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	<title>scienza Archivi - Io Volo Libero</title>
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	<description>blog senza tema di Rodolfo Saccani</description>
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	<title>scienza Archivi - Io Volo Libero</title>
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		<title>La liturgia della Vaccinazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 04:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati ormai quasi cinque mesi da quando ho compiuto quel rito chiamato Vaccinazione. Erano i tempi spensierati in cui ancora non ci rendevamo conto che ci saremmo progressivamente divisi e schierati in sivax contro novax.&#160; Al tempo quel rito era ancora un atto spontaneo e spirituale, senza alcuna pressione, costrizione o ricatto. Nello scaglione&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/la-liturgia-della-vaccinazione/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La liturgia della Vaccinazione</span></a></p>
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<p>Sono passati ormai quasi cinque mesi da quando ho compiuto quel rito chiamato Vaccinazione.</p>



<p>Erano i tempi spensierati in cui ancora non ci rendevamo conto che ci saremmo progressivamente divisi e schierati in sivax contro novax.&nbsp;</p>



<p>Al tempo quel rito era ancora un atto spontaneo e spirituale, senza alcuna pressione, costrizione o ricatto. Nello scaglione della mia fascia di età  fui tra i primi a farlo.</p>



<p>Arrivo in questa enorme cattedrale laica che è il centro vaccinale. All&#8217;ingresso trovo un dipenser di gel antisettico, moderna e tecnologica acquasantiera. Una pausa per un atto di auto-purificazione prima di varcare la soglia.</p>



<p>All&#8217;interno persone sedute, in silenzio, in ordinate file di posti rivolti nella direzione di quella sorta di altare bianco in cui si compirà  il rito.</p>



<p>Prima del rito però c&#8217;è un passaggio obbligato: il colloquio a tu per tu con un camice bianco, un medico donna nel mio caso. Alle domande del camice bianco si deve rispondere con totale sincerità , è indispensabile per poter accedere al passaggio successivo.</p>



<p>Ecco che finalmente arriva il mio turno. Mi reco all&#8217;altare al cospetto di un altro camice bianco, un&#8217;altra donna grazie alla quale si compirà  la liturgia.</p>



<p>La comunione sarà  con Pfizer. E&#8217; una comunione intima e tecnologica al tempo stesso.&nbsp;</p>



<p>Il prodotto somministrato non è un sottile strato di carboidrati, banale prodotto industriale economico, ma un costoso, sofisticato e purissimo concentrato di materiale genetico assemblato con precisione atomica e avvolto in un sottilissimo strato di nanoparticelle lipidiche.</p>



<p>La somministrazione non è quella arcaica per via orale ma molto più intima e profonda.&nbsp;</p>



<p>Dopo il rito ci si torna a sedere e si resta in silenzio a meditare su questa esperienza di trasformazione ed elevazione da novax a uomo che pian piano prende coscienza di essere ora abilitato ad odiarli, quei bastardi dei novax.</p>



<p>Quando arriva il momento ci si alza, sempre in silenzio, e ci si volge all&#8217;uscita. Prima di uscire ci si volta un&#8217;ultima volta, come ad imprimere nella mente quel posto e quel momento di transizione.</p>
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		<title>Vaccinare i giovanissimi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 21:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi piacerebbe vedere un approccio pragmatico e non ideologico alla questione della vaccinazione delle fasce dei giovanissimi, quelle per le quali il beneficio individuale è indubbiamente molto minore e i rischi individuali oggettivamente meno definiti e dove si pone anche una questione etica peculiare: qualcuno deve prendere una decisione per qualcun altro. Tra contrari a&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/vaccinare-i-giovanissimi/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Vaccinare i giovanissimi</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mi piacerebbe vedere un approccio pragmatico e non ideologico alla questione della vaccinazione delle fasce dei giovanissimi, quelle per le quali il beneficio individuale è indubbiamente molto minore e i rischi individuali oggettivamente meno definiti e dove si pone anche una questione etica peculiare: qualcuno deve prendere una decisione per qualcun altro.</p>



<p>Tra contrari a prescindere e favorevoli a prescindere sembra non ci sia più nessuno a ricordarsi che la valutazione costi-benefici è alla base di ogni intervento sanitario e che purtroppo la prospettiva della società  è diversa da quella individuale, anzi queste due prospettive a volte configgono proprio sulla valutazione costi-benefici quando si parla di vaccinazioni. C&#8217;è un indubbio vantaggio per la collettività  anche quando non c&#8217;è per l&#8217;individuo.</p>



<p>È una questione filosofica, etica e clinica che meriterebbe un approfondimento che tenga conto della delicatezza della situazione e che invece stiamo trattando con la solita superficialità : squadra A contro squadra B.</p>



<p>Siamo diventati ormai polarizzati su ogni argomento e in particolare su questo, continuiamo a coltivare quell&#8217;egocentrismo generazionale a cui ci siamo assuefatti e non siamo più abituati a maneggiare la complessità .</p>



