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	<title>riflessioni &#8211; Io Volo Libero</title>
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	<description>blog senza tema di Rodolfo Saccani</description>
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	<title>riflessioni &#8211; Io Volo Libero</title>
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		<title>Informarsi in modo sano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2022 17:48:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;informazione di pessima qualità  che, deteriorando il dibattito pubblico, produce una classe politica di pessima qualità , la quale a sua volta controlla gran parte dell&#8217;informazione. La storia di questo paese. Non chiederti per chi votare. Chiediti se ti stai informando in modo sano. Il giornalismo vero esiste e ha i suoi processi, metodi ed etica [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;informazione di pessima qualità  che, deteriorando il dibattito pubblico, produce una classe politica di pessima qualità , la quale a sua volta controlla gran parte dell&#8217;informazione. La storia di questo paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non chiederti per chi votare. Chiediti se ti stai informando in modo sano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giornalismo vero esiste e ha i suoi processi, metodi ed etica ben consolidati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni paese ci sono giornalisti (in alcuni paesi più che in altri) che seguono questi metodi, che verificano le notizie seguendo procedure condivise e scrupolose, che nel riportare notizie distinguono tra cose che sono state verificate in modo indipendente e cose non verificate. Insomma gli strumenti per informarsi in modo sano e corretto esistono, è solo questione di scegliere se si sta cercando informazioni o se si cerca una narrativa per confermare i propri preconcetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne parlavo con un tizio che mi diceva che lui legge notizie dall&#8217;Ucraina, dalla Russia, da UK e dalla Cina (tra l&#8217;altro era un tuffatore a cui stavo dando corda per scoprire quale fosse il suo obiettivo ma questa la racconto un&#8217;altra volta), il tizio (che si spacciava per una ricca tizia cinese a Londra che aveva sbagliato numero in whatsapp, ma non importa, sto divagando, la racconto un&#8217;altra volta) mi diceva che da tutte queste fonti gli arrivano notizie diverse e che è difficile stabilire la verità . Detto da uno che per mestiere truffa il prossimo è credibile? Non saprei ma lo sento dire spesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Caro scammer&#8221; gli ho detto (non l&#8217;ho appellato veramente così, l&#8217;ho solo pensato), non è affatto difficile.<br>Sta a te scegliere tra informazione e narrativa, tra notizie e propaganda, tra BBC e Lavrov, tra Associated Press e un giullare in un talk show italiano, sul mercato c&#8217;è di tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è addirittura chi fa questi discorsi con uno scammer in attesa che si decida ad arrivare al sodo.<br>(Era una truffa basata sul trading online e il sito del finto broker ora non esiste più, ecco, alla fine l&#8217;ho raccontata).</p>
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		<title>La liturgia della Vaccinazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 04:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[centro vaccinale]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono passati ormai quasi cinque mesi da quando ho compiuto quel rito chiamato Vaccinazione. Erano i tempi spensierati in cui ancora non ci rendevamo conto che ci saremmo progressivamente divisi e schierati in sivax contro novax.&#160; Al tempo quel rito era ancora un atto spontaneo e spirituale, senza alcuna pressione, costrizione o ricatto. Nello scaglione [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono passati ormai quasi cinque mesi da quando ho compiuto quel rito chiamato Vaccinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano i tempi spensierati in cui ancora non ci rendevamo conto che ci saremmo progressivamente divisi e schierati in sivax contro novax.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al tempo quel rito era ancora un atto spontaneo e spirituale, senza alcuna pressione, costrizione o ricatto. Nello scaglione della mia fascia di età  fui tra i primi a farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivo in questa enorme cattedrale laica che è il centro vaccinale. All&#8217;ingresso trovo un dipenser di gel antisettico, moderna e tecnologica acquasantiera. Una pausa per un atto di auto-purificazione prima di varcare la soglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;interno persone sedute, in silenzio, in ordinate file di posti rivolti nella direzione di quella sorta di altare bianco in cui si compirà  il rito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima del rito però c&#8217;è un passaggio obbligato: il colloquio a tu per tu con un camice bianco, un medico donna nel mio caso. Alle domande del camice bianco si deve rispondere con totale sincerità , è indispensabile per poter accedere al passaggio successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco che finalmente arriva il mio turno. Mi reco all&#8217;altare al cospetto di un altro camice bianco, un&#8217;altra donna grazie alla quale si compirà  la liturgia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunione sarà  con Pfizer. E&#8217; una comunione intima e tecnologica al tempo stesso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prodotto somministrato non è un sottile strato di carboidrati, banale prodotto industriale economico, ma un costoso, sofisticato e purissimo concentrato di materiale genetico assemblato con precisione atomica e avvolto in un sottilissimo strato di nanoparticelle lipidiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La somministrazione non è quella arcaica per via orale ma molto più intima e profonda.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il rito ci si torna a sedere e si resta in silenzio a meditare su questa esperienza di trasformazione ed elevazione da novax a uomo che pian piano prende coscienza di essere ora abilitato ad odiarli, quei bastardi dei novax.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arriva il momento ci si alza, sempre in silenzio, e ci si volge all&#8217;uscita. Prima di uscire ci si volta un&#8217;ultima volta, come ad imprimere nella mente quel posto e quel momento di transizione.</p>
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		<title>I nostri preconcetti lavorano contro di noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 19:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[argomentare]]></category>
		<category><![CDATA[confirmation bias]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo un modo fondamentalmente sbagliato di ragionare: cerchiamo continuamente conferme per i nostri preconcetti. L&#8217;esercizio più utile è provare a difendere con forza e convinzione la posizione opposta a quella in cui più ci ritroviamo. A chi mi conosce da tempo sarà  capitato una o più volte di trovarsi a discutere magari animatamente e vedermi [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo un modo fondamentalmente sbagliato di ragionare: cerchiamo continuamente conferme per i nostri preconcetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esercizio più utile è provare a difendere con forza e convinzione la posizione opposta a quella in cui più ci ritroviamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chi mi conosce da tempo sarà  capitato una o più volte di trovarsi a discutere magari animatamente e vedermi cambiare idea alla fine della discussione. Era un test per distillare le argomentazioni valide di un punto di vista diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio aperto a diversi punti di vista e la capacità  di estrarre quello che c&#8217;è di buono in posizioni diverse è un tratto complementare alle competenze. <a href="https://aeon.co/essays/why-disagreement-is-vital-to-advancing-human-understanding?utm_source=pocket_mylist">È quello che ha portato due biciclettai a farci volare</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Vaccinare i giovanissimi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 21:37:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piacerebbe vedere un approccio pragmatico e non ideologico alla questione della vaccinazione delle fasce dei giovanissimi, quelle per le quali il beneficio individuale è indubbiamente molto minore e i rischi individuali oggettivamente meno definiti e dove si pone anche una questione etica peculiare: qualcuno deve prendere una decisione per qualcun altro. Tra contrari a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Mi piacerebbe vedere un approccio pragmatico e non ideologico alla questione della vaccinazione delle fasce dei giovanissimi, quelle per le quali il beneficio individuale è indubbiamente molto minore e i rischi individuali oggettivamente meno definiti e dove si pone anche una questione etica peculiare: qualcuno deve prendere una decisione per qualcun altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra contrari a prescindere e favorevoli a prescindere sembra non ci sia più nessuno a ricordarsi che la valutazione costi-benefici è alla base di ogni intervento sanitario e che purtroppo la prospettiva della società  è diversa da quella individuale, anzi queste due prospettive a volte configgono proprio sulla valutazione costi-benefici quando si parla di vaccinazioni. C&#8217;è un indubbio vantaggio per la collettività  anche quando non c&#8217;è per l&#8217;individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una questione filosofica, etica e clinica che meriterebbe un approfondimento che tenga conto della delicatezza della situazione e che invece stiamo trattando con la solita superficialità : squadra A contro squadra B.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo diventati ormai polarizzati su ogni argomento e in particolare su questo, continuiamo a coltivare quell&#8217;egocentrismo generazionale a cui ci siamo assuefatti e non siamo più abituati a maneggiare la complessità .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che su questo argomento ci sia anche una forma di auto-censura per l&#8217;incapacità  generale di comprendere ragionamenti con un minimo di complessità  e il rischio, quasi la certezza, di venire etichettati come eretici da entrambe le parti non appena si prova a fare un ragionamento minimamente articolato.</p>
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		<title>Contact tracing, troppe parole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 22:26:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora, mettiamola così: se vogliamo uscire dal lockdown senza che tutto riparta come prima, oltre al distanziamento e alle mascherine, dobbiamo anche diventare bravi a fare si che i positivi contagino il minor numero di persone possibile, quindi isolarli per fare scendere R0 e tenerlo basso. I trucco è tutto lì: isolare i positivi più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, mettiamola così: se vogliamo uscire dal lockdown senza che tutto riparta come prima, oltre al distanziamento e alle mascherine, dobbiamo anche diventare bravi a fare si che i positivi contagino il minor numero di persone possibile, quindi isolarli per fare scendere R0 e tenerlo basso.</p>
<p>I trucco è tutto lì: isolare i positivi più in fretta possibile. Qualunque provvedimento punta a quello. Il lockdown è una approssimazione sub-ottimale perché blocca l&#8217;intero paese (e non può durare) e lascia che i contagi proseguano nei nuclei familiari (lo stiamo vedendo).</p>
<p>Quindi: per convivere col virus bisogna saper isolare i positivi. Per farlo bisogna trovarli. Dal 50% al 75% sono asintomatici. Come li trovi?</p>
<p>Coi test.</p>
<p>Ma non possiamo mica testare tutto il paese ogni settimana, non è possibile, quindi serve un modo per fare test dove è più probabile che ci sia un positivo.</p>
<p>L&#8217;unico approccio che ha senso è fare i test a chi è venuto in contatto con un positivo e poi allargare il giro. X positivo, testo tutti quelli che sono stati con lui negli ultimi giorni, se trovo altri positivi allargo il giro, testo il condominio, il paese, eccetera. I focolai si contengono così.</p>
<p>Si chiama contact tracing e di norma si fa a mano. Si chiede al positivo &#8216;dove sei stato negli ultimi giorni?&#8217;, &#8216;con chi ti sei incontrato?&#8217;. Si contatta queste altre persone e le si testa, e via così.</p>
<p>L&#8217;approccio manuale ha diversi problemi.</p>
<p>E&#8217; lento, ci vuole un sacco di tempo.<br />
Si perde tanti contatti (chi c&#8217;era tre giorni fa insieme a te sull&#8217;autobus o sul treno? Boh!).<br />
Non scala, per farlo su scala nazionale con una pandemia ci vogliono troppe persone.</p>
<p>Da qui nasce il contact tracing digitale, con gli smartphone, che consente di tracciare i contatti in modo più efficiente perché è automatico, non si basa sulla memoria delle persone, non richiede un intervento umano.</p>
<p>Leggo un sacco di obiezioni, anche da esperti, che mi fanno un po&#8217; cadere le braccia.<br />
Vediamole.</p>
<p>Senza testing non serve a nulla, trovi i contatti e non li puoi testare.<br />
Si, ma il testing serve comunque, app o non app.<br />
