun produttore avrebbe mai sottoposto al DHV per la certificazione una delle mini-protezioni che circolano oggi.
Oggi troviamo sul mercato prodotti certificati in cui la protezione è presente esclusivamente nel punto di impatto del manichino, il resto della schiena del pilota resta non protetto.
Naturalmente questo soddisfa la burocrazia e può volare legalmente, perché il protocollo LTF richiede solo che la protezione sia presente dalle cosce fino alle spalle, ma senza specificare il valore di assorbimento dell’energia per le aree diverse dal punto di impatto del test di certificazione.

Gli airbag che impiegano una vita per gonfiarsi dopo il decollo rappresentano un passo indietro dal punto di vista della sicurezza. Il test del DHV sulle sellette reversibili eseguito nel 2011 ha evidenziato dei problemi seri in quest’area.
In molti casi queste sellette con airbag non offrono praticamente alcuna protezione durante il decollo.

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La proposta CIVL per EN-CC

CIVL ha fatto una proposta per una nuova classe EN per mezzi da competizione. In due parole la proposta prevede un limite di 7 sull’allungamento (inferiore ad alcuni D in commercio), un limite di velocità a 65Km/h, un test in volo eseguito con imbrago integrale ma con il pilota che può… Leggi tutto »La proposta CIVL per EN-CC

“L’Aero Club d’Italia, ente pubblico con sede in Roma, costituito con legge 29 maggio 1954, n. 340, è sciolto.”

E se io dicessi che l’Aero Club d’Italia ha esaurito la propria funzione storica, che l’esigenza di una regolamentazione delle attività sportive può ben essere svolta da una federazione sportiva federata al CONI senza che questa debba essere strutturata con le forme di un ente pubblico, che oggi l’AeCI non consente neppure un’efficace organizzazione delle attività sportive, che proprio i settori in più forte sviluppo come ultraleggeri deltaplani e parapendii sono ostacolati di fatto dall’AeCI, che l’ente spende per il proprio mantenimento e per le spese di personale tutto il contributo conferito dal Ministero dei Trasporti e buona parte (per non dire la quasi totalità) del contributo dato dal CONI per il finanziamento dell’attività sportiva, che quindi bisogna procedere allo scoglimento dell’ente?

Se io dicessi queste cose probabilmente non verrei visto di buon occhio da chi oggi gestisce AeCI. Queste però sono esattamente le parole che Leoni ha scritto nel 1995 in una proposta di legge per lo scioglimento dell’AeCI. Parliamo di Giuseppe Leoni, l’ex Commissario, ex Presidente e attualmente nuovamente Commissario di AeCI che dal 2002 ad oggi governa l’ente e che ha presentato uno statuto che elimina le federazioni sportive.

Ecco qui il testo integrale della proposta di legge di scioglimento dell’AeCI a firma di Giuseppe Leoni

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Avvicinarsi in sicurezza al volo di distanza in parapendio

Il volo di distanza può offrire sensazioni ed emozioni estremamente gratificanti per il pilota di volo libero, consente di mettere in gioco le proprie capacità a tutto campo, di visitare aree remote e godere di paesaggi nuovi e spesso particolarmente coinvolgenti. E’ una sfida affascinante da molti considerata la vera essenza del volo libero.

Questo articolo raccoglie una serie di consigli per consentirti di effettuare i primi passi di questo percorso in sicurezza e con soddisfazione.

Stenella vola in Valcava - Rodolfo Saccani

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“Un morto ogni tre giorni” ovvero come costruire dal nulla una notizia allarmistica

Il quotidiano “La Stampa” ieri ha pubblicato un pessimo articolo sul mondo del volo dal titolo “Un morto ogni tre giorni. La passione fatale per il volo”.

L’articolo fa una gran confusione tra volo libero (parapendio e deltaplano), ultraleggeri a motore e volo a vela (alianti) nel tentativo di dimostrare che il volo in generale è una disciplina estremamente pericolosa e che c’è una preoccupante escalation di incidenti fatali. “Un morto ogni tre giorni” è il messaggio forte che passa da questo articolo quando in realtà la media degli incidenti fatali è infinitamente più bassa.
Questa statistica sparata nel titolo si riferisce in realtà al fatto che in quindici giorni ci sono stati cinque decessi tra tutte le discipline del volo (di cui uno nel volo libero). Suggerisco all’autore una statistica ancora più d’effetto: “due morti al minuto” calcolata sul minuto in cui è avvenuto un qualunque incidente su mezzo biposto che abbia causato il decesso dei due occupanti.
L’articolo tira dentro un po’ di tutto per dimostrare la pericolosità del volo. Anche gli incontri tra esponenti del volo libero e SUEM che da anni rappresentano il frutto di una positiva collaborazione allo scopo di ridurre gli interventi di soccorso, migliorarne l’efficienza e migliorare la prevenzione, nell’articolo diventano la dimostrazione di una emergenza in atto.

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Giornata impegnativa

Ieri sia io che Barbara siamo tornati in volo dopo mesi di inattività ma non è questo l’unico evento funesto della giornata.
Io, Flavio e Bernardo ci troviamo per la navetta delle 13.30, Lorenzo è in ritardo e ci raggiungerà (fortunello) in decollo con la moto.
Dopo pochi minuti dalla partenza il prode Emilio si accorge che la navetta ha una ruota a terra. Le imprecazioni in un idioma a me ancora incomprensibile sono il preludio ad una copiosa sudata. Sporchi, grondanti di sudore e temprati dall’asfalto rovente, ci rimettiamo in moto.
Poco dopo il bivio per Colli di Sogno ci imbattiamo in un camper largo quanto la carreggiata che ci viene incontro.

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