<p>Credo che su questo argomento ci sia anche una forma di auto-censura per l&#8217;incapacità  generale di comprendere ragionamenti con un minimo di complessità  e il rischio, quasi la certezza, di venire etichettati come eretici da entrambe le parti non appena si prova a fare un ragionamento minimamente articolato.</p>
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		<title>Flow</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 20:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
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		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adesso che la tecnologia ci consente di vedere quello che succede nel cervello, sappiamo che per raggiungere questo stato mentale, il flow, bisogna disattivare, e non attivare, alcune aree specifiche del cervello. Soprattutto la corteccia cingolata posteriore. Questo insieme di aree di cui la corteccia cingolata posteriore fa parte è stato denominato Default Mode Network&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/flow/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Flow</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso che la tecnologia ci consente di vedere quello che succede nel cervello, sappiamo che per raggiungere questo stato mentale, il flow, bisogna disattivare, e non attivare, alcune aree specifiche del cervello. Soprattutto la corteccia cingolata posteriore.</p>
<p>Questo insieme di aree di cui la corteccia cingolata posteriore fa parte è stato denominato Default Mode Network ed è legato al pensiero autoreferenziale, al mind wandering, ai pensieri su eventi futuri e passati, preoccupazioni, pianificazioni.</p>
<p>Si chiama così perché è la modalità  in cui viviamo per la maggior parte del tempo, lontano dal momento presente. Guidi e quando arrivi a destinazione non ricordi di aver fatto il percorso perché mentre muovervi il volante, il cambio e i pedali la tua mente era altrove. Fai la doccia o ti lavi i denti in modo automatico, preso da preoccupazioni, pianificazioni, ricordi o rimpianti.</p>
<p>C&#8217;è chi usa gli sport estremi per raggiungere il flow perché in situazioni estremamente impegnative tutte le risorse mentali sono orientate al momento presente, il Default Mode Network si spegne e vivi il presente in modo completo, totale e immersivo, istante per istante.</p>
<p>Quei buddisti di 2500 anni fa erano dei fottutissimi hacker del loro tempo, hackeravano l&#8217;unico computer a loro disposizione: il loro stesso cervello.</p>
<p>Avevano scoperto come disattivare il Default Mode Network e vivere il flow senza rischiare la vita.</p>
<p>Avevano scoperto meccanismi che solo oggi abbiamo potuto osservare all&#8217;interno del cervello e avevano anche capito meccaniche del comportamento oggi formalizzate in teorie solide come il reward based learning, ovvero meccanismi di base del funzionamento del cervello che in un contesto oggi molto diverso da quello in cui si sono evoluti a volte vanno fuori strada e inducono comportamenti quali ansia e dipendenze.</p>
<p>Judson Brewer in questo video spiega quello che ha scoperto studiando il cervello durante la meditazione.</p>
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="Measuring Mindfulness - Judson Brewer" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/wp9JD4APjSs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>La proposta di legge sul pi greco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 04:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[indiana]]></category>
		<category><![CDATA[pi greco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1897, in Indiana viene presentata una proposta di legge per stabilire, per legge appunto, il valore del pigreco. Lo scopo finale è la quadratura del cerchio, che già  al tempo era stata dimostrata essere impossibile. Con questa legge la quadratura del cerchio sarebbe finalmente divenuta possibile. La proposta di legge va in commissione cultura che&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/la-proposta-di-legge-sul-pi-greco/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La proposta di legge sul pi greco</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>1897, in Indiana viene presentata una proposta di legge per stabilire, per legge appunto, il valore del pigreco.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/08/squaring_the_circle6268952601461538146.png" class="alignnone size-full wp-image-1214" width="768" height="768" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/08/squaring_the_circle6268952601461538146.png 768w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/08/squaring_the_circle6268952601461538146-420x420.png 420w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/08/squaring_the_circle6268952601461538146-744x744.png 744w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/08/squaring_the_circle6268952601461538146-250x250.png 250w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/08/squaring_the_circle6268952601461538146-174x174.png 174w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Lo scopo finale è la quadratura del cerchio, che già  al tempo era stata dimostrata essere impossibile. Con questa legge la quadratura del cerchio sarebbe finalmente divenuta possibile.</p>
<p>La proposta di legge va in commissione cultura che dà  parere favorevole, torna in aula dove viene approvata all&#8217;unanimità .</p>
<p>Come è stata convinta la camera a votare all&#8217;unanimità  questa proposta?</p>
<p>Il proponente, un matematico dilettante, era talmente onesto che nonostante avesse brevettato questo metodo, lo avrebbe dato gratuitamente alle scuole dello stato. Un affare.</p>
<p>Inoltre la proposta di legge criticava apertamente lo status quo, definendo la posizione ufficiale della matematica insufficiente e ingannevole.</p>
<p>Insomma, finalmente qualcuno onesto e disinteressato che semplifica la matematica per tutti.</p>
<p>La proposta di legge già  approvata all&#8217;unanimità  alla camera, va al senato e viene approvata in prima lettura in commissione. Alla seconda lettura succede che per caso quel giorno in senato c&#8217;è, per altre faccende, un professore di matematica che con grande pazienza spende la giornata e parte della notte a spiegare ai senatori il perché si tratta di una minchiata.</p>
<p>La proposta di legge non passa la seconda lettura e i poteri forti della matematica la fanno franca!</p>
<p>Tutto vero eh!</p>
<p>Altri dettagli su <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_legge_dell%27Indiana_sul_pi_greco?wprov=sfla1">Wikipedia</a>.</p>
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		<title>Ho letto di uno studio che dice che&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 20:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[meta-analisi]]></category>
		<category><![CDATA[peer review]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti gli studi hanno lo stesso valore. L&#8217;immagine mostra la gerarchia dei vari tipi di studi, in alto quelli che danno informazioni più affidabili, in basso quelli meno affidabili (ma comunque importanti). In genere il percorso di ricerca parte dal basso per poi salire, sempre che non ci si fermi lungo il tragitto per&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/ho-letto-di-uno-studio-che-dice-che/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Ho letto di uno studio che dice che&#8230;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non tutti gli studi hanno lo stesso valore. L&#8217;immagine mostra la gerarchia dei vari tipi di studi, in alto quelli che danno informazioni più affidabili, in basso quelli meno affidabili (ma comunque importanti).</p>



<p>In genere il percorso di ricerca parte dal basso per poi salire, sempre che non ci si fermi lungo il tragitto per mancanza di riscontri (l&#8217;idea sembrava buona ma non lo era, oppure si pensava ci fosse un rapporto di causa-effetto e invece era solo una correlazione e la causa è da cercare altrove). Escludere idee non buone fa parte del metodo scientifico ed è importante tanto quanto approfondire quelle buone.</p>



<p>Vediamoli alla svelta partendo dal basso:</p>



<p>&#8211; Casi singoli che si sono verificati, opinioni e osservazioni di esperti basate sulla loro esperienza, essenzialmente si inizia a sollevare un argomento che potrebbe meritare un&#8217;analisi più approfondita e a discuterne.</p>



<p>&#8211; Studi in vitro e su animali, si investiga sui meccanismi biologici per capirne di più.</p>



<p>&#8211; Cross sectional, studi basati sulla sola osservazione (non si somministra nulla) in cui si &#8220;fotografa&#8221; la situazione di una popolazione in un momento preciso (non è uno studio che si protrae nel tempo) misurando vari aspetti e cercando relazioni. Ad esempio si può scoprire che chi ha una certa alimentazione ha una incidenza maggiore di una certa patologia. Ci potrebbe essere una correlazione ma anche no, in questa fase si evidenziano cose che possono meritare approfondimenti.</p>



<p>&#8211; Case control è sempre un tipo di studio in cui ci si limita ad osservare ma con un approccio diverso: si prendono due gruppi con caratteristiche diverse (ad esempio uno di persone con una certa patologia e l&#8217;altro che non ce l&#8217;ha) e si cercano a ritroso correlazioni. Cosa ha un gruppo di diverso dall&#8217;altro che può causare la patologia? Anche qui le cose che emergono possono rappresentare ipotesi da approfondire.</p>



<p>&#8211; Cohort è un altro tipo di studio che si limita ad osservare ma stavolta l&#8217;osservazione è protratta nel tempo, quindi è più lungo e costoso. Ad esempio prendo un gruppo di fumatori e uno di non fumatori e li seguo per venti anni misurando lo stato di salute nel tempo. Posso fare questo studio quando ho già  una ipotesi da verificare, ad esempio che il fumo sia associato al cancro ai polmoni.</p>