Se vogliamo uscire da questo lockdown non possiamo continuare a testare solo i malati gravi. Dobbiamo trovare i positivi asintomatici, sono loro i responsabili della maggior parte dei contagi, quindi dobbiamo testare di più in ogni caso con o senza app.<br />
Il &#8216;più test&#8217; ci vuole comunque.</p>
<p>La privacy.<br />
Poteva essere un rischio con una app &#8216;fatta in casa&#8217; in Italia ma abbiamo aspettato talmente tanto che ci hanno pensato Google e Apple e hanno fatto un sistema che non traccia la posizione ed è anonimo quindi la compromissione della privacy è minuscola. Ricordiamoci comunque che i confronto lo dobbiamo fare con il contact tracing manuale, che non è affatto anonimo, dove si registrano nomi, cognomi e contatti di tutti, dati che finiscono in un database.<br />
Il sistema di contact tracing digitale di cui stiamo parlando è invece veramente anonimo.</p>
<p>Il trolling.<br />
Qualcuno potrebbe fare scherzi e sabotaggi. Un rinomato esperto di sicurezza informatica ha fatto l&#8217;esempio di bontemponi che potrebbero attaccare un cellulare ad un cane e farlo girare in un parco per registrare contatti.<br />
L&#8217;esempio mi sembra abbastanza ridicolo, il rischio di scherzi e sabotaggi ci può anche essere ma per farlo serve la presenza fisica sul posto, bisogna veramente andare in giro a portare un telefono in prossimità  di altri telefoni. Ma quanti cani che corrono nei parchi con cellulari attaccati al collare ci possiamo aspettare? Non mi pare proprio che questo possa essere un sabotaggio significativo.</p>
<p>L&#8217;adozione è volontaria.<br />
Questo si che può ridurre l&#8217;efficacia: il fatto che in molti scelgano di non usarlo. Intanto l&#8217;efficacia si può ridurre ma questo non significa che il sistema non servirebbe a nulla e comunque sarebbe opportuno quantomeno incentivare l&#8217;adozione. Ad esempio alcune restrizioni potrebbero cadere se si usa il sistema. Vuoi uscire per esigenze non primarie? Mascherina e app installata. E&#8217; una limitazione della libertà  comunque inferiore a quella che abbiamo oggi. Il metro di paragone è sempre quello del lockdown ogni volta che la curva sale.</p>
<p>E&#8217; una cosa da fare. Da fare bene però. Servono tanti test, quindi tanti laboratori per analizzarli (in Corea ne hanno messi in piedi centinaia), serve una organizzazione che intervenga velocemente. Sono cose da pianificare e organizzare.</p>
<p>Ad oggi questa pianificazione e organizzazione non s&#8217;è vista.</p>
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		<title>Progresso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jan 2020 20:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[progresso]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel ventesimo secolo ci sono state un sacco di guerre: due guerre mondiali e i loro terribili genocidi, la guerra Boera, quella filippino-americana, quella russo-giapponese, la rivoluzione messicana, il genocidio Armeno, la guerra civile russa, la guerra indipendentista irlandese, la guerra civile cinese, quella spagnola, la guerra anglo-afgana, la greco-turca, quella in Abissinia, la sovietico-polacca, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel ventesimo secolo ci sono state un sacco di guerre: due guerre mondiali e i loro terribili genocidi, la guerra Boera, quella filippino-americana, quella russo-giapponese, la rivoluzione messicana, il genocidio Armeno, la guerra civile russa, la guerra indipendentista irlandese, la guerra civile cinese, quella spagnola, la guerra anglo-afgana, la greco-turca, quella in Abissinia, la sovietico-polacca, quella del Rif in Marocco, quella di Lapponia, la guerra civile Greca, la guerra di Algeria, la guerra civile in Cambogia, quella in Israele, in Korea, la Franco-Algerina, la guerra civile in Sudan, il Vietnam, la rivoluzione a Cuba, la guerra in Iraq, quella del Golfo Persico, quella dei Balcani, il genocidio in Rwanda e probabilmente non è neanche tutto.</p>
<p>Parliamo di 100-150 milioni di vittime.</p>
<p>Con tutte le sue negatività , le sue cose sbagliate e ingiuste da cambiare, il presente non è peggiore del passato. È un pochino migliore. Non per tutti, non ovunque, non sempre, ma nel complesso è un pochino migliore.</p>
<p>Progresso è costruire ogni anno un pochino in più di quello che distruggiamo. Non è automatico, non è scontato, non è magico, non succede da solo.</p>
<p>Un po&#8217; di prospettiva sul passato aiuta a capire meglio il presente e fare qualcosa di utile per il futuro, fosse anche non ripetere errori già  fatti.</p>
<p>Quando manca la prospettiva rischia di prevalere la negatività , rischiamo di credere di vivere un periodo storico buio quando in realtà  è il migliore della storia umana, una storia di 300 milioni di anni in cui solo negli ultimi 200 stiamo usciti da un&#8217;esistenza di stenti e sofferenze, malattie e fame.</p>
<p>Le notizie negative fanno più presa di quelle positive e rischiamo di avere una impressione distorta della realtà .</p>
<p>Questo sito, <a href="https://humanprogress.org">humanprogress.org</a>,  aiuta a bilanciare questa tendenza, a non sottovalutare il progresso che abbiamo sotto al naso e che non notiamo neanche, a far caso a tutto quello che pian piano nel tempo abbiamo conquistato ma che rischiamo di perdere.</p>
<p>Perché il progresso non è lineare e qualche passo indietro ogni tanto lo facciamo, per errore, per distrazione, per poca razionalità  o per ignoranza.  Ed è un peccato.</p>
<p>Buon anno.</p>
<p><em>Photo by Drew Beamer on Unsplash</em></p>
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		<title>L&#8217;unione fa la forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2018 05:37:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[accordi commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[brexit]]></category>
		<category><![CDATA[commercio internazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; notizia recente che Panasonic e altre aziende giapponesi se ne stiano andando da UK per il sempre più concreto pericolo (direi che ormai è una certezza) che la brexit porti a condizioni commerciali più sfavorevoli. Panasonic, ad esempio, va in Olanda. Si è sentito spesso, nella propaganda per la brexit, che uscendo dalla UE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; notizia recente che Panasonic e altre aziende giapponesi se ne stiano andando da UK per il sempre più concreto pericolo (direi che ormai è una certezza) che la brexit porti a condizioni commerciali più sfavorevoli. Panasonic, ad esempio, va in Olanda.</p>
<p>Si è sentito spesso, nella propaganda per la brexit, che uscendo dalla UE finalmente UK avrà  la possibilità  di negoziare condizioni commerciali più favorevoli con i singoli paesi.</p>
<p>Ok, visto che parliamo di Giappone vediamo cosa c&#8217;è scritto nell&#8217;accordo tra UE e Giappone. Nella foto un paragrafo di questo accordo. L&#8217;accordo completo è qui: <a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1684">http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1684</a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/09/fb_img_15357799518668870391517148069441.jpg" class="wp-image-1220 alignnone size-full" width="855" height="306" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/09/fb_img_15357799518668870391517148069441.jpg 855w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/09/fb_img_15357799518668870391517148069441-420x150.jpg 420w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/09/fb_img_15357799518668870391517148069441-744x266.jpg 744w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/09/fb_img_15357799518668870391517148069441-768x275.jpg 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></p>
<p>La clausola dice che se una delle due parti (UE o Giappone) dovesse fare con un qualunque altro paese un accordo a condizioni più vantaggiose, entro sei mesi le stesse condizioni verrebbero applicate alla controparte. Ovvero: se anche per pura ipotesi fantasiosa e irrealistica un singolo paese come UK riuscisse a spuntare con il Giappone condizioni migliori di quelle di UE, UE avrebbe automaticamente le stesse condizioni.<br />
Queste sono clausole comuni negli accordi commerciali della UE.</p>
<p>Quindi non c&#8217;è scampo: ottenere condizioni migliori di UE è impossibile.<br />
Queste robe si chiamano negoziazioni e nelle negoziazioni l&#8217;unione fa la forza.</p>
<p>Tra l&#8217;altro un accordo commerciale di questo tipo è un lavoro enorme, questo è fatto di 1860 pagine.<br />
Quanto tempo ci vuole a negoziare una accordo commerciale di questa portata con ogni singolo paese del mondo?<br />
Good luck.</p>
<p>Per chi se lo vuole leggere, l&#8217;accordo è tradotto in tutte le lingue europee, la sua versione italiana è qui:<br />
<u><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52018PC0192">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52018PC0192</a></u></p>
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		<title>Volontariato</title>
		<link>https://www.saccani.net/volontariato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2018 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[amnesty international]]></category>
		<category><![CDATA[ente nazionale sordomuti]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[Tanti anni fa facevo volontariato per Amnesty International. Un giorno a settimana andavo in sede e facevo cose pratiche tipo ciclostilare, fotocopiare, archiviare. Insomma davo una mano. Mentre il ciclostile andava mi leggevo i rapporti. Succedevano cose bruttissime in giro per il mondo e succedono ancora. Al tempo per avere quelle informazioni dovevi fisicamente prendere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti anni fa facevo volontariato per Amnesty International. Un giorno a settimana andavo in sede e facevo cose pratiche tipo ciclostilare, fotocopiare, archiviare. Insomma davo una mano.<br />
Mentre il ciclostile andava mi leggevo i rapporti. Succedevano cose bruttissime in giro per il mondo e succedono ancora.</p>
<p>Al tempo per avere quelle informazioni dovevi fisicamente prendere in mano il librone e sfogliarlo, leggendo e immergendoti in quelle storie l&#8217;empatia per tutte quelle s<span class="text_exposed_show">offerenze era spontanea. Oggi queste informazioni sono online, a portata di mano, ma si perdono nel flusso continuo di informazioni più o meno importanti, più o meno accurate, più o meno addomesticate. </span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>L&#8217;ho fatto per un anno, tutte le settimane andavo lì. Avrei voluto fare lì anche il servizio civile ma sono finito all&#8217;ente nazionale sordomuti.</p>
<p>Qui invece facevo soprattutto pratiche di invalidità  e per gli ausili alla comunicazione. C&#8217;era un coso con una tastiera, un piccolo display e un alloggiamento per la cornetta del telefono, un accoppiatore acustico per trasmettere e ricevere testo con un normale telefono. Costava uno sproposito ma si poteva avere gratuitamente con una certa quantità  di burocrazia. Quando hanno cambiato la forma delle cornette dei telefoni nelle cabine telefoniche è stato un mezzo disastro.</p>
<p>Ad un certo punto abbiamo anche fatto un censimento, incontravamo le persone (tantissime) e gli facevamo una serie di domande. I più anziani parlavano dialetti incomprensibili (per me) del linguaggio dei segni e mi prendevano in giro perché non capivo.</p>
<p>Avevamo anche un centro ricreativo ma ha dovuto chiudere per schiamazzi. I sordi percepiscono la musica per via ossea, quindi volume alto e tanti bassi. Il resto del condominio non apprezzava.</p>
<p>Tutto questo mi è venuto in mente dopo aver letto su Medium un <a href="https://medium.com/s/greatescape/actually-you-dont-need-to-save-the-world-66115d156c81" data-ss1533739376="1">articolo</a> (riservato agli iscritti però) il cui autore tempo fa ha scritto un libro sull&#8217;importanza e il dovere morale di fare qualcosa per migliorare questo mondo. Nell&#8217;articolo invece argomenta i motivi per non farlo, per non farsi trascinare da questo sforzo altruistico che sembra essere sempre una goccia nel mare, qualunque cosa tu faccia.</p>
</div>
