Dunning, Kruger e gli incidenti di volo

L’effetto Dunning-Kruger è conosciuto fin dalla notte dei tempi, già Socrate ne parlava quando diceva che sa più chi sa di non sapere rispetto a chi crede di sapere.   Dunning e Kruger lo hanno studiato in modo più rigoroso quantificando la confidenza delle persone in quello che credono di sapere su un argomento e Leggi di piùDunning, Kruger e gli incidenti di volo[…]

Comunicazione per i presidenti dei club FIVL

Caro presidente, ti contatto per una richiesta che riguarda la sicurezza, in particolare le informazioni sugli incidenti di volo libero. Una breve premessa: ai fini della prevenzione è estremamente importante fare l’analisi di incidenti e inconvenienti gravi ovvero quelli che non hanno portato ad un incidente solo per fortunati fattori contingenti. Uno degli strumenti più Leggi di piùComunicazione per i presidenti dei club FIVL[…]

In bocca al lupo Richard Bach

In bocca al lupo Richard Bach (ho letto tutti i tuoi libri), benvenuto nel club di quelli che hanno “toccato i cavi” e possono raccontarlo. I maledetti cavi non segnalati, messi li da gente che non alza mai lo sguardo al cielo, ne hanno uccisi e feriti molti, comprese persone che dall’alto soccorrono o spengono Leggi di piùIn bocca al lupo Richard Bach[…]

“Un morto ogni tre giorni” ovvero come costruire dal nulla una notizia allarmistica

Il quotidiano “La Stampa” ieri ha pubblicato un pessimo articolo sul mondo del volo dal titolo “Un morto ogni tre giorni. La passione fatale per il volo”.

L’articolo fa una gran confusione tra volo libero (parapendio e deltaplano), ultraleggeri a motore e volo a vela (alianti) nel tentativo di dimostrare che il volo in generale è una disciplina estremamente pericolosa e che c’è una preoccupante escalation di incidenti fatali. “Un morto ogni tre giorni” è il messaggio forte che passa da questo articolo quando in realtà la media degli incidenti fatali è infinitamente più bassa.
Questa statistica sparata nel titolo si riferisce in realtà al fatto che in quindici giorni ci sono stati cinque decessi tra tutte le discipline del volo (di cui uno nel volo libero). Suggerisco all’autore una statistica ancora più d’effetto: “due morti al minuto” calcolata sul minuto in cui è avvenuto un qualunque incidente su mezzo biposto che abbia causato il decesso dei due occupanti.
L’articolo tira dentro un po’ di tutto per dimostrare la pericolosità del volo. Anche gli incontri tra esponenti del volo libero e SUEM che da anni rappresentano il frutto di una positiva collaborazione allo scopo di ridurre gli interventi di soccorso, migliorarne l’efficienza e migliorare la prevenzione, nell’articolo diventano la dimostrazione di una emergenza in atto.

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