<p>&#8211; Lo studio randomizzato e controllato serve per misurare l&#8217;efficacia di un trattamento o un farmaco. Qui ho già  identificato i meccanismi biologici, ho già  un rimedio da valutare e lo somministro ad un gruppo di pazienti. Alcuni di loro riceveranno un placebo invece del farmaco ma non lo sanno, questo per quantificare l&#8217;efficacia al netto dell&#8217;effetto placebo. Lo studio è in &#8220;doppio-ceco&#8221; se anche il medico che somministra il farmaco non sa se sta somministrando il placebo o no, per escludere condizionamenti inconsci.</p>



<p>&#8211; Una meta-analisi è un lavoro di analisi di un gran numero di studi fatti in passato. Gli studi vengono confrontati, pesati in base alla loro affidabilità  (un campione piccolo è meno significativo di un campione grande, il doppio-ceco è più affidabile del singolo, l&#8217;accuratezza del protocollo clinico viene anche tenuta in conto) e essenzialmente si &#8220;tirano le somme&#8221; di tutti gli studi fatti sul tema.</p>
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		<title>Amigdala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 05:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se a volte ti sembra più faticoso del normale sostenere in una discussione razionale una posizione intollerante verso il &#8220;diverso&#8221;, una spiegazione c&#8217;è. Dopamina, ossitocina, amigdala, sistema mesolimbico &#8230; non illudiamoci, siamo delle macchine che funzionano a impulsi chimici e elettrici, macchine che si sono evolute in un ambiente molto diverso da quello in cui&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/1177-2/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Amigdala</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se a volte ti sembra più faticoso del normale sostenere in una discussione razionale una posizione intollerante verso il &#8220;diverso&#8221;, una spiegazione c&#8217;è.</p>



<p>Dopamina, ossitocina, amigdala, sistema mesolimbico &#8230; non illudiamoci, siamo delle macchine che funzionano a impulsi chimici e elettrici, macchine che si sono evolute in un ambiente molto diverso da quello in cui viviamo oggi.</p>



<p>Ci sono cose che il nostro cablaggio di base vede come negative o pericolose ma che nel frattempo abbiamo imparato a trasformare in positive, tanto che ci abbiamo costruito su una civiltà .<br>La nostra civiltà  non potrebbe esistere se non avessimo superato razionalmente quegli impulsi irrazionali.</p>



<p>Anche se l&#8217;impulso di base che parte dalla nostra amigdala ti fa provare istintivamente sospetto per tratti somatici o colore della pelle o cultura diversi dal tuo, abbiamo imparato a superare questa diffidenza e considerarla per quello che è: uno stereotipo.</p>



<p>Queste righe le leggi grazie all&#8217;elettronica che viene dall&#8217;est fatta con materie prime che vengono da sud, su una piattaforma software che viene da ovest che usa protocolli e idee nati e cresciuti anche da queste parti.</p>