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		<title>Il labirinto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 06:07:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[complottismo]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si lavorava per portare internet alle masse ci si illudeva di aprire la strada all&#8217;informazione libera, non più controllabile e pilotabile. Tra le informazioni e le persone non ci sarebbero stati più filtri e questo avrebbe reso la società  più correttamente informata, più consapevole e matura. Ingenuità  enorme. È successo qualcosa di molto diverso: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando si lavorava per portare internet alle masse ci si illudeva di aprire la strada all&#8217;informazione libera, non più controllabile e pilotabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le informazioni e le persone non ci sarebbero stati più filtri e questo avrebbe reso la società  più correttamente informata, più consapevole e matura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ingenuità  enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È successo qualcosa di molto diverso: il dilagare della disinformazione, il rifiuto dell&#8217; autorevolezza, della preparazione e della cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mamme informate, antivaccinismo, complottismo, intolleranza, propaganda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti possono pubblicare, è vero. C&#8217;è più pluralità , è vero, ma invece di guadagnare un&#8217;immagine più fedele e condivisa della realtà  per prendere decisioni migliori ci siamo trovati con tante realtà  alternative, spesso opposte tra loro, spesso del tutto scollegate dal concreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché?<br>Non abbiamo mai avuto così tante informazioni a disposizione e mai di qualità  tanto alta. Sono mescolate in mezzo al resto ma sono facili da trovare. Puoi facilmente consultare le fonti originali di pressoché ogni notizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non funziona?<br>Perché non abbiamo gli strumenti per distinguere il vero dal falso, per verificare la fonte di una notizia e capirne il significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualunque cosa leggiamo potrebbe essere vera ma anche no, non siamo capaci di scoprirlo da soli e allora tra le notizie e le storie che ci raccontano scegliamo quelle che confermano le nostre convizioni e i nostri pregiudizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci scegliamo la narrativa, ci cuciamo attorno una nostra realtà . Diventa impossibile dialogare con gli altri, quelli che percepiscono un mondo diverso dal nostro.<br>Non concordiamo neanche sui fatti, figuriamoci sulle interpretazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventiamo una società  che vive in un mondo virtuale, va in giro col visore sugli occhi e il ghigno sul volto.<br>Unico legame con la realtà  la testata contro il muro che nel mondo virtuale non c&#8217;era.</p>
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		<title>Amigdala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 05:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[amigdala]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Se a volte ti sembra più faticoso del normale sostenere in una discussione razionale una posizione intollerante verso il &#8220;diverso&#8221;, una spiegazione c&#8217;è. Dopamina, ossitocina, amigdala, sistema mesolimbico &#8230; non illudiamoci, siamo delle macchine che funzionano a impulsi chimici e elettrici, macchine che si sono evolute in un ambiente molto diverso da quello in cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Se a volte ti sembra più faticoso del normale sostenere in una discussione razionale una posizione intollerante verso il &#8220;diverso&#8221;, una spiegazione c&#8217;è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopamina, ossitocina, amigdala, sistema mesolimbico &#8230; non illudiamoci, siamo delle macchine che funzionano a impulsi chimici e elettrici, macchine che si sono evolute in un ambiente molto diverso da quello in cui viviamo oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono cose che il nostro cablaggio di base vede come negative o pericolose ma che nel frattempo abbiamo imparato a trasformare in positive, tanto che ci abbiamo costruito su una civiltà .<br>La nostra civiltà  non potrebbe esistere se non avessimo superato razionalmente quegli impulsi irrazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se l&#8217;impulso di base che parte dalla nostra amigdala ti fa provare istintivamente sospetto per tratti somatici o colore della pelle o cultura diversi dal tuo, abbiamo imparato a superare questa diffidenza e considerarla per quello che è: uno stereotipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste righe le leggi grazie all&#8217;elettronica che viene dall&#8217;est fatta con materie prime che vengono da sud, su una piattaforma software che viene da ovest che usa protocolli e idee nati e cresciuti anche da queste parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se avessimo lasciato fare alla nostra diffidenza &#8220;naturale&#8221; nei confronti del prossimo la nostra amigdala autarchica ci avrebbe precluso il commercio, lo scambio di beni, idee, informazioni e cultura. Se avessimo dato retta a lei non avremmo fatto un affare.</p>
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		<title>Dalle guerre tribali alla stazione spaziale Internazionale</title>
		<link>https://www.saccani.net/dalle-guerre-tribali-alla-stazione-spaziale-internazionale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 15:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[brexit]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[Potrei dire che cercando con lo sguardo la linea di confine non riesco a scorgerla, perché è una linea immaginaria. Ma sarebbe retorica. È vero però che la maggior parte dei confini scorre lungo catene montuose, fiumi o coste, ovvero aree più difficili da attraversare e più facili da difendere. I confini nascono dalla conflittualità  [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Potrei dire che cercando con lo sguardo la linea di confine non riesco a scorgerla, perché è una linea immaginaria. Ma sarebbe retorica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero però che la maggior parte dei confini scorre lungo catene montuose, fiumi o coste, ovvero aree più difficili da attraversare e più facili da difendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I confini nascono dalla conflittualità  e il progresso va in direzione opposta, quella di una conflittualità  sempre minore e una collaborazione sempre maggiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eravamo divisi in tribù costantemente in guerra tra loro: guerre per conquistare risorse degli altri e guerre preventive, prima che l&#8217;altro diventasse più forte di noi e potesse attaccarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi abbiamo inventato l&#8217;agricoltura e abbiamo iniziato a conoscere un&#8217;abbondanza allora sconosciuta: con poca fatica in più potevamo produrre più cibo di quello che serviva. Così quelli che prima erano avversari hanno iniziato a diventare risorse: ti dò il grano che coltivo nella pianura e mi dai il sale che raccogli sulla costa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo inventato il commercio, un passo di civiltà  enorme: un gioco a somma positiva in cui entrambi ci guadagnano. Quelli che prima erano solo una minaccia sono diventati anche un&#8217;opportunità .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei tempo i confini sono stati attraversati sempre più spesso e sempre più facilmente, dazi e limitazioni alla circolazione sono progressivamente diminuiti e anche i confini stessi hanno iniziato a diminuire: regni che si univano in stati, stati che si confederavano in unioni di stati. Unioni sempre più grandi tendenti a riempire interi continenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi il confine di stato è spesso solo un cartello in una lingua diversa lungo l&#8217;autostrada, che non rallenti neanche. Poter viaggiare per migliaia di km senza una dogana e senza un passaporto è una conquista molto molto recente. Una conquista della mia generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo qui è il progresso che ci ha portato dalle guerre tribali alla stazione spaziale Internazionale e questo è quello che mi passa per la testa in attesa dell&#8217;atterraggio nel paese della brexit.</p>
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		<title>Il sistema elettorale deve essere pragmatico?</title>
		<link>https://www.saccani.net/il-sistema-elettorale-deve-essere-pragmatico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 17:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[maggioritario]]></category>
		<category><![CDATA[proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[sistema elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[In un sistema proporzionale i compromessi e le trattative si fanno dopo le elezioni. In questa fase gli elettori non ci mettono becco perché hanno dato una delega in bianco alle forze politiche. In un sistema maggioritario i compromessi e le trattative si fanno prima delle elezioni, poi questi compromessi vengono sottoposti agli elettori i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un sistema proporzionale i compromessi e le trattative si fanno dopo le elezioni. In questa fase gli elettori non ci mettono becco perché hanno dato una delega in bianco alle forze politiche.</p>
<p>In un sistema maggioritario i compromessi e le trattative si fanno prima delle elezioni, poi questi compromessi vengono sottoposti agli elettori i quali scelgono quello che preferiscono.</p>
<p><span id="more-1050"></span></p>
<p>Nel primo caso hai più scelta e tra le decine di forze politiche puoi votare il partito con cui ti sen<span class="text_exposed_show">ti più in sintonia come il &#8220;partito del parapendista scalzo e ribelle che vola libero con i rapaci amici&#8221; e che ti promette più termiche e meno buchi.<br />
Ti senti realizzato, torni a casa appagato e puro, con le mani pulite dell&#8217;uomo che ha sempre le idee chiare e che non fa mai compromessi. Un cittadino modello.<br />
I compromessi andranno fatti comunque ma li faranno gli altri, tu sarai libero di provare tutta l&#8217;indignazione che vuoi verso l&#8217;impura politica che ti ruba le termiche.</span></p>
<div class="text_exposed_show">Nel secondo caso il voto è molto meno appagante perché scegli tra pochi, tendenzialmente due, partiti che sono già  il frutto di compromessi tra posizioni diverse. Stavolta ti tocca prendere atto che la politica è compromesso e ti tocca pure sporcarti le mani dando il tuo voto ad uno di questi compromessi. Ti senti meno puro, più coinvolto nel compromesso e non puoi neanche sperare in un mondo perfetto dove le termiche sono dove le volevi tu.</div>
<p>Tra questi due estremi, proporzionale puro e maggioritario puro, ci sono tante varianti intermedie.</p>
<div class="text_exposed_show">Se vuoi capire qualcosa del popolo di un paese democratico, un buon inizio è guardare che sistema elettorale si è scelto.</div>
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		<title>James Lind, l&#8217;importanza di un&#8217;informazione e l&#8217;importanza di comunicarla</title>
		<link>https://www.saccani.net/james-lind-limportanza-di-uninformazione-e-limportanza-di-comunicarla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2018 16:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[james lind]]></category>
		<category><![CDATA[metodo scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[scorbuto]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina c]]></category>
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					<description><![CDATA[Si stima che due milioni di marinai siano morti di scorbuto prima di scoprire che bastava la vitamina c per prevenirlo e curarlo. L&#8217;importanza di un&#8217;informazione. Nel 1747 James Lind ha fatto un esperimento molto semplice: ha preso 12 malati e li ha divisi in sei coppie, a tutti ha dato la stessa alimentazione più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si stima che due milioni di marinai siano morti di scorbuto prima di scoprire che bastava la vitamina c per prevenirlo e curarlo.</p>
<p>L&#8217;importanza di un&#8217;informazione.<span id="more-1047"></span></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-1045 alignnone size-full" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/04/james_lind_by_chalmers7912594241113152699.jpg" width="468" height="551" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/04/james_lind_by_chalmers7912594241113152699.jpg 468w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/04/james_lind_by_chalmers7912594241113152699-420x494.jpg 420w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /></p>
<p>Nel 1747 James Lind ha fatto un esperimento molto semplice: ha preso 12 malati e li ha divisi in sei coppie, a tutti ha dato la stessa alimentazione più un alimento diverso per ciascuna delle 6 coppie.</p>
<p>I due a cui erano toccati gli agrumi sono guariti.<br />
Voilà , l&#8217;informazione che serviva a salvare milioni di vite era stata trovata.</p>
<p>Lind ha pubblicato un trattato dal titolo &#8220;Trattato sullo scorbuto&#8221; ma siccome non ha pubblicato su una rivista di medicina nessuno si è cagato la sua scoperta per i successivi 40 anni.</p>
<p>Quindi: il metodo scientifico è importante ma la comunicazione pure.</p>
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		<title>L&#8217;arca della conoscenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 20:46:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[arch mission]]></category>
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					<description><![CDATA[Un archivio di tutte le nostre conoscenze che sopravviva ad una nostra possibile (probabile, inevitabile) estinzione. Questo è il progetto &#8220;arch mission&#8221;. Una catastrofe planetaria naturale (solar flare, meteorite) o causata da noi stessi (come una guerra nucleare o batteriologica) e tutte le nostre conoscenze andrebbero perdute, la stessa traccia dell&#8217;esistenza di una civiltà  andrebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un archivio di tutte le nostre conoscenze che sopravviva ad una nostra possibile (probabile, inevitabile) estinzione. Questo è il progetto <a href="https://www.archmission.com/" rel="noreferrer" data-ss1525537524="1" data-ss1525537571="1">&#8220;arch mission&#8221;</a>.<br />
Una catastrofe planetaria naturale (solar flare, meteorite) o causata da noi stessi (come una guerra nucleare o batteriologica) e tutte le nostre conoscenze andrebbero perdute, la stessa traccia dell&#8217;esistenza di una civiltà  andrebbe a sparire velocemente.<span id="more-1031"></span></p>
