Io Volo Libero

(blog senza tema di Rodolfo Saccani)

Il global warming esiste? Si, ma…

La quantità di informazioni che abbiamo a disposizione grazie ad Internet è enorme, abbiamo la possibilità di approfondire qualunque argomento e verificare le fonti di qualunque notizia. E’ una possibilità eccezionale che la rete ci ha dato, quello che spesso ci manca è il tempo e la voglia di farlo. Ecco perché alla fine resta spazio per notizie credibili ma non reali: nessuno di noi ha tempo e voglia di andare a verificare le fonti di tutte le notizie che legge. Se la notizia è credibile e la fonte sembra autorevole la diamo per buona.

Un esempio. Recentemente mi sono imbattuto in questa notizia: chi assume integratori vitaminici ha il 5% di probabilità di morire in più rispetto a chi non lo fa. Possibile? Vai ad approfondire e scopri che è uno studio con le seguenti caratteristiche:
– è stato condotto su 30 persone
– queste persone non sono state scelte a caso ma si sono auto candidate
– non c’era un gruppo di controllo che assumeva un placebo
– non c’era alcun controllo su quali vitamine assumevano e in quale quantità, semplicemente le persone dichiaravano di assumere “molte vitamine”

Uno studio del genere non ha alcuna utilità per l'”utente finale” perché non dimostra, come si potrebbe pensare leggendo la notizia, che ci sia una relazione di causa-effetto tra l’assunzione di vitamine e il rischio di morte. L’unica cosa che dimostra è che sembra esserci una correlazione tra chi dichiara di assumere “tante vitamine” e un maggiore rischio di morte.  In ogni caso con un campione così ridotto è veramente difficile affermare qualunque cosa.

Questo è un esempio piuttosto semplice di un caso in cui la notizia, se verificata, è molto diversa da quella che sembra. Più l’argomento è complesso più è difficile andare a verificare le fonti: le informazioni da analizzare possono essere tante e spesso è richiesta una competenza specifica. Questo vale in particolare per l’argomento clima che è uno dei più complessi in assoluto.

Se andare ad analizzare la fondatezza di una teoria climatologica non è alla portata di tutti, può essere molto più facile andare a verificare la rispondenza con la realtà delle sue previsioni così come, pur non essendo in grado di formulare una previsione meteorologica, tutti siamo in grado di verificare se il meteorologo del TG ci ha azzeccato o meno. E’ solo un esempio, non sto facendo un parallelo tra clima e tempo.

In questo articolo mi limito ad analizzare due soli punti della questione riscaldamento globale ma sono due punti cruciali. Chi come me vola sa quanto la prospettiva possa cambiare le cose: lo stesso fenomeno osservato da molto vicino e da molto lontano può apparire molto diverso. Per questa spiegazione sono sufficienti due soli grafici con due prospettive temporali diverse: una di insieme e una di dettaglio. Vediamo.

Il primo grafico rappresenta la visione d’insieme che è utile per inquadrare il fenomeno nel contesto generale dei cambiamenti climatici del nostro pianeta, il grafico rappresenta l’andamento delle temperature del pianeta dal 2400 avanti Cristo al 2008 dopo Cristo.

Global Temperature since 2400 BC

Come possiamo vedere ci sono un sacco di oscillazioni nelle temperature globali, oscillazioni naturali e non indotte dall’uomo visto che la nostra impronta sul clima si limita ad un periodo estremamente recente, dall’industrializzazione in poi.

Il pianeta ha sperimentato in passato temperature più calde di quelle odierne, se estendessimo il grafico ancora più nel passato troveremmo picchi di temperatura ancora maggiori. L’ultimo picco negativo, quello centrato sul 1600, viene chiamato dai climatologi “piccola era glaciale“. In quegli anni i fiumi europei e nord americani erano abitualmente ghiacciati nel periodo invernale,  tanto da poterci camminare tranquillamente. Ecco un quadro dell’epoca:

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Dalla piccola era gliaciale in poi la temperatura del pianeta ha ricominciato a salire e lo ha fatto con un andamento piuttosto costante fino ad oggi. Questa risalita è cominciata prima che qualunque intervento dell’uomo potesse modificare il clima del pianeta.

Quindi la risposta alla domanda “il global warming esiste?” è “certamente si”. Il pianeta in questo periodo storico è in una fase di riscaldamento, lo è dal 1600.