<p>Se avessimo lasciato fare alla nostra diffidenza &#8220;naturale&#8221; nei confronti del prossimo la nostra amigdala autarchica ci avrebbe precluso il commercio, lo scambio di beni, idee, informazioni e cultura. Se avessimo dato retta a lei non avremmo fatto un affare.</p>
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		<title>James Lind, l&#8217;importanza di un&#8217;informazione e l&#8217;importanza di comunicarla</title>
		<link>https://www.saccani.net/james-lind-limportanza-di-uninformazione-e-limportanza-di-comunicarla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2018 16:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[james lind]]></category>
		<category><![CDATA[metodo scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[scorbuto]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina c]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si stima che due milioni di marinai siano morti di scorbuto prima di scoprire che bastava la vitamina c per prevenirlo e curarlo. L&#8217;importanza di un&#8217;informazione. Nel 1747 James Lind ha fatto un esperimento molto semplice: ha preso 12 malati e li ha divisi in sei coppie, a tutti ha dato la stessa alimentazione più&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/james-lind-limportanza-di-uninformazione-e-limportanza-di-comunicarla/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">James Lind, l&#8217;importanza di un&#8217;informazione e l&#8217;importanza di comunicarla</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si stima che due milioni di marinai siano morti di scorbuto prima di scoprire che bastava la vitamina c per prevenirlo e curarlo.</p>
<p>L&#8217;importanza di un&#8217;informazione.<span id="more-1047"></span></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-1045 alignnone size-full" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/04/james_lind_by_chalmers7912594241113152699.jpg" width="468" height="551" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/04/james_lind_by_chalmers7912594241113152699.jpg 468w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/04/james_lind_by_chalmers7912594241113152699-420x494.jpg 420w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /></p>
<p>Nel 1747 James Lind ha fatto un esperimento molto semplice: ha preso 12 malati e li ha divisi in sei coppie, a tutti ha dato la stessa alimentazione più un alimento diverso per ciascuna delle 6 coppie.</p>
<p>I due a cui erano toccati gli agrumi sono guariti.<br />
Voilà , l&#8217;informazione che serviva a salvare milioni di vite era stata trovata.</p>
<p>Lind ha pubblicato un trattato dal titolo &#8220;Trattato sullo scorbuto&#8221; ma siccome non ha pubblicato su una rivista di medicina nessuno si è cagato la sua scoperta per i successivi 40 anni.</p>
<p>Quindi: il metodo scientifico è importante ma la comunicazione pure.</p>
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		<title>Scoperta promettente terapia per patologia attualmente incurabile: l&#8217;intelligenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2018 07:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Breaking news: Italia all&#8217;avanguardia nella ricerca scientifica. Scoperta promettente terapia per una patologia fino ad oggi ritenuta incurabile: l&#8217;intelligenza. Un gruppo di cervelli in fuga italiani, guidati dal prof Hestikatsy del dipartimento di malattie rare dell&#8217;Università  del South Hummingam, ha annunciato di aver scoperto la potenziale cura. Secondo i ricercatori, che avrebbero sviluppato un meccanismo&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/scoperta-promettente-terapia-per-patologia-attualmente-incurabile-lintelligenza/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Scoperta promettente terapia per patologia attualmente incurabile: l&#8217;intelligenza</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Breaking news: Italia all&#8217;avanguardia nella ricerca scientifica.<br />
Scoperta promettente terapia per una patologia fino ad oggi ritenuta incurabile: l&#8217;intelligenza.<span id="more-1040"></span></p>
<p>Un gruppo di cervelli in fuga italiani, guidati dal prof Hestikatsy del dipartimento di malattie rare dell&#8217;Università  del South Hummingam, ha annunciato di aver scoperto la potenziale cura.</p>
<p>Secondo i ricercatori, che avrebbero sviluppato un meccanismo per l&#8217;inibizione di una proteina alla base della catena dei processi razionali e cognitivi, ci sono ottime speranze per curare questa temibile patologia che colpisce decine di italiani l&#8217;anno.</p>
<p>&#8220;Abbiamo identificato la proteina chiave all&#8217;origine di questa malattia e sviluppato un metodo di inibizione della stessa basato su input percettivi di tipo sociale e mediatico&#8221; ha dichiarato Hestikatsy.</p>
<p>La ricerca, dopo gli ottimi risultati ottenuti su volontari in condizioni di laboratorio, è nella fase di sperimentazione su larga scala.</p>
<p>È attualmente in corso un esperimento di fase 3 sull&#8217;intera popolazione italiana i cui risultati saranno pubblicati il 5 marzo 2018.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1039" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/img_20180214_2309045472518311296012258.png" width="1587" height="2245" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/img_20180214_2309045472518311296012258.png 1587w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/img_20180214_2309045472518311296012258-420x594.png 420w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/img_20180214_2309045472518311296012258-744x1052.png 744w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/img_20180214_2309045472518311296012258-768x1086.png 768w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/img_20180214_2309045472518311296012258-1200x1698.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1587px) 100vw, 1587px" /></p>
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		<title>L&#8217;arca della conoscenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 20:46:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[arch mission]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un archivio di tutte le nostre conoscenze che sopravviva ad una nostra possibile (probabile, inevitabile) estinzione. Questo è il progetto &#8220;arch mission&#8221;. Una catastrofe planetaria naturale (solar flare, meteorite) o causata da noi stessi (come una guerra nucleare o batteriologica) e tutte le nostre conoscenze andrebbero perdute, la stessa traccia dell&#8217;esistenza di una civiltà  andrebbe&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/larca-della-conoscenza/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">L&#8217;arca della conoscenza</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un archivio di tutte le nostre conoscenze che sopravviva ad una nostra possibile (probabile, inevitabile) estinzione. Questo è il progetto <a href="https://www.archmission.com/" rel="noreferrer" data-ss1525537524="1" data-ss1525537571="1">&#8220;arch mission&#8221;</a>.<br />
Una catastrofe planetaria naturale (solar flare, meteorite) o causata da noi stessi (come una guerra nucleare o batteriologica) e tutte le nostre conoscenze andrebbero perdute, la stessa traccia dell&#8217;esistenza di una civiltà  andrebbe a sparire velocemente.<span id="more-1031"></span></p>
<p>Prendere tutte queste conoscenze, archiviarle su supporti in grado di durare miliardi di anni e disseminarli in più posti. Lontano da qui. Questo è l&#8217;obiettivo di questa fondazione.</p>
<p>Il primo di questi supporti è in viaggio insieme alla Tesla di Musk che resterà  in giro per il sistema solare probabilmente per miliardi di anni. Altri verranno disseminati altrove, sulla luna, su altri pianeti, &#8230;</p>
<p><img decoding="async" class="size-full" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/fb_img_15180730026455270366098078907479.jpg" data-wpid="51" /></p>
<p>Nel momento in cui una specie come la nostra incomincia a pensare di lasciare una traccia che sopravviva a se stessa, è normale iniziare a chiedersi se qualcuno prima di noi lo abbia già  fatto e dove eventualmente cercare.</p>