<p>Prendere tutte queste conoscenze, archiviarle su supporti in grado di durare miliardi di anni e disseminarli in più posti. Lontano da qui. Questo è l&#8217;obiettivo di questa fondazione.</p>
<p>Il primo di questi supporti è in viaggio insieme alla Tesla di Musk che resterà  in giro per il sistema solare probabilmente per miliardi di anni. Altri verranno disseminati altrove, sulla luna, su altri pianeti, &#8230;</p>
<p><img decoding="async" class="size-full" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2018/02/fb_img_15180730026455270366098078907479.jpg" data-wpid="51" /></p>
<p>Nel momento in cui una specie come la nostra incomincia a pensare di lasciare una traccia che sopravviva a se stessa, è normale iniziare a chiedersi se qualcuno prima di noi lo abbia già  fatto e dove eventualmente cercare.</p>
<p>Dove si potrebbe lasciare informazioni in modo che siano trovate abbastanza facilmente ma solo quando una civiltà  diventa abbastanza intelligente da poterle usare?</p>
<p>Oggi siamo in grado di usare il DNA per archiviare informazioni con una densità  insuperabile: uno zettabyte per grammo.</p>
<p>E se tutto quel nostro DNA pieno di informazioni apparentemente inutili &#8230;.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Stampare moneta</title>
		<link>https://www.saccani.net/stampare-moneta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 04:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[moneta]]></category>
		<category><![CDATA[zimbabwe]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa è la banconota da centomila miliardi di dollari dello Zimbabwe. Valeva 40 centesimi di dollari nel 2015 quando, con un&#8217;inflazione mensile di 79 miliardi di punti percentuali (quello che oggi costa un dollaro tra un mese ne costa 79 miliardi), il paese è passato al dollaro americano. La storia in breve è questa: crisi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la banconota da centomila miliardi di dollari dello Zimbabwe.</p>
<p>Valeva 40 centesimi di dollari nel 2015 quando, con un&#8217;inflazione mensile di 79 miliardi di punti percentuali (quello che oggi costa un dollaro tra un mese ne costa 79 miliardi), il paese è passato al dollaro americano.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone" title="Centomila miliardi di dollari - Rodolfo Saccani" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/wp-image-7038892535014055149.jpg" alt="Centomila miliardi di dollari - Rodolfo Saccani" width="1104" height="547" data-wpid="50" /></p>
<p>La storia in breve è questa: crisi economica, lo stato decide di coprire le sue spese stampando moneta, la banca centrale stampa, l&#8217;inflazione e i prezzi salgono, si stampa di più per coprire gli aumenti, l&#8217;inflazione sale ancora, si prova a mettere fuorilegge l&#8217;inflazione arrestando chi è accusato di alzare i prezzi ma non funziona, si stampano sempre più soldi per coprire i costi sempre maggiori, e via così in una spirale senza fine.</p>
<p>Fino al 2015, quando finalmente la moneta va fuori corso e si passa al dollaro americano.</p>
<p>A quel punto chi ha ancora moneta può cambiarla: 175 milioni di miliardi di dollari per 5 dollari americani, questo è il cambio.</p>
<p>Un paio di link per approfondire:</p>
<p><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dollaro_zimbabwiano">https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dollaro_zimbabwiano</a></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2015/06/14/iperinflazione-moneta-zimbabwe/">http://www.ilpost.it/2015/06/14/iperinflazione-moneta-zimbabwe/</a></p>
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		<title>Chi ha ragione?</title>
		<link>https://www.saccani.net/chi-ha-ragione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 17:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[dialettica]]></category>
		<category><![CDATA[discussioni]]></category>
		<category><![CDATA[ego percezione della realtÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[Prendi 100 temi controversi, di quelli su cui la gente si scalda. Solo in politica, economia, finanza, rapporti sociali, internazionali, eccetera, di argomenti ne puoi trovare ben più di 100. Dalle trivelle al brexit, dalla politica sull&#8217;immigrazione al terrorismo, dal referendum costituzionale agli ogm, dalla scelta x dell&#8217;amministrazione locale y alla legalizzazione delle droghe, dall&#8217;eutanasia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prendi 100 temi controversi, di quelli su cui la gente si scalda.<br />
Solo in politica, economia, finanza, rapporti sociali, internazionali, eccetera, di argomenti ne puoi trovare ben più di 100. Dalle trivelle al brexit, dalla politica sull&#8217;immigrazione al terrorismo, dal referendum costituzionale agli ogm, dalla scelta x dell&#8217;amministrazione locale y alla legalizzazione delle droghe, dall&#8217;eutanasia alle tasse&#8230;</p>
<p>Che probabilità  c&#8217;è di trovare due persone che su questi 100 temi controversi la pensa esattamente allo stesso modo? Direi quasi zero. Quasi come la probabilità  di beccare proprio quello che su tutti questi temi ha sempre ragione (assumendo che si possa decidere qual&#8217;è la posizione che ha ragione).</p>
<p><span id="more-917"></span></p>
<p>&#8220;Quasi zero&#8221; è la probabilità  che una sola persona abbia ragione su tutti questi temi.</p>
<p>E non è sorprendente che, contro ogni probabilità , quella persona sia proprio tu?</p>
<p>Dacci dentro, faglielo capire che non è che semplicemente tu &#8220;la pensi in quel modo&#8221;, no, tu sei quello che ha ragione. Proprio lui in persona.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-936 size-medium" title="Stella ha sempre ragione - Rodolfo Saccani" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/stella-744x550.jpg" alt="Stella ha sempre ragione - Rodolfo Saccani" width="744" height="550" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/stella-744x550.jpg 744w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/stella-420x310.jpg 420w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/stella-768x568.jpg 768w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/stella.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /></p>
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		<title>Omeostasi del rischio??</title>
		<link>https://www.saccani.net/omeostasi-del-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2017 06:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[volo]]></category>
		<category><![CDATA[omeostasi del rischio]]></category>
		<category><![CDATA[percezione del rischio]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza passiva]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza volo]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo è l&#8217;andamento nel tempo dei morti per incidente stradale, in rapporto al numero di km percorsi. Mezzi più sicuri e strade più sicure hanno un effetto concreto sulla sicurezza per strada. Qualcuno ha ancora voglia di argomentare sulla presunta omeostasi del rischio? Parlo di quella teoria secondo la quale quando aumenta la sicurezza oggettiva, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è l&#8217;andamento nel tempo dei morti per incidente stradale, in rapporto al numero di km percorsi.<br />
Mezzi più sicuri e strade più sicure hanno un effetto concreto sulla sicurezza per strada.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="Morti per incidenti stradali nel tempo per km percorsi - Rodolfo Saccani" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/wp-image-464469572010854613.jpg" alt="Morti per incidenti stradali nel tempo per km percorsi - Rodolfo Saccani" width="969" height="652" data-wpid="5" /></p>
<p>Qualcuno ha ancora voglia di argomentare sulla presunta omeostasi del rischio? Parlo di quella teoria secondo la quale quando aumenta la sicurezza oggettiva, il pilota inconsciamente assume un comportamento più rischioso riportando il rischio reale (cioè la statistica) dove era prima. Ogni aumento della sicurezza passiva sarebbe vanificato da questo meccanismo.</p>
<p>Negli sport &#8220;estremi&#8221; questa è una teoria ancora in voga e, nonostante le evidenze scientifiche siano ben poche e di scarsa qualità , soprattutto smentite dai numeri sugli incidenti, vengono ancora ampiamente citate.<br />
Qualche studio che dimostra qualunque cosa lo si trova sempre, non è uno studio che rende vera una teoria. Soprattutto se la teoria fa previsioni totalmente discordanti con la realtà .</p>
<p>Questo succede perché il credere a queste teorie giustifica la scelta di un mezzo meno sicuro perché tanto con quello più sicuro poi ci si prende più rischi quindi alla fine non cambia nulla, anzi il mezzo più performante farebbe volare più sicuri perché ci dà  più possibilità  di azione.</p>
<p>Come se il nostro cervello fosse un fattore esterno, al di fuori del nostro controllo, preoccupato più di mantenere costanti gli indici degli incidenti che della nostra incolumità .</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il volo è una metafora della vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 17:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando abitavo sul lago di Bracciano capitava che d&#8217;estate, tornato dal lavoro, prendessi il parapendio e me ne andassi in decollo. Al tramonto la brezza di mare si è ormai calmata, il lago incomincia a restituire il calore accumulato nel corso della giornata creando un&#8217;ascendenza molto debole, appena quanto basta a non perdere quota. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-882 size-thumbnail" title="Rodolfo Saccani in decollo a Trevignano, sul lago di Bracciano" src="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/primopiano-420x315.jpg" alt="Rodolfo Saccani in decollo a Trevignano, sul lago di Bracciano" width="420" height="315" srcset="https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/primopiano-420x315.jpg 420w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/primopiano-744x558.jpg 744w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/primopiano-768x576.jpg 768w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/primopiano.jpg 1200w, https://www.saccani.net/wp-content/uploads/2017/09/primopiano-285x214.jpg 285w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" /></p>
<p>Quando abitavo sul lago di Bracciano capitava che d&#8217;estate, tornato dal lavoro, prendessi il parapendio e me ne andassi in decollo.</p>
<p>Al tramonto la brezza di mare si è ormai calmata, il lago incomincia a restituire il calore accumulato nel corso della giornata creando un&#8217;ascendenza molto debole, appena quanto basta a non perdere quota.</p>
<p>In volo sul lago in aria calma chiudevo gli occhi, mollavo i comandi e mi sdraiavo nell&#8217;imbrago. Pace e relax unici, scanditi da un saltuario bip del variometro.</p>
<p>Questo volo serale appagante e rilassante ha un prezzo, perché in quel posto non c&#8217;è un atterraggio che non sia il decollo stesso. Significa che per atterrare in sicurezza devi prima fare quota e se non ci riesci devi atterrare in palude, che è solo 180mt più in basso, tra la vegetazione e con poco spazio per manovrare. Un atterraggio difficile specialmente a quell&#8217;ora, senza vento e con poca visibilità .</p>
<p>Ci sono piccoli segnali da cogliere per capire qual&#8217;è il momento ultimo per riuscire a tornare in decollo con il minimo di quota per atterrare, a quel punto bisogna farlo velocemente ma con mano leggera per non perdere preziosi centimetri.</p>
<p>Come ci si può rilassare in condizioni di incertezza?</p>
<p>Il volo, tra le altre cose, insegna ad accettare il fatto che non abbiamo il controllo su tutto.</p>
<p>Insegna ad accogliere un certo grado di incertezza nei limiti della confidenza che abbiamo nelle nostre competenze e nella nostra capacità  di far fronte ai potenziali imprevisti.</p>
<p>Il volo, in fondo, è una metafora della vita.</p>
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		<title>Vaccini e Facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2017 04:36:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[sarcasmo]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[È inutile parlare di vaccini su Facebook, si finisce per ripetere sempre le stesse cose, ed è comprensibile. In fondo ciascuno di noi ha faticosamente conseguito la propria weblaurea in immunologia, qualcuno è anche stato su Wikipedia, quindi tutti sappiamo bene che inserire atomi nel corpo umano non dev&#8217;essere una cosa mica tanto giusta. Soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È inutile parlare di vaccini su Facebook, si finisce per ripetere sempre le stesse cose, ed è comprensibile.</p>
<p>In fondo ciascuno di noi ha faticosamente conseguito la propria weblaurea in immunologia, qualcuno è anche stato su Wikipedia, quindi tutti sappiamo bene che inserire atomi nel corpo umano non dev&#8217;essere una cosa mica tanto giusta. Soprattutto i metalli pesanti.</p>
<p>Siamo mica fatti di metallo noi? Quindi non è una cosa naturale, è evidente.<span id="more-809"></span></p>
<p>Questo punto almeno è assodato e fortunatamente vedo che c&#8217;è consenso tra gli esperti, qui in Facebook.</p>
<p>Quello di cui voglio parlare oggi è un problema ben più grave. Tutta questa discussione sui vaccini alla fine serve solo a distrarvi da questo problema e ci siete cascati tutti. Quindi per favore basta discussioni sterili, non vi fate fregare. Adesso vi spiego tutto.</p>