La domanda successiva è: “questo è un riscaldamento naturale o causato dall’uomo?”. Il trend positivo delle temperature a partire dalla piccola era glaciale è antecedente all’industrializzazione (la rivoluzione industriale inizia intorno al 1800 e solo nel secolo successivo si è diffusa tanto da poter incominciare ad ipotizzare un impatto sul clima).

La causa principale del riscaldamento è oggi attribuita alle emissioni di CO2 in atmosfera. In base a questa teoria sono state elaborate delle simulazioni numeriche che hanno previsto un incremento esponenziale delle temperature globali nei prossimi 150 anni, il famoso “hockey stick”.

Vediamo se questa previsione, fatta nel 2000, si sta avverando. Ecco il secondo grafico:

Global Temperatures Since 1991Dal grafico emerge che negli ultimi dieci anni il trend positivo si è fermato, la temperatura globale è anzi leggermente calata. Questo non significa che le temperature non ricominceranno a salire nei prossimi anni, potrebbe infatti trattarsi di una oscillazione temporanea ma questa oscillazione è sufficiente a porre un enorme punto interrogativo sulla relazione tra CO2 e temperatura del pianeta. La CO2 ci è stata presentata come la causa primaria dell’innalzamento della temperatura del pianeta e tutte le altre cause (in gergo si chiamano forzanti) sono ritenute secondarie. Se la CO2 è la causa principale, come si spiega il fatto che mentre la CO2 continua tranquillamente a salire le temperature scendono?

Non si spiega. Infatti dalle email “trafugate” dal CRU (di cui ho parlato in un articolo precedente) si evince come anche i più forti sostenitori (in pubblico) del riscaldamento da CO2 in realtà mostrano imbarazzo (in privato) perché non hanno una spiegazione per questo fenomeno e nei grafici che presentano (in pubblico) nascondono con vari artifici questo declino.

Ci sono ricerche che stanno dimostrando che l’influenza del sole sull’andamento del clima è molto maggiore di quanto pensavamo fino a pochi anni fa e probabilmente ci sono ancora un sacco di altri fattori di cui non abbiamo compreso l’importanza. Il clima è un sistema molto complesso, le semplificazioni mal gli si adattano.

La teoria che pone la CO2 al primo posto tra le cause del riscaldamento globale è una teoria in base alla quale sono state fatte previsioni dell’andamento delle temperature a 150 anni. Una previsione un po’ ambiziosa in base alle conoscenza attuali e infatti già nei primi dieci anni la realtà si è discostata dalle previsioni. Ironicamente le temperature globali hanno iniziato a scendere proprio quando sono state pubblicate le previsioni più catastrofiche.

E’ difficile dire per quanto tempo continueremo a combattere la guerra contro il fantasma della CO2, ci sono moltissimi interessi economici in ballo a partire dal mercato dei carbon credits. Gli organismi come l’IPCC che più hanno sostenuto la tesi del riscaldamento da CO2 sono composti da esperti di nomina principalmente politica e sappiamo che forti interessi politici ed economici mal si combinano con una scienza libera e trasparente.

Fonti:
Il primo grafico viene da longrangeweather.com.
Il secondo l’ho preso da wikipedia ed è stato disegnato usando i seguenti dati:
– temperature: dati provenienti da Hadcrut3, un set di dati creato anche dal CRU, i più forti sostenitori del riscaldamento da CO2, quindi una fonte insospettabile
– CO2: dati forniti dalla NOAA

Una nota: è sempre bene verificare le fonti dei dati dei grafici climatici, le post-elaborazioni sui dati grezzi possono fare miracoli e trasformare dati normali in più o meno quello che si vuole. Ci sono degli interessantissimi esempi di riscaldamento globale che esiste solo nei grafici e non nei dati prima delle elaborazioni, ne parleremo più avanti.

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This entry was posted on giovedì, dicembre 3rd, 2009 at 11:15 pm and is filed under clima. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

One Response to “Il global warming esiste? Si, ma…”

  1. dicembre 4th, 2009 at 12:23 pm

    Andrea says:

    Due domande:
    1) Ma quanto tempo libero hai?!? 🙂
    2) Hai mica bisogno di qualcuno che lavori per te? 😛
    Salutoni a tutta la famigliola!!!
    Andrea

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