<p>Dove si potrebbe lasciare informazioni in modo che siano trovate abbastanza facilmente ma solo quando una civiltà  diventa abbastanza intelligente da poterle usare?</p>
<p>Oggi siamo in grado di usare il DNA per archiviare informazioni con una densità  insuperabile: uno zettabyte per grammo.</p>
<p>E se tutto quel nostro DNA pieno di informazioni apparentemente inutili &#8230;.</p>
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		<title>Tempesta solare in corso</title>
		<link>https://www.saccani.net/tempesta-solare-in-corso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 05:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tempesta geomagnetica]]></category>
		<category><![CDATA[tempesta solare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una tempesta solare in corso causata da una emissione di massa coronale che è avvenuta lunedì scorso e che ci ha ormai raggiunti. Il livello è G4, severa, ma oggi potrebbe raggiungere il livello G5, estrema. Sarebbe la più forte di questo ciclo solare. Un test di resilienza per i nostri satelliti, le reti&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/tempesta-solare-in-corso/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Tempesta solare in corso</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una tempesta solare in corso causata da una emissione di massa coronale che è avvenuta lunedì scorso e che ci ha ormai raggiunti.</p>
<p>Il livello è G4, severa, ma oggi potrebbe raggiungere il livello G5, estrema. Sarebbe la più forte di questo ciclo solare. Un test di resilienza per i nostri satelliti, le reti di distribuzione dell&#8217;energia e di telecomunicazioni.</p>
<p>Occhio alle aurore, che potrebbero scendere fino ai 45Â° di latitudine.</p>
<p>Aggiornamenti qui: <a href="http://www.swpc.noaa.gov/">http://www.swpc.noaa.gov/</a></p>
<p><a href="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/G4_Alert.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-873 size-full" title="Tempesta solare - Rodolfo Saccani" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/G4_Alert.jpg" alt="Tempesta solare - Rodolfo Saccani" width="940" height="562" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/G4_Alert.jpg 940w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/G4_Alert-420x251.jpg 420w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/G4_Alert-744x445.jpg 744w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/G4_Alert-768x459.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a></p>
<p>ùImmagine di NASA.</p>
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		<item>
		<title>La sfida</title>
		<link>https://www.saccani.net/la-sfida/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 18:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vera carenza è quella del nostro sistema educativo che produce ignoranza, mancanza di senso critico, incapacità  di informarsi, incapacità  di formare una propria opinione, incapacità  di distinguere il vero dal falso, complottismi e superstizioni. Essere incapaci di leggere e valutare dati oggettivi porta a dubitare di tutto e induce a ripetere ciclicamente gli errori&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/la-sfida/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La sfida</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vera carenza è quella del nostro sistema educativo che produce ignoranza, mancanza di senso critico, incapacità  di informarsi, incapacità  di formare una propria opinione, incapacità  di distinguere il vero dal falso, complottismi e superstizioni.</p>
<p>Essere incapaci di leggere e valutare dati oggettivi porta a dubitare di tutto e induce a ripetere ciclicamente gli errori del passato.&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi secoli abbiamo fatto grandi conquiste per migliorare la nostra condizione, per sconfiggere sofferenze e malattie, per migliorare attraverso la tecnologia e l&#8217;intelligenza la nostra condizione animale ma in fondo è stata una conquista operata da parte di pochi a favore di tutti.&nbsp;</p>
<p>I nomi attaccati alle grandi conquiste scientifiche e tecnologiche sono una manciata, tutti gli altri ne hanno beneficiato, la maggior parte però non si rende conto dell&#8217;immenso valore e della precarietà  di tutto ciò.</p>
<p>Niente è scontato. Se gli strumenti intellettuali per interpretare il mondo e per apprezzare le conquiste fatte &nbsp;restano appannaggio di pochi, se il sistema educativo non riesce a portare questi strumenti a tutti, la nostra ignoranza diventa un fardello sempre più pesante che ci porta indietro nel tempo.&nbsp;</p>
<p>Incapaci di apprezzare quello che abbiamo, facciamo scelte dettate dall&#8217;emotività , dalla paura, dalla stupidità  congenita che ci illudiamo di aver superato.</p>
<p>Usiamo la potente tecnologia che possediamo e che diamo per scontata, ma che in fondo non comprendiamo, come amplificatore della nostra ignoranza.</p>
<p>La sfida del nostro tempo è questa. Riusciremo a non usare questi strumenti contro noi stessi e soprattutto contro i nostri figli?</p>
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		<item>
		<title>Unità  di misura</title>
		<link>https://www.saccani.net/unita-di-misura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 22:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Celsius]]></category>
		<category><![CDATA[Fahrenheit]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il 1724 e hai deciso di inventare una scala per la misura della temperatura. Che riferimenti scegli? Fahrenheit scelse di assegnare lo 0 alla temperatura a cui una miscela satura di acqua e sale si scongela. Pare che al tempo fosse la temperatura più bassa raggiungibile in laboratorio, quindi ci può stare che abbia&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/unita-di-misura/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Unità  di misura</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È il 1724 e hai deciso di inventare una scala per la misura della temperatura. Che riferimenti scegli?<br />
Fahrenheit scelse di assegnare lo 0 alla temperatura a cui una miscela satura di acqua e sale si scongela. Pare che al tempo fosse la temperatura più bassa raggiungibile in laboratorio, quindi ci può stare che abbia pensato che quello fosse un limite così difficile da superare da meritarsi lo 0.<br />
Bene, adesso ti serve un altro riferimento, cosa prendi?<br />
Perché non la temperatura del sangue del cavallo? Questa scelta era un tantino più discutibile ma lui faceva il veterinario e misurava abitualmente la temperatura ai cavalli.<br />
Ok, la temperatura del sangue del cavallo è importante, gli assegnamo &#8230;&nbsp; 12 gradi, perché no. Un bel numero tondo, una dozzina.<br />
Così però i gradi erano un po&#8217; pochi, quindi successivamente decise di dividere ciascun grado in &#8230; vediamo un po&#8217;&#8230;&nbsp; 8 intervalli. 12&#215;8 fa 96.<br />
Quindi il sangue del cavallo è passato a 96.</p>
<p>Vuoi perché portare un cavallo in laboratorio per calibrare i termometri era scomodo, vuoi perché i cavalli hanno temperature del sangue diverse tra loro,&nbsp; nel 1742 Celsius decise che serviva una scala più sensata e fece così:<br />
&#8211; 0 gradi: acqua che bolle<br />
&#8211; 100 gradi: acqua che congela<br />
Non ho sbagliato, la fece proprio così, al contrario di come la conosciamo. Più scaldi e più i gradi scendono, non troppo intuitivo, almeno per noi che siamo abituati al contrario.<br />
Forse non solo per noi perché nel 1744 Celsius morì e subito ne approfittarono per invertire la scala: 0 al ghiaccio e 100 al vapore. </p>
<p>Tutti si convertirono alla nuova unità  di misura. O quasi. C&#8217;è chi continua a preferire i gradi fahrenheit, i piedi, le iarde, le miglia, le pinte, i galloni, i barili, le once, le libbre&#8230;. I gusti son gusti.</p>
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		<item>
		<title>Panta rei</title>
		<link>https://www.saccani.net/panta-rei/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 12:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.saccani.net/blog/?p=680</guid>