<p>Lo sai che centinaia di persone ogni anno muoiono attraversando sulle strisce pedonali? Parliamo di circa 700 persone l&#8217;anno, mica due o tre. Hai letto bene, centinaia e centinaia di morti per qualcosa che ci dicono servirebbe a salvare vite umane! E noi tutti a crederci!</p>
<p>E lo sai che il comma 2 dell&#8217;articolo 190 del codice della strada, che è legge dello stato, obbliga i pedoni ad attraversare sulle strisce? Ti rendi conto?</p>
<p>Ti sei mai chiesto perché lo stato ti obbliga, per legge, a fare una cosa così pericolosa?</p>
<p>Cosa c&#8217;è dietro? Quali interessi? Quali complotti?</p>
<p>Questo è un problema molto grave quindi non fate commenti stupidi, vi avviso che non accetto provocazioni e cancellerò tutti i commenti che chiedono qual&#8217;è la probabilità  di morire attraversando fuori dalle strisce. Non sto mica qui a sentire troll di regime che mi parlano di probabilità  statistica. Cosa mai c&#8217;entra la statistica in tutto questo?</p>
<p>Non farti fregare!!! Fai girare!!!!<br />
+++ SE VUOI SAPERNE DI PIà™ KLIKKA KUI (enlarge your penis) +++</p>
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		<title>La sfida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 18:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[La vera carenza è quella del nostro sistema educativo che produce ignoranza, mancanza di senso critico, incapacità  di informarsi, incapacità  di formare una propria opinione, incapacità  di distinguere il vero dal falso, complottismi e superstizioni. Essere incapaci di leggere e valutare dati oggettivi porta a dubitare di tutto e induce a ripetere ciclicamente gli errori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vera carenza è quella del nostro sistema educativo che produce ignoranza, mancanza di senso critico, incapacità  di informarsi, incapacità  di formare una propria opinione, incapacità  di distinguere il vero dal falso, complottismi e superstizioni.</p>
<p>Essere incapaci di leggere e valutare dati oggettivi porta a dubitare di tutto e induce a ripetere ciclicamente gli errori del passato.&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi secoli abbiamo fatto grandi conquiste per migliorare la nostra condizione, per sconfiggere sofferenze e malattie, per migliorare attraverso la tecnologia e l&#8217;intelligenza la nostra condizione animale ma in fondo è stata una conquista operata da parte di pochi a favore di tutti.&nbsp;</p>
<p>I nomi attaccati alle grandi conquiste scientifiche e tecnologiche sono una manciata, tutti gli altri ne hanno beneficiato, la maggior parte però non si rende conto dell&#8217;immenso valore e della precarietà  di tutto ciò.</p>
<p>Niente è scontato. Se gli strumenti intellettuali per interpretare il mondo e per apprezzare le conquiste fatte &nbsp;restano appannaggio di pochi, se il sistema educativo non riesce a portare questi strumenti a tutti, la nostra ignoranza diventa un fardello sempre più pesante che ci porta indietro nel tempo.&nbsp;</p>
<p>Incapaci di apprezzare quello che abbiamo, facciamo scelte dettate dall&#8217;emotività , dalla paura, dalla stupidità  congenita che ci illudiamo di aver superato.</p>
<p>Usiamo la potente tecnologia che possediamo e che diamo per scontata, ma che in fondo non comprendiamo, come amplificatore della nostra ignoranza.</p>
<p>La sfida del nostro tempo è questa. Riusciremo a non usare questi strumenti contro noi stessi e soprattutto contro i nostri figli?</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il decalogo delle notizie</title>
		<link>https://www.saccani.net/il-decalogo-delle-notizie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 21:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[notizie false]]></category>
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					<description><![CDATA[â€‹Distinguere una notizia vera da una falsa? Facile!&#160; (Spoiler: si, è sarcasmo) 1) se una notizia ti piace o asseconda la tua visione del mondo è sicuramente vera 2) se dicono che non è vera sono persone false e/o con qualche interesse torbido 3) nessuno direbbe che è falsa solo per affermare che è falsa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>â€‹Distinguere una notizia vera da una falsa? Facile!&nbsp;</p>
<p>(Spoiler: si, è sarcasmo)</p>
<p>1) se una notizia ti piace o asseconda la tua visione del mondo è sicuramente vera</p>
<p>2) se dicono che non è vera sono persone false e/o con qualche interesse torbido</p>
<p>3) nessuno direbbe che è falsa solo per affermare che è falsa</p>
<p>4) chi lo dice non ha la tua visione del mondo e quindi é disonesto o nemico</p>
<p>5) se proprio non si può negare che sia falsa, allora non importa perché potrebbe anche essere vera</p>
<p>6) in fondo potrebbe succedere veramente</p>
<p>7) una notizia che coincide con tua visione del mondo non può mai essere completamente falsa</p>
<p>8) e poi gli altri sono peggio</p>
<p>9) se una notizia non ti piace o stride con la tua visione del mondo, non è vera</p>
<p>10) l&#8217;hanno sicuramente messa in giro i poteri forti o persone false e/o con interessi torbidi o cattive e/o stupide</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Unità  di misura</title>
		<link>https://www.saccani.net/unita-di-misura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 22:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Celsius]]></category>
		<category><![CDATA[Fahrenheit]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura]]></category>
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					<description><![CDATA[È il 1724 e hai deciso di inventare una scala per la misura della temperatura. Che riferimenti scegli? Fahrenheit scelse di assegnare lo 0 alla temperatura a cui una miscela satura di acqua e sale si scongela. Pare che al tempo fosse la temperatura più bassa raggiungibile in laboratorio, quindi ci può stare che abbia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È il 1724 e hai deciso di inventare una scala per la misura della temperatura. Che riferimenti scegli?<br />
Fahrenheit scelse di assegnare lo 0 alla temperatura a cui una miscela satura di acqua e sale si scongela. Pare che al tempo fosse la temperatura più bassa raggiungibile in laboratorio, quindi ci può stare che abbia pensato che quello fosse un limite così difficile da superare da meritarsi lo 0.<br />
Bene, adesso ti serve un altro riferimento, cosa prendi?<br />
Perché non la temperatura del sangue del cavallo? Questa scelta era un tantino più discutibile ma lui faceva il veterinario e misurava abitualmente la temperatura ai cavalli.<br />
Ok, la temperatura del sangue del cavallo è importante, gli assegnamo &#8230;&nbsp; 12 gradi, perché no. Un bel numero tondo, una dozzina.<br />
Così però i gradi erano un po&#8217; pochi, quindi successivamente decise di dividere ciascun grado in &#8230; vediamo un po&#8217;&#8230;&nbsp; 8 intervalli. 12&#215;8 fa 96.<br />
Quindi il sangue del cavallo è passato a 96.</p>
<p>Vuoi perché portare un cavallo in laboratorio per calibrare i termometri era scomodo, vuoi perché i cavalli hanno temperature del sangue diverse tra loro,&nbsp; nel 1742 Celsius decise che serviva una scala più sensata e fece così:<br />
&#8211; 0 gradi: acqua che bolle<br />
&#8211; 100 gradi: acqua che congela<br />
Non ho sbagliato, la fece proprio così, al contrario di come la conosciamo. Più scaldi e più i gradi scendono, non troppo intuitivo, almeno per noi che siamo abituati al contrario.<br />
Forse non solo per noi perché nel 1744 Celsius morì e subito ne approfittarono per invertire la scala: 0 al ghiaccio e 100 al vapore. </p>
<p>Tutti si convertirono alla nuova unità  di misura. O quasi. C&#8217;è chi continua a preferire i gradi fahrenheit, i piedi, le iarde, le miglia, le pinte, i galloni, i barili, le once, le libbre&#8230;. I gusti son gusti.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>È andata</title>
		<link>https://www.saccani.net/e-andata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 17:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sto passeggiando con le tre ragazze: la piccola, la grande e la quadrupede. Hanno molto in comune tra di loro: quando sono in compagnia nessuna delle tre riesce a tenere ferma la lingua. Chi per leccare e chi per parlare. Io sono davanti col quadrupede, le due bipedi ci seguono a ruota chiacchierando senza sosta, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sto passeggiando con le tre ragazze: la piccola, la grande e la quadrupede. Hanno molto in comune tra di loro: quando sono in compagnia nessuna delle tre riesce a tenere ferma la lingua. Chi per leccare e chi per parlare.<br />
Io sono davanti col quadrupede, le due bipedi ci seguono a ruota chiacchierando senza sosta, come sempre. </p>
<p>Come sempre, dopo un po&#8217; il mio apparato uditivo va in saturazione, all&#8217;interno della scatola cranica l&#8217;audio si abbassa gradualmente e i miei due neuroni si rilassano pensando ai fatti loro.<br />
Ad un certo punto però un breve ma pericoloso scambio di battute li richiama bruscamente alla realtà : </p>
<p>&#8211; Lo chiedo al papi<br />
&#8211; Figurati se se lo ricorda, quello lì </p>
<p>La situazione si fa improvvisamente grave, si paventa un doppio pericolo: il &#8216;non ascolti mai&#8217; e il &#8216;non ti ricordi mai nulla&#8217;, due cose che se messe insieme possono condizionare un&#8217;intera giornata.<br />
Le ghiandole surrenali iniziano a pompare adrenalina e cortisolo, è il sistema parasimpatico che mi prepara ad affrontare la crisi.<br />
In questi casi le reazioni devono essere tempestive ed efficaci e, come nella gestione di una chiusura asimmetrica in parapendio, si lavora d&#8217;istinto. </p>
<p>La piccola prosegue:<br />
&#8211; Papi, ti devo chiedere una cosa </p>
<p>La piccola è troppo avanti, conoscendomi bene non conta sul fatto che io abbia ascoltato e, anzi, si assicura che i due neuroni siano connessi prima di procedere. Ottimo inizio. </p>
<p>Continuo a camminare senza voltarmi.<br />
&#8211; Dimmi tutto<br />
&#8211; Tu ti ricordi perché abbiamo deciso che la mancetta arriva di sabato?<br />
&#8211; Certo</p>
<p>Certo che no, ma prendo tempo, non posso fare altro. Probabilmente dietro di me si stanno scambiando un&#8217;occhiata scettica, io resto impassibile e non mi giro. </p>
<p>&#8211; E perché proprio sabato?<br />
&#8211; Sabato è il sesto giorno della settimana&#8230;</p>
<p>L&#8217;ho buttata lì per prendere ancora un po&#8217; di tempo mentre cerco di scavare nella memoria. </p>
<p>&#8211; E quindi? </p>
<p>Dalla memoria, come prevedibile, non salta fuori nulla. Tempo scaduto, è il momento dell&#8217;improvvisazione.</p>
<p>&#8211; Sesto giorno. È divisibile per tre, per due e anche per uno<br />
&#8211; E allora?<br />
&#8211; 321 è una sequenza speciale ma non è tutto&#8230;<br />
&#8211; â€¦â€¦.<br />
&#8211; Quanto fa tre più due più uno?<br />
&#8211; Sei<br />
&#8211; Visto? Non poteva che essere sabato </p>
<p>Continuo a camminare senza voltarmi mentre dietro c&#8217;è un attimo di silenzio, ma giusto un attimo, e poi cambiano discorso. </p>
<p>È andata.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Panta rei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 12:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[A qualcuno sarà  giunta la notizia che la terra non è al centro dell&#8217;universo ma ruota attorno ad una stella situata nella periferia di una galassia qualsiasi. E&#8217; una fortuna che sia così perché sarebbe una noia terribile stare fermi ad osservare la vita tutto intorno. Ma la cosa interessante non è questa. Che tu [&#8230;]]]></description>
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<p>A qualcuno sarà  giunta la notizia che la terra non è al centro dell&#8217;universo ma ruota attorno ad una stella situata nella periferia di una galassia qualsiasi.</p>
<p><span class="text_exposed_show">E&#8217; una fortuna che sia così perché sarebbe una noia terribile stare fermi ad osservare la vita tutto intorno. Ma la cosa interessante non è questa. </span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Che tu in questo momento sia seduto o meno, stai ruotando intorno all&#8217;asse della terra ad una velocità  di circa 1600 km/h. Ok un po&#8217; di meno se non sei all&#8217;equatore, ma non fa molta differenza perché la terra, percorrendo il suo giro annuale intorno al sole viaggia ancora più velocemente, a circa 107mila km/h.</p>
<p>Ancora non siamo arrivati alla cosa più interessante però, perché il sole non è affatto fermo ma si muove rispetto al centro della galassia ad una velocità  di circa 70mila km/h. Si, con una certa calma effettivamente.</p>
<p>Il fatto però è che la galassia stessa è tutt&#8217;altro che ferma ma viaggia alla modica velocità  di 2,1 milioni di chilometri orari. Esatto, più di due milioni di chilometri orari.</p>
<p>Ecco, da quando hai iniziato a leggere questo intervento hai percorso circa 70mila chilometri, ma la cosa più interessante non è neanche questa.</p>
<p>La cosa più interessante è che non tornerai mai indietro.<br />
E&#8217; un viaggio senza ritorno.</p>
<p>Se hai 20 anni, il posto in cui sei nato è a circa 368 miliardi di chilometri da qui, se ne hai 40 sei nato a circa 736 miliardi di chilometri di distanza. La distanza cresce e non tornerai mai indietro.</p>
<p>L&#8217;unica costante, in questo universo, è il cambiamento.<br />
Accoglilo il cambiamento, non puntare i piedi ad ogni novità  perché tanto non rallenti un bel nulla.</p>