					<description><![CDATA[<p>A qualcuno sarà  giunta la notizia che la terra non è al centro dell&#8217;universo ma ruota attorno ad una stella situata nella periferia di una galassia qualsiasi. E&#8217; una fortuna che sia così perché sarebbe una noia terribile stare fermi ad osservare la vita tutto intorno. Ma la cosa interessante non è questa. Che tu&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/panta-rei/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Panta rei</span></a></p>
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]]></description>
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<p>A qualcuno sarà  giunta la notizia che la terra non è al centro dell&#8217;universo ma ruota attorno ad una stella situata nella periferia di una galassia qualsiasi.</p>
<p><span class="text_exposed_show">E&#8217; una fortuna che sia così perché sarebbe una noia terribile stare fermi ad osservare la vita tutto intorno. Ma la cosa interessante non è questa. </span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Che tu in questo momento sia seduto o meno, stai ruotando intorno all&#8217;asse della terra ad una velocità  di circa 1600 km/h. Ok un po&#8217; di meno se non sei all&#8217;equatore, ma non fa molta differenza perché la terra, percorrendo il suo giro annuale intorno al sole viaggia ancora più velocemente, a circa 107mila km/h.</p>
<p>Ancora non siamo arrivati alla cosa più interessante però, perché il sole non è affatto fermo ma si muove rispetto al centro della galassia ad una velocità  di circa 70mila km/h. Si, con una certa calma effettivamente.</p>
<p>Il fatto però è che la galassia stessa è tutt&#8217;altro che ferma ma viaggia alla modica velocità  di 2,1 milioni di chilometri orari. Esatto, più di due milioni di chilometri orari.</p>
<p>Ecco, da quando hai iniziato a leggere questo intervento hai percorso circa 70mila chilometri, ma la cosa più interessante non è neanche questa.</p>
<p>La cosa più interessante è che non tornerai mai indietro.<br />
E&#8217; un viaggio senza ritorno.</p>
<p>Se hai 20 anni, il posto in cui sei nato è a circa 368 miliardi di chilometri da qui, se ne hai 40 sei nato a circa 736 miliardi di chilometri di distanza. La distanza cresce e non tornerai mai indietro.</p>
<p>L&#8217;unica costante, in questo universo, è il cambiamento.<br />
Accoglilo il cambiamento, non puntare i piedi ad ogni novità  perché tanto non rallenti un bel nulla.</p>
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		<title>Riproducibilità </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2014 23:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[metodo scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[riproducibilitÃ ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8211; Abbiamo scoperto e dimostrato in modo inequivocabile che questo pianeta esploderà  nel giro dei prossimi 100 anni se non investiamo in un progetto di riduzione sostanziale della temperatura del mantello &#8211; Caspita, non c&#8217;è tempo da perdere! &#8211; Secondo i nostri calcoli dobbiamo riversare il 48.67% delle acque dell&#8217;oceano pacifico all&#8217;interno dei 643 vulcani&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/riproducibilita/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Riproducibilità </span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; Abbiamo scoperto e dimostrato in modo inequivocabile che questo pianeta esploderà  nel giro dei prossimi 100 anni se non investiamo in un progetto di riduzione sostanziale della temperatura del mantello<br />
&#8211; Caspita, non c&#8217;è tempo da perdere!<br />
&#8211; Secondo i nostri calcoli dobbiamo riversare il 48.67% delle acque dell&#8217;oceano pacifico all&#8217;interno dei 643 vulcani più attivi per ottenere una inversione del trend<br />
&#8211; Urca, ma come lo avete scoperto?<br />
&#8211; Abbiamo eseguito numerose simulazioni utilizzando un modello computazionale da noi sviluppato che ha elaborato i migliori dati a disposizione, tutte le simulazioni producono lo stesso risultato, se non ci muoviamo subito siamo spacciati<br />
&#8211; Possiamo vedere le prove?<br />
&#8211; Certo: abbiamo prodotto migliaia di grafici e studi sottoposti alla Peer Review<br />
&#8211; Il nostro team di catastrofologi vorrebbe dare una mano riproducendo i vostri studi per cercare soluzioni alternative, dove troviamo il codice del modello computazionale e i dati?<br />
&#8211; Non te li possiamo dare, non abbiamo tempo di spiegare come abbiamo fatto, ci sono voluti anni e anni e ti dico che ormai non c&#8217;è tempo per queste cose<br />
&#8211; Ma abbiamo appena costruito un computer quantistico per intercettare i pensieri di tutti gli abitanti della terra e inquisire i potenziali futuri terroristi prima ancora che lo diventino. Possiamo usarlo per trovare soluzioni alternative! Dateci il codice e i dati e ci mettiamo subito al lavoro!<br />
&#8211; Ma sei fuori? Non ci sono soluzioni alternative, noi siamo il team di ricerca più avanzato al mondo in catastrofologia mantelloplastica avanzata, non potete fare meglio di noi e noi non possiamo perdere tempo a spiegarvi tutto. Vatti a leggere gli studi pubblicati, sono chiarissimi! Ne parla tutta la stampa mondiale!<br />
&#8211; Ma non c&#8217;è scritto come siete arrivati a quelle conclusione, non possiamo ripetere le simulazioni senza codice e dati<br />
&#8211; Sai quanto tempo ci vuole a spiegare tutto? È roba complicata e non c&#8217;è tempo da perdere, non possiamo salvare il mondo se ci perdiamo in questo dettagli!<br />
&#8211; Ma la riproducibilità  è la base del metodo scientifico!<br />
&#8211; Allora lo vedi che non capisci? Siamo noi gli unici esperti mondiali di catastrofologia mantelloplastica e sono anni che pubblichiamo previsioni catastrofiche! Il 99% degli esperti del settore è concorde, stai mica mettendo in dubbio la competenza di tutti gli esperti mondiali?<br />
&#8211; A parte che non esiste un corso di laurea in catastrofologia mantelloplastica e quindi l&#8217;unico modo per diventarne esperti è autoplocamarcisi, il fatto che siete concordi su questa previsione (che vi sta fruttando finanziamenti a pioggia) non mi dice molto. La ricerca non si fa col consenso ma con il metodo scientifico: prima c&#8217;è una ipotesi, poi una verifica sperimentale, infine la riproduzione degli stessi risultati da parte di altri. Se la verifica sperimentale è virtuale e segreta e nessuno può replicarla cosa resta? Solo una ipotesi.<br />
&#8211; Vuoi ucciderci tutti? Tutta la popolazione mondiale? Sei un assassino?<br />
&#8211; No, voglio essere sicuro di quello che faccio, è una scienza giovane e complessa<br />
&#8211; Ma se sono 20 anni che pubblichiamo studi e previsioni catastrofiche!<br />
&#8211; Che però non si sono mai avverate, ti ricordi che 20 anni fa avevate previsto un raddoppio dell&#8217;attività  vulcanica nel giro di 20 anni? Non c&#8217;è stata<br />
&#8211; Abbiamo una teoria per spiegare quell&#8217;errore, la abbiamo pubblicata ben 10 anni fa<br />
&#8211; Si ma anche le previsioni di 10 anni fa non si sono avverate<br />
&#8211; Perché al tempo non avevamo la teoria del sequestro termico del sottomantello, questo spiega anche quell&#8217;errore e ci dice che la situazione è anche peggiore di quello che pensavamo perché tutta l&#8217;energia accumulata si libererà  in un sol colpo<br />
&#8211; Avete qualche misura a sostegno della teoria del sequestro termico?<br />
&#8211; Sei fuori? Sai che sono cose non misurabili con le tecnologie attuali! Ma li leggi i giornali? Hai letto del terremoto di ieri in Uzmanzia? Ti sembra normale?<br />
&#8211; Ci sono circa 3500 terremoti al giorno<br />
&#8211; Sai chi mi ricordi? I negazionisti dell&#8217;olocausto. Tu sei una persona disgustosa, cinica. Hai sicuramente interessi torbidi in questa vicenda.<br />
&#8211; Ok quindi sono 20 anni che non azzeccate una previsione e avete teorie supportate solo da simulazioni numeriche non riproducibili da nessuno, dobbiamo fidarci ciecamente di una teoria supportata solo da articoli di giornalisti allarmisti?<br />
&#8211; CHI TI PAGA? QUALE LOBBY DI MALEDETTI CINICI ASSASSINI?</p>
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		<title>Tutto sotto controllo</title>
		<link>https://www.saccani.net/tutto-sotto-controllo-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 04:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto ai piedi pochi km (da 5 a 35) di crosta terrestre che galleggia su materiale liquido tra 1000Â° e 5000Â° C. Sopra alla testa pochi km (circa 6-8) di atmosfera respirabile, poi il vuoto, lo zero assoluto. Un debole campo magnetico ci protegge dai raggi cosmici. Tutto sotto controllo. ï»¿Dalla periferia di questa galassia&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/tutto-sotto-controllo-2/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Tutto sotto controllo</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto ai piedi pochi km (da 5 a 35) di crosta terrestre che galleggia su materiale liquido tra 1000Â° e 5000Â° C. </p>
<p>Sopra alla testa pochi km (circa 6-8) di atmosfera respirabile, poi il vuoto, lo zero assoluto. </p>
<p>Un debole campo magnetico ci protegge dai raggi cosmici. </p>
<p>Tutto sotto controllo. ï»¿Dalla periferia di questa galassia parte forte e chiaro un messaggio: abbiamo la situazione in pugno. ï»¿</p>
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		<title>Il metodo scientifico perso per strada</title>
		<link>https://www.saccani.net/il-metodo-scientifico-perso-per-strada/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 05:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;informatica entra sempre di più nella ricerca scientifica e sta assumendo un ruolo centrale, in molti settori sta di fatto trasformando la ricerca scientifica. Le simulazioni numeriche sono alla base delle previsioni sui cambiamenti climatici ma l&#8217;uso massivo di sistemi computazionali avviene anche anche nella ricerca clinica, biologica, fisica, astrofisica, scienza dei materiali e numerosissimi&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/il-metodo-scientifico-perso-per-strada/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Il metodo scientifico perso per strada</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;informatica entra sempre di più nella ricerca scientifica e sta assumendo un ruolo centrale, in molti settori sta di fatto trasformando la ricerca scientifica. Le simulazioni numeriche sono alla base delle previsioni sui cambiamenti climatici ma l&#8217;uso massivo di sistemi computazionali avviene anche anche nella ricerca clinica, biologica, fisica, astrofisica, scienza dei materiali e numerosissimi altri campi.</p>
<p>Tutto questo è basato principalmente due cose: algoritmi (il software) e i dati che vengono forniti in pasto a questi algoritmi. Questo processo di elaborazione di dati viene spesso ripetuto in più fasi: i risultati intermedi vengono sottoposti ad ulteriori elaborazioni da parte di altri algoritmi che producono altri dati e così via.</p>
<p>Dov&#8217;è il problema? Il problema è il seguente.</p>
<p>Nel 2009 solo il 16% degli studi scientifici che comportano elaborazioni numeriche ha reso pubblici dati e algoritmi usati per produrre i risultati. Vengono pubblicati i risultati finali ma non i dati e gli algoritmi che sono stati usati per produrli. Questo significa che nessun&#8217;altro sarà  in grado di riprodurre e verificare quei risultati. In definitiva non è possibile applicare il metodo scientifico che è basato sul concetto fondamentale di riproducibilità  dei risultati, il metodo scientifico ce lo siamo perso per strada.</p>
<p><span id="more-424"></span>Questo è un problema di immaturità  del mondo scientifico nei confronti di questi nuovi strumenti (ma a volte anche di semplice malafede) che sta facendo grossi danni. Gli studi vengono sottoposti alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peer_review">peer review</a> mediante pubblicazione ma chi legge lo studio finisce per giudicare sulla base della credibilità  di chi scrive, non potendo riprodurre e verificare il processo e i risultati.</p>
<p>Prendiamo un caso che mi sta particolarmente a cuore e che è quello della ricerca sul clima. Abbiamo un gruppo di ricercatori (principalmente il Climate Research Unit della University of East Anglia) che ci fornisce grafici e previsioni. Quando gli chiediamo su quali dati e con quali algoritmi sono stati calcolati ci dicono che quei dati e quegli algoritmi non possono darceli, dobbiamo fidarci. Hanno resistito strenuamente ai numerosi ricorsi al freedom of information act: niente dati e niente algoritmi. Poi si scopre, grazie ad una fuga di informazioni, che neanche un povero cristo all&#8217;interno di quell&#8217;università , avendo accesso a tutti i dati e agli algoritmi, è riuscito in <a href="http://www.anenglishmanscastle.com/HARRY_READ_ME.txt">anni di tentativi</a> (dal 2006 al 2009) a riprodurre quei risultati.</p>
<p>Un altro esempio. Nel 2006 vengono pubblicati i risultati di uno studio molto interessante: dimostra che è possibile prevedere la risposta dei pazienti a vari farmaci contro il cancro analizzando il dna dei pazienti stessi. Le prospettive che si aprono sonoÂ eccezionali: analizzi il dna del paziente e sai quale farmaco sarà  per lui più efficace, una rivoluzione. Naturalmente dati e algoritmi non vengono pubblicati esaustivamente e nessuno può quindi replicare i risultati. Sulla base di questi promettenti risultati, nel 2007 e 2008 vengono avviati tre diversi studi clinici cioè si incomicia a curare con questo sistema persone che hanno veramente il cancro.</p>
<p>Nel 2009 parte uno studio di bioinformatica forense che cerca di replicare i risultati ottenuti da alcuni studi clinici, tra cui quello del 2006. Non si riesce a replicare i risultati di quello studio e approfondendo viene fuori che ci sono stati fatti errori macroscopici: in alcuni fogli elettronici i dati erano disallineati di una colonna, alcune colonne erano state scambiate per errore (i dati di una colonna erano finiti in un&#8217;altra quindi interpretati in modo diverso), i dati sul patrimonio genetico non erano completi: mancavano quelli di alcuni pazienti e quelli di altri pazienti risultavano duplicati (quindi a più pazienti era stato assegnato lo stesso dna). Â Insomma, un casino.<br />
Nel frattempo però c&#8217;erano persone malate di cancro che avevano affidato la loro vita a quei risultati.</p>
<p>Come abbiamo visto oggi sono molto pochi gli studi che pubblicano dati ed algoritmi. Perché?</p>
<p>Una possibile risposta è nella scarsa familiarità  con questi nuovi strumenti. La buona pratica informatica di versionare il proprio software e tenere traccia di quale versione di un algoritmo è stata utilizzata per una determinata elaborazione non è patrimonio culturale diffuso nel mondo scientifico, difficilmente un ricercatore che utilizza l&#8217;informatica solo come strumento è in grado di fornire una &#8220;toolchain&#8221; in grado di replicare l&#8217;intero processo di elaborazione che si è svolto nel corso di anni in tanti passaggi diversi.</p>