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		<title>Tutto sotto controllo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 04:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Sotto ai piedi pochi km (da 5 a 35) di crosta terrestre che galleggia su materiale liquido tra 1000Â° e 5000Â° C. Sopra alla testa pochi km (circa 6-8) di atmosfera respirabile, poi il vuoto, lo zero assoluto. Un debole campo magnetico ci protegge dai raggi cosmici. Tutto sotto controllo. ï»¿Dalla periferia di questa galassia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto ai piedi pochi km (da 5 a 35) di crosta terrestre che galleggia su materiale liquido tra 1000Â° e 5000Â° C. </p>
<p>Sopra alla testa pochi km (circa 6-8) di atmosfera respirabile, poi il vuoto, lo zero assoluto. </p>
<p>Un debole campo magnetico ci protegge dai raggi cosmici. </p>
<p>Tutto sotto controllo. ï»¿Dalla periferia di questa galassia parte forte e chiaro un messaggio: abbiamo la situazione in pugno. ï»¿</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Un morto ogni tre giorni&#8221; ovvero come costruire dal nulla una notizia allarmistica</title>
		<link>https://www.saccani.net/un-morto-ogni-tre-giorni-ovvero-come-costruire-dal-nulla-una-notizia-allarmistica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 09:09:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[volo]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia nazionale per la sicurezza del volo]]></category>
		<category><![CDATA[allarmismo]]></category>
		<category><![CDATA[ansv]]></category>
		<category><![CDATA[antonio salvati]]></category>
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		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
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		<category><![CDATA[volo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[ï»¿ï»¿Il quotidiano &#8220;La Stampa&#8221; ieri ha pubblicato un pessimo articolo sul mondo del volo dal titolo &#8220;Un morto ogni tre giorni. La passione fatale per il volo&#8221;. L&#8217;articolo fa una gran confusione tra volo libero (parapendio e deltaplano), ultraleggeri a motore e volo a vela (alianti) nel tentativo di dimostrare che il volo in generale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ï»¿ï»¿Il quotidiano &#8220;La Stampa&#8221; ieri ha pubblicato un pessimo articolo sul mondo del volo dal titolo <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/416569/">&#8220;Un morto ogni tre giorni. La passione fatale per il volo&#8221;</a>.</p>
<p>L&#8217;articolo fa una gran confusione tra volo libero (parapendio e deltaplano), ultraleggeri a motore e volo a vela (alianti) nel tentativo di dimostrare che il volo in generale è una disciplina estremamente pericolosa e che c&#8217;è una preoccupante escalation di incidenti fatali. &#8220;Un morto ogni tre giorni&#8221; è il messaggio forte che passa da questo articolo quando in realtà  la media degli incidenti fatali è infinitamente più bassa.<br />
Questa statistica sparata nel titolo si riferisce in realtà  al fatto che in quindici giorni ci sono stati cinque decessi tra tutte le discipline del volo (di cui uno nel volo libero). Suggerisco all&#8217;autore una statistica ancora più d&#8217;effetto: &#8220;due morti al minuto&#8221; calcolata sul minuto in cui è avvenuto un qualunque incidente su mezzo biposto che abbia causato il decesso dei due occupanti.<br />
L&#8217;articolo tira dentro un po&#8217; di tutto per dimostrare la pericolosità  del volo. Anche gli incontri tra esponenti del volo libero e SUEM che da anni rappresentano il frutto di una positiva collaborazione allo scopo di ridurre gli interventi di soccorso, migliorarne l&#8217;efficienza e migliorare la prevenzione, nell&#8217;articolo diventano la dimostrazione di una emergenza in atto.</p>
<p><span id="more-518"></span>Un classico esempio di pessimo giornalismo con l&#8217;unico scopo di riempire le pagine estive di un giornale costruendo dal nulla una notizia allarmistica. I miei complimenti ad Antonio Salvati, l&#8217;autore dell&#8217;articolo, per questo gratuito attacco al mondo del volo.</p>
<p>Siccome in questi caldi giorni estivi anche i TG hanno bisogno di riempire le loro scalette, si sono immediatamente buttati sulla notizia. Il pomeriggio stesso una troupe del <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Tg1">TG5</a> era già  su un decollo di volo libero ad intervistare i temerari che apparentemente giocano la roulette russa ad ogni decollo. Un tempismo da breaking news. Per il momento le notizie sulla Libia e sulla Whinehouse hanno fatto si che il servizio non venisse trasmesso nell&#8217;edizione della sera. Probabilmente resterà  a disposizione come riempitivo.<br />
Il <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Tg1">TG1</a> ha prontamente contattato la federazione invitando un esponente della <a href="http://www.fivl.it">FIVL</a> in studio per un approfondimento sul tema la mattina successiva. Sempre a causa delle notizie in arrivo dalla Libia l&#8217;appuntamento è poi stato annullato in serata.</p>
<p>Avete mai notato come una notizia venga abitualmente ripresa e pubblicata da altri giornalisti senza alcuna verifica? Questa è la prassi e anche in questo caso molti hanno ripreso la notizia &#8220;un morto ogni tre giorni&#8221; ma nessuno ha provato a verificare se veramente siamo in presenza di una situazione anomala oppure no, magari consultando le statistiche ufficiali sugli incidenti di volo di tutte le discipline dell&#8217;aria che l&#8217;<a href="http://www.ansv.it">Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo</a> (ANSV) condensa ogni anno in un rapporto che presenta al Parlamento. Questi rapporti sono disponibili, a <a href="http://www.ansv.it/It/Main.asp?Area=doczzz">portata di mouse</a>, sul sito internet della ANSV.<br />
Con queste informazioni a disposizione chiunque, nel giro di 30 minuti, può capire qual&#8217;è il trend degli incidenti di volo in Italia e rendersi conto che non c&#8217;è alcuna anomalia.<br />
Volendo poi approfondire ulteriormente, sono <a href="http://www.fivl.it/index.php/02-Documenti/">disponibili</a> sul sito FIVL i rapporti annuali redatti dal sottoscritto che analizzano e catalogano sotto ogni possibile aspetto gli incidenti che avvengono in Italia e dai quali si evince che non c&#8217;è alcuna crescita degli incidenti (semmai una decrescita) e che più che di &#8220;un morto ogni tre giorni&#8221; si dovrebbe parlare semmai di &#8220;un morto ogni tre mesi&#8221;. Volendo si può confrontare questi numeri con i circa 100 morti per annegamento nei soli mesi estivi o gli oltre 6000 morti l&#8217;anno (fanno 20 morti al giorno) sulle strade per avere un&#8217;idea di quanto sia allarmante la situazione del volo.</p>
<p>Insomma, un giornalista che volesse fare il suo mestiere documentandosi per poi informare il suo pubblico non dovrebbe fare molta fatica.<br />
Purtroppo la situazione generale del giornalismo, almeno nel nostro paese, è assai deludente e questa non è che una piccola conferma.</p>
<p>Perché prendersela tanto? In fondo siamo abituati all&#8217;interesse dei giornalisti solo in occasione di incidenti; ad articoli del tutto disinformati che non distinguono un mezzo a motore da un mezzo senza motore o un deltaplano da un parapendio; al classico &#8220;vuoto d&#8217;aria&#8221;; all&#8217;altrettanto classico &#8220;colpo di vento improvviso&#8221;; alle interviste di giornalisti d&#8217;assalto che sparano domande a raffica senza ascoltare le risposte.</p>
<p>E&#8217; solo una piccola conferma di come le dinamiche del giornalettismo italiano portino alla creazione di una notizia dal nulla.<br />
1) E&#8217; agosto, statisticamente nel periodo estivo si verificano più incidenti di volo perché la gente è in ferie e vola di più così come si verificano più annegamenti o più incidenti stradali.<br />
2) E&#8217; agosto, le notizie scarseggiano, anche i semplici inconvenienti di volo che abitualmente verrebbero ignorati vengono usati per riempire le pagine dei giornali.<br />
3) E&#8217; agosto, un giornalista che sta meditando su come riempire le pagine di domani costruisce su queste informazioni una notizia allarmistica. Fa due telefonate, una ricerca in internet e mette insieme i pezzi utili a costruire un articolo su una presunta emergenza di sicurezza e ci mette un bel titolo allarmistico.<br />
4) Altri giornalisti assetati di notizie per riempire anche le loro pagine o le loro scalette, raccolgono la palla al balzo senza alcuna verifica. Una mezza paginetta o qualche minuto di scaletta senza fare neanche quelle due telefonate e quella ricerca in internet non si buttano via.</p>
<p>E così dal nulla si costruisce una emergenza. Il pubblico è stato disinformato, gli articoli negativi che parlano di &#8220;un morto ogni tre giorni&#8221; resteranno online in eterno facendo pubblicità  negativa a discipline sportive che proprio non la meritano.<br />
Il declino delle testate tradizionali èÂ soprattuttoÂ dovuto a questo calo di qualità  del giornalismo che ormai è endemico e che danneggia soprattutto i giornalisti più professionali.<br />
Non so voi ma se io fossi un giornalista di quelli che si sbattono per documentarsi su quello che scrivo, non mi sentirei sereno.</p>
<p>Io ho smesso di comprare giornali e guardare TG da un pezzo.<br />
Le notizie più accurate e gli articoli più approfonditi oggi arrivino dai blog o dai giornalisti indipendenti piuttosto che dalle testate. Il difficile è trovarli e selezionarli, e così si aprono nuove opportunità  e nuove figure professionali nel mondo dell&#8217;informazione, mentre il giornalismo tradizionale affonda.<br />
Internet sulla TV darà  il colpo di grazia a questo traballante sistema.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La natura umana</title>
		<link>https://www.saccani.net/la-natura-umana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 22:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[natura umana]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Sto seguendo su twitter le vicende della Libia, Andy Carvin sta usando twitter in modo esemplare per seguire questa vicenda. Se anche li cercassi, non troverei aggettivi per descrivere quello che leggo e le foto che vedo ma, appunto, non li cerco. Voglio solo ricordare a me stesso che sia le vittime che i carnefici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sto seguendo su twitter le vicende della Libia, <a href="http://twitter.com/#!/acarvin">Andy Carvin</a> sta usando twitter in modo esemplare per seguire questa vicenda.</p>
<p>Se anche li cercassi, non troverei aggettivi per descrivere quello che leggo e le foto che vedo ma, appunto, non li cerco. Voglio solo ricordare a me stesso che sia le vittime che i carnefici sono persone come me e te. Non illudiamoci di essere diversi da chi massacra, è un&#8217;illusione. Massacri e genocidi continuano a ripetersi e nonostante ciò restiamo convinti che sempre e ovunque il progresso sia un percorso a senso unico, senza ricadute. E che possa capitare solo altrove.</p>
<p>Mi viene in mente il libro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'anello_di_Re_Salomone">L&#8217;anello di Re Salomone</a> di Konrad Lorenz, che poi è il libro che mi ha portato a costruirmi un acquario (ma non c&#8217;entra niente).</p>
<p>Lorenz studiava e descriveva molto bene il comportamento animale, ricordo distintamente la descrizione del comportamento di due tortore chiuse in una gabbia. Non c&#8217;è via d&#8217;uscita: una delle due muore sotto i colpi dell&#8217;altra. Non che la tortora sia di natura un animale feroce, è che proprio non ha alcun meccanismo di controllo dell&#8217;aggressività . Non ne ha bisogno perché in natura i conflitti si risolvono con la fuga. In gabbia no e quindi colpo dopo colpo, senza sosta, si compie il massacro.</p>
<p>Animali ben più feroci, come i lupi, hanno un meccanismo di sottomissione che blocca l&#8217;aggressività  e sancisce sconfitto e vincitore senza eccessivi spargimenti di sangue.</p>
<p>Le tortore no.</p>
<p>Quegli uomini, sia le vittime che i carnefici, sono come noi. Cambiano solo le condizioni al contorno.</p>
<p>Dovremmo lavorarci su, prima o poi.</p>
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		<title>La maniglia rossa</title>
		<link>https://www.saccani.net/la-maniglia-rossa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 11:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
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					<description><![CDATA[Affrontare davanti ad un giudice la persona che amavi ti porta a rivisitare la tua percezione dei concetti di civiltà  e dignità . Quante volte, assistendo a matrimoni finiti male, hai pensato che &#8220;noi siamo persone civili, non finiremo in quel modo&#8221;? Mai dare nulla per scontato. L&#8217;errore principale, l&#8217;ingenuità  originaria, è pensare che &#8220;per sempre&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Affrontare davanti ad un giudice la persona che amavi ti porta a rivisitare la tua percezione dei concetti di civiltà  e dignità .</p>
<p>Quante volte, assistendo a matrimoni finiti male, hai pensato che &#8220;noi siamo persone civili, non finiremo in quel modo&#8221;? Mai dare nulla per scontato.</p>
<p>L&#8217;errore principale, l&#8217;ingenuità  originaria, è pensare che &#8220;per sempre&#8221; sia un&#8217;espressione sulla quale un essere umano possa basare le proprie azioni. E&#8217; rassicurante l&#8217;espressione &#8220;per sempre&#8221; ma è un&#8217;illusione (su quale esperienza è basata questa certezza?) e se poi l&#8217;illusione svanisce ti trovi del tutto impreparato, senza rete, senza un piano B, senza un paracadute di emergenza.<span id="more-440"></span></p>
<p>Oggi sono una persona molto diversa dalla persona che ero vent&#8217;anni fa (visto? già  il fatto di parlare in questo modo qualifica la mutazione, vent&#8217;anni fa chi usava queste espressioni apparteneva alla categoria dei matusalemme). Certamente c&#8217;è in me molto di quel ventenne che ha conosciuto la donna che poi avrebbe sposato. Ci sono però anche molte cose che sono cambiate perché in fondo saper cambiare è il trucco per migliorarsi (anche per peggiorarsi se è per questo), comunque è un dato di fatto che crescere significa cambiare. Quando le persone che cambiano sono due, la variabilità  a cui è soggetto il loro rapporto si eleva al quadrato.</p>
<p>Mica è detto che questo cambiamento sia in peggio, anzi. Il tempo spesso rafforza l&#8217;unione esaltando le affinità , a volte però succede il contrario. Quando questo succede a chi era partito senza un paracadute di emergenza (l&#8217;idea al tempo non ti ha neanche sfiorato, cosa potrebbe mai andare storto in un rapporto così perfetto?) finisce che il tuo subconscio cerca in tutti i modi di minimizzare il problema. Se sei una persona riflessiva magari ti convinci che in fondo in fondo la conoscenza reciproca, l&#8217;intimità  guadagnata con anni e anni di convivenza, alla fine non può non contare e non può non compensare le divergenze e i problemi. Se non sei una persona riflessiva magari ti capita l&#8217;equivalente del &#8220;blocco mentale&#8221; noto in aeronautica, quando la sorpresa e la paura fanno impennare i livelli di adrenalina e cortisolo fino adÂ annebbiartiÂ la mente rendendoti inerte, incapace di impedire la catastrofe imminente. Chissà  perché in questi casi generalmente chi è più lucido è la donna. Sarà  una questione ormonale.</p>
<p>In tanti anni di parapendio non l&#8217;ho mai usato il mio paracadute di emergenza ma continuo a portarmelo dietro ad ogni volo e ad assicurarmi periodicamente che sia in perfetta efficienza. Nessuno pensa che al prossimo volo lo userà  ma prima di ogni decollo controlla la maniglia rossa. Te lo insegnano fin dalla prima lezione. Non è cinismo, è buon senso e umiltà .</p>
<p>Uno dei consigli più pragmatici e sensati che ho ricevuto in tutta la mia vita è stato più o meno questo: &#8220;le persone (che amiamo) ci accompagnano per un tratto del nostro cammino&#8221;. Tutto qui. In quel momento non ho colto il messaggio e la frase è scivolata via, o almeno così pensavo. Successivamente è tornata a galla rivelando tutto il suo significato: parti dal presupposto che niente è &#8220;per sempre&#8221;, che nulla è scontato e vivrai il rapporto in modo più pieno e cosciente. Tieni a mente che nulla è dovuto, ogni rapporto vive e cresce con il contributo di entrambi, ha bisogno del tuo contributo e della tua attenzione. Nel tempo si evolve, può cambiare e può anche finire. Esserne cosciente può fare la differenza e può paradossalmente darti la lucidità  necessaria a salvare il rapporto perché se non vedi il problema non sei in grado di risolverlo.</p>
<p>E alla fine, comunque, se proprio le cose precipitano, tirala quella maniglia rossa e sii felice di averci pensato prima.</p>
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		<title>Quello che non sapevi sugli OGM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 16:20:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[organismi geneticamente modificati]]></category>
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					<description><![CDATA[Naturale, puro, genuino, sano. Se parliamo di prodotti agricoli questi termini sono in contrapposizione con l&#8217;uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, per molti sono in contrasto soprattutto con gli OGM. OGM è una sigla che evoca espressioni come &#8220;cibo di Frankenstein&#8221;, richiama la strage della povera farfalla monarca ad opera del mais transgenico, incute timore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Naturale, puro, genuino, sano. Se parliamo di prodotti agricoli questi termini sono in contrapposizione con l&#8217;uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, per molti sono in contrasto soprattutto con gli OGM. OGM è una sigla che evoca espressioni come &#8220;cibo di Frankenstein&#8221;, richiama la strage della povera farfalla monarca ad opera del mais transgenico, incute timore per le ardite chimere ottenute mischiando DNA di piante e di animali come nella famosa fragola-pesce. Questo almeno è quello che succede nell&#8217;immaginario comune. Proviamo a grattare la superficie per vedere cosa c&#8217;è sotto.  <span id="more-254"></span></p>
<h3>Naturale</h3>
<p>Cosa possiamo definire come &#8220;naturale&#8221;? In realtà  nulla di quello che mangiamo è &#8220;naturale&#8221;. L&#8217;uomo ha da sempre modificato l&#8217;ambiente e le piante, prima casualmente e poi con criterio. Con incroci e selezioni si è lavorato per ottenere prodotti migliori e una maggiore resa. Un campo di frumento selvatico del neolitico avrebbe avuto una resa di 500kg per ettaro, un contadino romano avrebbe raccolto dallo stesso campo 1000kg di frumento che a quel punto era già  stato modificato rispetto a quello selvatico, i miglioramenti genetici recenti e le moderne tecniche agrarie hanno portato la resa a 5000kg. Una mela &#8220;naturale&#8221; sarebbe grande quanto una ciliegia e nessuno di noi l&#8217;ha mai conosciuta. Quello oggi che conosciamo è il prodotto delle modifiche che l&#8217;uomo ha apportato alle varietà  vegetali originali.</p>
<p>Tutte le varietà  di frutti e ortaggi che consumiamo non esistevano prima che noi le creassimo. Queste varietà  sono state ottenute modificando, prevalentemente mediante incroci e selezioni, il patrimonio genetico delle varie varietà  vegetali.  Anche il concetto di &#8220;prodotto tipico&#8221; è da prendere con le molle. Se parliamo di pomodoro Pachino, ad esempio, cosa viene in mente? Molto probabilmente una località  in provincia di Siracusa famosa per il suo caratteristico promodoro, un prodotto tipico siciliano. In realtà  questo pomodoro è stato creato circa sessanta anni fa in Israele, esportato e coltivato in Italia. Ormai, ai nostri giorni, una varietà  vegetale resta sul mercato per circa 7-10 anni per venire poi abbandonata a favore di nuove varietà  che nel frattempo sono state introdotte. Un &#8220;prodotto tipico&#8221; non è altro che un prodotto che resta sul mercato più a lungo rispetto alla media.</p>
<p>E&#8217; stata la &#8220;rivoluzione verde&#8221;, negli anni &#8217;60, ad introdurre i più grandi cambiamenti nell&#8217;agraria. L&#8217;uso della chimica (antiparassitari e fertilizzanti) e l&#8217;uso massiccio di tecniche di incrocio, reincrocio e selezione che hanno portato a nuove varietà , ha aumentato drasticamente la produttività  spesso a discapito della qualità . Tornare indietro però non è facile. Se tornassimo a tecniche di coltura non intensive avremmo bisogno di coltivare una superficie di alcune volte maggiore rispetto a quella odierna, con un impatto ambientale non sostenibile. Dovremmo disboscare per ricavare terre coltivabili e i costi salirebbero. L&#8217;odierna crisi alimentare ci ricorda che non è una strada praticabile. Quello che dobbiamo cercare di fare è pensare alla qualità  senza sacrificare la produttività .</p>
<h3>BIO</h3>
<p>C&#8217;è da dire che anche l&#8217;agricoltura BIO, il cui successo commerciale nasce dall&#8217;avversione nei confronti di un&#8217;agricoltura intensiva spesso poco attenta alla qualità  e poco rispettosa dell&#8217;ambiente, non sempre mantiene le promesse. I disciplinari per i prodotti BIO prevedono l&#8217;uso di pesticidi come i prodotti rameici, metalli pesanti che si accumulano nel terreno uccidendone gli abitanti (lombrichi, funghi utili, batteri utili) e sono estremamente tossici nell&#8217;acqua. Il sistema di controlli poi è poco trasparente: quindici organismi privati controllano i produttori BIO, i quali devono associarsi a questi organismi pagando una quota. L&#8217;ente di certificazione fa quindi da controllore nei confronti di chi lo paga. Il sospetto che questo meccanismo non sia efficace è lecito e i risultati sembrano confermare che qualcosa non funziona. Un&#8217;inchiesta di Altroconsumo sui prodotti BIO si conclude affermando che &#8220;il consumatore deve sapere che una differenza di prezzo non corrisponde sempre a una maggiore qualità . Il bio resta per molti un ideale di naturalità  e salubrità  che non sempre trova conferma nei fatti&#8221;. Poche certezze quindi sulla effettiva qualità , l&#8217;unica certezza è il maggiore costo: circa il 30% in più.</p>
<h3>Quali soluzioni?</h3>
<p>Se la soluzione non può essere, per esigenze pratiche e ambientali, quella di tornare a tecniche non intensive moltiplicando le superfici coltivate, bisogna trovare altre soluzioni. Nei decenni scorsi, giovani vicini al mondo ambientalista che non vedevano di buon occhio le multinazionali della chimica, sognavano prodotti migliori nel rispetto dell&#8217;ambiente. Molti di loro hanno studiato ingegneria genetica, la loro speranza era quella di poter produrre varietà  vegetali migliori (produrre nuove varietà  come abbiamo visto è una cosa che facciamo da sempre) ma con una maggiore attenzione alla qualità  ed evitando un uso massiccio di prodotti chimici. Sognavano di farlo con tecniche più precise e promettenti rispetto a quelle tradizionali di incroci e selezioni. Poi è successo qualcosa, il mondo ambientalista a cui facevano riferimento ha incominciato a considerarli dei nemici e oggi questi scenziati sono generalmente guardati con sospetto da buona parte dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<h3>Come funzionano le biotecnologie?</h3>
<p>Fa quasi paura, ormai, questa espressione: ingegneria genetica. Vediamo come funziona oggi la creazione di nuove varietà  con le tecniche tradizionali e confrontiamole con l&#8217;ingegneria genetica. Attualmente vengono utilizzate diverse tecniche di incrocio e selezione (massale, linea pura, incrocio, reincrocio), l&#8217;obiettivo è quello di spostare un gene da una pianta ad un&#8217;altra per migliorarla. Queste tecniche hanno il problema di non essere precise e di spostare ogni volta, oltre al gene desiderato, grandi quantità  di materiale genetico. A volte la pianta finale arriva ad avere un corredo genomico raddoppiato rispetto alla pianta di partenza. Questa grande quantità  di geni in più può avere effetti indesiderati come ad esempio la produzione di sostanze tossiche. Non è inusuale che questo succeda, in passato sono stati ritirati dal mercato anche prodotti dell&#8217;agricoltura biologica perché tossici per l&#8217;uomo. Per affinare il lavoro allora si procede al reincrocio con le varietà  di partenza e, incrocio dopo incrocio, si cerca di ottenere il genoma originale più il gene voluto. E&#8217; un lavoro molto lungo che produce risultati poco precisi.</p>
<p>L&#8217;ingegneria genetica prende un&#8217;altra strada e, invece di basarsi sul meccanismo di incrocio e selezione, si ispira all&#8217;altro meccanismo che la natura ha messo a disposizione dell&#8217;evoluzione: le mutazioni genetiche. Questo è un meccanismo naturale che porta a mutazioni casuali del patrimonio genetico. L&#8217;uomo già  ha provato in passato a sfruttare questo meccanismo in alternativa a quello classico. Il grano creso (che oggi rappresenta circa l&#8217;80% della produzione) è stato ottenuto bombardando le spighe con raggi gamma per introdurre mutazioni casuali, selezionando successivamente le mutazioni &#8220;utili&#8221; si è ottenuta una varietà  di grano con spiga più corta e quindi più resistente alle intemperie. L&#8217;ingegneria genetica però non si affida al caso: se serve un gene in più lo si aggiunge direttamente, e solo quello. Il risultato finale, come per il metodo tradizionale, è una pianta migliore (per produttività , qualità , resistenza o altro) ma il processo è molto diretto e preciso, non si introduce materiale genetico in eccesso rispetto a quanto voluto.</p>
<h3>La farfalla monarca</h3>