<p>Spesso dati ed algoritmi non vengono pubblicati perché una ricerca partita in unaÂ università Â finisce per portare alla nascita di un&#8217;azienda che sfrutta quelle conoscenze per proporre nuovi prodotti o servizi, la pubblicazione degli algoritmi comporta l&#8217;impossibilità  di brevettarli successivamente.</p>
<p>Inoltre la preparazione di dati e algoritmi per la pubblicazione comporta la loro verifica e &#8220;ripulitura&#8221;, la produzione di documentazione, l&#8217;esposizione a richieste di chiarimenti e approfondimenti che possono essere viste come perdite di tempo.</p>
<p>Infine, la pubblicazione di queste informazioni può avvantaggiare gruppi concorrenti (spesso i ricercatori competono tra loro per l&#8217;attribuzione di fondi) e potenzialmente vanifica la possibilità  di pubblicare ulteriori studi. In definitiva spesso non pubblicare codice e dati consente di mantenere una leadership in un determinato settore di ricerca.</p>
<p>Anche in presenza di totale buona fede (che, inutile illudersi, a volte manca) finisce che il metodo scientifico nella gran parte dei casi viene abbandonato.</p>
<p>Il metodo scientifico però non è un optional, non se ne può fare a meno. I risultati devono essere replicabili e questo significa che dati eÂ algoritmi devono essere essere disponibili.</p>
<p><em>&#8220;La motivazione principale del metodo scientifico è l&#8217;ubiquità  dell&#8217;errore &#8211; la consapevolezza che errori e </em><em>illusioni possono insinuarsi assolutamente ovunque e che lo sforzo degliÂ scienziatiÂ è speso principalmente nel riconoscere ed estirpare l&#8217;errore&#8221; David Donoho et al. (2009)</em></p>
<p>Non può bastare la pubblicazione dei soli risultati e la cieca fiducia in chi li pubblica.</p>
<p>Tutto questo è spiegato chiaramente e approfonditamente da un intervento di <a href="http://twitter.com/victoriastodden">Victoria Stodden</a> intitolato <a href="http://www.ischool.berkeley.edu/newsandevents/events/20100505deanslec">The digitalization of science and the degradation of the scientific method</a>. E&#8217; possibile ascoltare la <a href="http://www.ischool.berkeley.edu/audio/download/16273/Victoria_Stodden_5May2010.mp3">versione audio</a> (in inglese) e visionare <a href="http://www.ischool.berkeley.edu/files/VictoriaStoddenBIS2010.pdf">le slide</a> della presentazione.</p>
<p>Per fortuna c&#8217;è chi sta lavorando per diffondere la consapevolezza che il rispetto del metodo scientifico comporta la pubblicazione di dati e algoritmi per consentire ad altri di replicare e verificare i risultati. Successivamente all&#8217;intervento di Victoria Stodden si è tenuta su questo argomento una tavola rotonda alla <a href="http://www.law.yale.edu/">Yale Law School</a> che ha prodotto un interessante <a href="http://www.stanford.edu/~vcs/papers/RoundtableDeclaration2010.pdf ">documento</a>.</p>
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		<title>Il mondo dei virus e dei batteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 23:29:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[batteri]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo dei virus e dei batteri è stupefacente, in questo articolo facciamo un brevissimo ma interessantissimo viaggio nel mondo del piccolo elencando numeri che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta. Le fonti sono, come al solito, in coda all&#8217;articolo. Partiamo con i numeri: &#8211; Un virus (dovrei dire virione ma fa lo stesso,&#8230;&#160;<a href="https://www.saccani.net/il-mondo-dei-virus-e-dei-batteri/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Il mondo dei virus e dei batteri</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo dei virus e dei batteri è stupefacente, in questo articolo facciamo un brevissimo ma interessantissimo viaggio nel mondo del piccolo elencando numeri che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta.</p>
<p>Le fonti sono, come al solito, in coda all&#8217;articolo. Partiamo con i numeri:</p>
<p>&#8211; Un virus (dovrei dire virione ma fa lo stesso, userò il termine virus al posto di virione da qui in poi) è circa 100 volte più piccolo di una cellula, quindi anche di un batterio.</p>
<p>&#8211; Il mare contiene la maggior parte dei virus del pianeta. I virus infettano i batteri (di cui il mare è pieno), le alghe, i pesci, i mammiferi marini. Ogni millilitro di acqua di mare contiene un milione di virus.</p>
<p>&#8211; Estendendo questo conto, in tutti gli oceani del mondo ci sono 10<sup>30</sup> virus. Per esteso sono 1.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. Se ti sembra poco pensa che se li accodassimo tutti un dietro l&#8217;altro creeremmo una fila di virus lunga 200 anni luce.</p>
<p>&#8211; Tutti questi virus hanno una massa, ed è pari a 1000 volte la massa di tutti gli elefanti della terra.</p>
<p><span id="more-371"></span></p>
<p>&#8211; Ogni grammo di feci di una balena contiene 10<sup>13</sup> virus.</p>
<p>&#8211; I virus contengono acido nucleico (DNA o RNA). Se prendi due litri di acqua di mare e sequenzi l&#8217;acido nucleico, il 90% dei geni che trovi sono sconosciuti. Non troverai nulla di simile nella banca mondiale dei geni. Ci sono quindi un sacco di cose da scoprire e potenzialmente un sacco di applicazioni interessanti.</p>
<p>&#8211; Negli oceani del pianeta avvengono 10<sup>23</sup> infezioni da virus al secondo, 100.000.000.000.000.000.000.000 al secondo! Queste infezioni ogni giorno uccidono dal 20% al 40% di tutti i batteri degli oceani, cioè nel giro di 3-5 giorni fanno fuori tutti i batteri contenuti in tutti oceani della terra.</p>
<p>&#8211; La morte di tutti questi batteri a causa dei virus comporta la liberazione di una grande quantità  di anidride carbonica. Questo dà  ai virus e ai batteri un ruolo probabilmente importante nel bilancio dell&#8217;anidride carbonica ma di questo si sa ancora molto poco.</p>
<p>&#8211; I batteri rappresentano il 15% del volume degli oceani. Prendi 100 litri di acqua di mare e avrai 15 litri di batteri.</p>
<p>&#8211; Noi umani siamo pieni di batteri. Il numero delle cellule dei batteri che ci portiamo dietro è pari a dieci volte il numero delle nostre cellule. Hai capito bene: ci sono dieci cellule di batteri per ogni nostra cellula.</p>
<p>&#8211; Molti batteri sono in grado di comunicare tra loro, chimicamente o addirittura mediante emissioni luminose.</p>
<p>&#8211; Oltre che nel bilancio dell&#8217;anidride carbonica, si pensa che i virus e i batteri degli oceani abbiano un ruolo molto importante nella regolazione del clima.</p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p>La maggior parte di queste informazioni è stata fornita da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vincent_Racaniello" target="_blank">Vincent Racaniello</a> nel corso di una intervista avvenuta nella <a href="http://www.twit.tv/fib43" target="_blank">puntata 43</a> (31 maggio 2009) del podcast <a href="http://www.twit.tv/fib" target="_blank">Futures in Biotech</a>. E&#8217; disponibile anche la <a href="http://futuresinbiotech.com/transcripts/FIB43.pdf" target="_blank">trascrizione</a> integrale della puntata.</p>
<p>La pagina wikipedia sui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virus_(biologia)" target="_blank">virus</a>.</p>
<p>La pagina wikipedia sui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Batteri" target="_blank">batteri</a>.</p>
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