<p>Se si tratta di fare quello che già  facciamo (cioè produrre nuove varietà  vegetali) ma in modo molto più preciso, da dove deriva l&#8217;avversione verso questa tecnica? Tutto è iniziato con il caso della farfalla monarca, una storia che vale la pena di essere raccontata seppur in modo coinciso.  Uno dei problemi del mais è un parassita, la piralide, contro la quale si utilizzano antiparassitari che hanno parecchie controindicazioni, tra cui la nocività  per chi lo applica. Si sperimenta quindi un mais che incorpora un segmento di DNA del batterio Bt, un batterio che produce spore tossiche per la piralide e che già  viene usato nella lotta biologica alla piralide. La lotta biologica con il batterio Bt ha a sua volta alcune controindicazioni ambientali visto che risulta tossico anche per altri insetti. Incorporare nel mais stesso la capacità  di produrre spore tossiche per la piralide sembrava la soluzione ideale: solo il parassita del mais sarebbe stato colpito e non sarebbero stati necessari antiparassitari, le tossine prodotte non davano alcun problema all&#8217;uomo. Il mais Bt viene commercializzato dalla svizzera Novartis e conquista una buona fetta del mercato americano. Nel 1999 la rivista Nature pubblica una breve corrispondenza di John Losey (un giovane entomologo) in cui si afferma che un esperimento avrebbe dimostrato che il polline del mais Bt si deposita nelle vicinanze dei campi di mais e uccide le farfalle monarca. Basta questo per far scatenare le battaglie ecologiste: le farfalle monarca all&#8217;improvviso sembra che siano diventate a rischio estinzione, la stampa si scatena. La Commissione Europea blocca la registrazione del mais Bt e, sull&#8217;onda emotiva, partono restrizioni per tutto quello che ha a che fare con la biotecnologia. Dopo qualche settimana l&#8217;esperimento di Losey viene analizzato con attenzione dalla comunità  scientifica ed emerge che ha commesso numerosi errori, non ha seguito criteri scientifici ed è giunto a conclusioni errate. Ci si accorge tra l&#8217;altro che proprio nel momento della massima diffusione del mais Bt negli Stati Uniti, la popolazione delle farfalle monarca è cresciuta da 300 a 500 milioni di esemplari. Lo studio di Losey viene bocciato dalla comunità  scientifica e lui fa marcia indietro ammettendo gli errori e la non validità  dei risultati ma la frittata è fatta, come sempre succede le smentite non hanno, nei media, lo stesso risalto delle notizie più clamorose e l&#8217;opinione pubblica resta convinta della pericolosità  degli OGM.</p>
<h3>La fragola-pesce</h3>
<p>La storia della fragola-pesce, che anche è diffusa nell&#8217;immaginario collettivo, è addirittura ridicola. Non è mai esistita nè è mai stata sperimentata, si tratta di una vera e propria leggenda urbana. Come quasi tutte le leggende ha un fondo di verità . Si è provato ad inserire un gene di un pesce resistente al freddo in un pomodoro per verificare la possibilità  di dare agli ortaggi caratteristiche adatte alla conservazione. L&#8217;esperimento è stato un fallimento, il pomodoro ottenuto non resisteva al freddo. Successivamente si è provato, sempre senza successo, ad inserire geni &#8220;antigelo&#8221; di altra origine; qualche risultato sembra si sia ottenuto con una proteina antigelo contenuta nelle carote. Le leggende urbane però circolano e si modificano, c&#8217;è addirittura chi afferma che decine di persone allergiche al pesce sarebbero morte mangiando questo pomodoro-pesce che non è mai stato prodotto. Per approfondire (e fare qualche risata, visto che uno dei più grandi &#8220;spacciatori&#8221; di questa bufala è un comico) c&#8217;è questo <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/09/13/logm-che-non-e-mai-esistito/" target="_blank">interessante articolo.</a></p>
<h3>DNA animale e vegetale</h3>
<p>Le reazioni emotive a questi esperimenti sono dettate (credo) dalla mancata informazione. Il DNA è universale, non esiste un DNA animale e un DNA vegetale, tutti gli organismi viventi hanno geni in comune, il DNA di tutte le specie viventi è composto dalle stesse molecole. L&#8217;uomo contiene il 75% dei geni del verme nematode che è piuttosto distante (almeno morfologicamente) da noi. Condividiamo un buon 30% dei geni con il lievito, che è ancora più distante. Spostare un singolo gene non significa generare un organismo ibrido animale-vegetale.</p>
<h3>I contadini schiavi delle multinazionali</h3>
<p>Altro argomento molto usato è quello secondo cui con gli OGM i contadini sarebbero costretti ad acquistare i semi delle piante dalle multinazionali. Anche questa affermazione è sbagliata, innanzitutto perché non è vero che i semi di piante OGM sono sterili e poi perché è da circa cinquanta anni che i contadini acquistano i semi e non utilizzano quelli del raccolto precedente. Per spiegare perché questo succede è necessario scomodare Mendel e fare un semplice esempio. Dagli anni &#8217;60 ad oggi tutti i contadini usano piante ottenute da incroci di prima generazione. Funziona così: con una serie di autofecondazioni forzate si ottengono due genitori puri (piante con caratteri stabili) ma concaratteristiche diverse (ad esempio una resistente ma non produttiva, una produttiva ma non resistente) e si incrociano. La pianta risultante sarà  un ibrido di prima generazione con le migliori caratteristiche di entrambi i genitori, questa è la pianta che i contadini seminano. A partire dalla generazione successiva iniziano a presentarsi caratteri recessivi che fanno emergere difetti e malformazioni tanto da rendere le piante inutilizzabili. Questo è il motivo per cui oggi i contadini non riutilizzano i semi ma li comprano. Lo fanno per convenienze perché la resa di queste piante ripaga il costo della semenza.</p>
<h3>Controlli severi</h3>
<p>Probabilmente sono molti altri gli elementi che hanno contribuito a generare diffidenza nell&#8217;opinione pubblica nei confronti degli OGM. Tra questi c&#8217;è il fatto che una delle aziende più attive nella fase iniziale è stata la Monsanto, la multinazionale colosso della chimica da molti ricordata soprattutto per l&#8217;incidente di Bhopal. Una delle strategie della Monstanto, che poi si è rivelata un boomerang, è stata quella di alimentare la diffidenza nei confronti degli OGM per introdurre nelle legislazioni costosi controlli su questi prodotti. L&#8217;obiettivo era quello di mantenere il controllo del settore impedendo a soggetti più piccoli, economicamente meno forti, di entrare in questo mercato.</p>
<p>Il risultato è che oggi per mettere in commercio un prodotto OGM bisogna sottostare a controlli estremamente rigidi a cui i prodotti ottenuti con i metodi tradizionali non sono soggetti. Paradossalmente la qualità  degli OGM è più garantita rispetto ai prodotti tradizionali. Ad esempio sono molti i prodotti tradizionali che non potrebbero essere commercializzati se dovessero essere sottoposti agli stessi controlli di allergenicità  a cui sono sottoposti gli OGM: kiwi, fave, noci, fragole, arance, soia, uova &#8230; Questi sono prodotti la cui allergenicità  è accertata mentre un OGM non può essere messo in commercio se una proteina espressa dal gene inserito è anche solo &#8220;potenzialmete&#8221; allergenica.</p>
<p>Questi controlli così rigidi da sembrare spesso immotivati bloccano la ricerca. E&#8217; impossibile oggi per i ricercatori di una delle nostre università  immaginare di poter portare sul mercato una nuova varietà  di pubblica utilità . I costi sono proibitivi.</p>
<h3>Golden rice, il riso dorato</h3>
<p>Un esempio di applicazione utile delle biotecnologie è il golden rice. E&#8217; una varietà  transgenica di riso arricchito con betacarotene e serve per rimediare alla carenza di vitamina A che affligge 124 milioni di bambini nel mondo. La carenza di vitamina A porta a cecità  e morte. La storia racconta che i ricercatori del politecnico di Zurigo riescono, finanziati dalla fondazione Rockefeller, ad ottenere un riso arricchito con betacarotene e ottengono di poterlo distribuire gratuitamente ai contadini perché lo possano incrociare con le varietà  locali. Scoppiano le accuse: il riso porterebbe ad un eccesso di vitamina A nell&#8217;alimentazinone. I dati smentiscono l&#8217;accusa: il riso apporta una quantità  di vitamina A così piccola che da sola non è sufficiente, i ricercatori avrebbero voluto riuscire ad aggiungerne di più ma allo stato attuale basta solo per ridurre i casi più gravi, non per eliminarli tutti (si stima comunque che possa salvare da morte 1-2 milioni di bambini e salvarne da cecità  mezzo milione l&#8217;anno). L&#8217;accusa a questo punto si ribalta: chi prima denunciava la quantità  eccessiva ora afferma che la quantità  è così minima che non serve a nulla: una donna adulta dovrebbe mangiarne nove chili al giorno. Segnali di una opposizione di principio, ideologica.</p>
<h3>Conclusioni?</h3>
<p>Quali possono essere le conclusioni? Le biotecnologie rappresentano semplicemente uno strumento: uno strumento estremamente valido per ottenere i risultati che cerchiamo di ottenere oggi con altri strumenti. Ha senso discriminare lo strumento o dovremmo concentrarci sul prodotto finale? Non avrebbe più senso stabilire dei criteri comuni per mettere sul mercato tutti i prodotti, indipendentemente da quale tecnica è stata utilizzata per realizzarli?</p>
<h3>Fonti</h3>
<p>Ho tratto le informazioni per questo articolo principalmente da due libri, consiglio fortemente la lettura di questo testi a chi fosse interessato ad approfondire l&#8217;argomento:</p>
<p><strong>Organismi geneticamente modificati, storia di un dibattito truccato, di Anna Meldolesi </strong></p>
<p><strong>Scienza e sentimento, di Antonio Pascale </strong></p>
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		<title>Influenza porcella</title>
		<link>https://www.saccani.net/influenza-porcella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Saccani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 23:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[febbre suina]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
		<category><![CDATA[swine flu]]></category>
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					<description><![CDATA[Si fa fatica a capire quanto ci sia di sensazionalismo e quanto di reale nelle notizie allarmistiche che circolano sulla febbre suina o, per dirla all&#8217;americana, swine flu. Una cosa che si può fare per cercare di inquadrare le cose in una prospettiva obiettiva è confrontare questa influenza suina con una qualunque influenza stagionale. Dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa fatica a capire quanto ci sia di sensazionalismo e quanto di reale nelle notizie allarmistiche che circolano sulla febbre suina o, per dirla all&#8217;americana, swine flu.<br />
Una cosa che si può fare per cercare di inquadrare le cose in una prospettiva obiettiva è confrontare questa influenza suina con una qualunque influenza stagionale.<span id="more-166"></span></p>
<p>Dal sito del <a href="http://www.ministerosalute.it/faqGenerale/faqGenerale.jsp?id=123&amp;area=influenzaA&amp;paginaprovenienza=null&amp;numeroFaq=3#3" target="_blank">ministero della salute</a>:<em><br />
I sintomi della nuova influenza umana da virus A(H1N1) sono simili a quelli della &#8220;classica&#8221; influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d&#8217;appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.</em><em><br />
Come l&#8217;influenza stagionale, l&#8217;influenza da virus influenzale A(H1N1) nell&#8217;uomo può presentarsi in forma lieve o grave. Come l&#8217;influenza stagionale, può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus A(H1N1).</em></p>
<p>Fin qui non si vedono differenze rilevanti. Proviamo allora a guardare i numeri contenuti nell&#8217;<a href="http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2233_testo.rtf" target="_blank">ultimo comunicato</a> del ministero della salute:</p>
<p><strong>Messico</strong>: 1112 casi e 42 decessi<br />
<strong>Stati Uniti</strong>: 642 casi confermati e 2 decessi<br />
<strong>Tutti gli altri paesi</strong>: 345 casi confermati e nessun decesso</p>
<p>In totale abbiamo 2099 casi e 44 decessi (questi numeri diventeranno vecchi molto velocemente). Fa una letalità  (percentuale di decessi tra i contagiati) di circa il 5% ma se escludiamo il Messico il tasso di letalità  scende drasticamente allo <strong>0.2%</strong>. L&#8217;influenza stagionale in Italia <a href="http://www.bag.admin.ch/influenza/01120/01134/03058/index.html?lang=it&amp;download=M3wBPgDB/8ull6Du36WcnojN14in3qSbnpWYZWqcmE6p1rJgsYfhyt3NhqbdqIV+ba+/bKbXrZ6lhuDZz8mMps2go6fo" target="_blank">ha una letalità </a> dello<strong> 0,3%</strong>, in altri paesi europei arriva allo 0,4-0,5%.</p>
<p>Che significa? Non ho trovato dati circa la letalità  dell&#8217;influenza stagionale in Messico, si può supporre che sia più elevata rispetto a quella italiana, resta il fatto che al di fuori del Messico la letalità  di questa influenza ad oggi sembra inferiore a quella dell&#8217;influenza stagionale.</p>
<p>Pandemia è un termine tecnico che incute timore ma se consideriamo la pandemia del 1818/19, che ha avuto una letalità  del <strong>3,6%</strong>, siamo ben lontani dallo <strong>0,2%</strong> che risulta dai numeri odierni della febbre suina.</p>
<p>Si spinge molto sul fatto che l&#8217;OMS ha decretato il livello di rischio 5 su una scala di 6, ma cosa significa esattamente?<br />
Da un <a href="http://www.ministerosalute.it/resources/usabile/documenti_nuovo_portale/FAQfasi.pdf" target="_blank">documento</a> preso sempre dal sito del ministero della salute, ecco la scala di rischio per la pandemia:</p>
<p><em><strong>Fase 1-2</strong>: infezioni a prevalenza animale<br />
<strong>Fase 3</strong>: infezione nell&#8217;uomo ma assenza di trasmissione da uomo a uomo<br />
<strong>Fase 4</strong>: pochi casi, limitata trasmissione interumana, il virus non è ben adattato all&#8217;uomo<br />
<strong>Fase 5</strong>: diffusione interumana ancora localizzata, il virus migliora il suo adattamento all&#8217;uomo, il virus non è ancora pienamente trasmissibile<br />
<strong>Fase 6</strong>: aumentata e prolungata trasmissione nella popolazione generale</em></p>
<p>La <em>&#8220;aumentata e prolungata trasmissione nella popolazione generale&#8221; </em>è quello che succede ogni anno con l&#8217;influenza stagionale. Letta in questo modo la fase 5 non sembra in fondo così critica.</p>
<p>Anche con la swine flu, come succede con l&#8217;influenza stagionale, ci saranno probabilmente più ondate causate da lievi mutazioni del virus. Per il momento comunque i numeri sembrano dirci che non è ancora il momento di lasciarci travolgere dal panico.</p>
<p>Peccato.</p>
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