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Avvicinarsi in sicurezza al volo di distanza in parapendio
Il volo di distanza può offrire sensazioni ed emozioni estremamente gratificanti per il pilota di volo libero, consente di mettere in gioco le proprie capacità a tutto campo, di visitare aree remote e godere di paesaggi nuovi e spesso particolarmente coinvolgenti. E’ una sfida affascinante da molti considerata la vera essenza del volo libero.
Questo articolo raccoglie una serie di consigli per consentirti di effettuare i primi passi di questo percorso in sicurezza e con soddisfazione.
“Un morto ogni tre giorni” ovvero come costruire dal nulla una notizia allarmistica
Il quotidiano “La Stampa” ieri ha pubblicato un pessimo articolo sul mondo del volo dal titolo “Un morto ogni tre giorni. La passione fatale per il volo”.
L’articolo fa una gran confusione tra volo libero (parapendio e deltaplano), ultraleggeri a motore e volo a vela (alianti) nel tentativo di dimostrare che il volo in generale è una disciplina estremamente pericolosa e che c’è una preoccupante escalation di incidenti fatali. ”Un morto ogni tre giorni” è il messaggio forte che passa da questo articolo quando in realtà la media degli incidenti fatali è infinitamente più bassa.
Questa statistica sparata nel titolo si riferisce in realtà al fatto che in quindici giorni ci sono stati cinque decessi tra tutte le discipline del volo (di cui uno nel volo libero). Suggerisco all’autore una statistica ancora più d’effetto: “due morti al minuto” calcolata sul minuto in cui è avvenuto un qualunque incidente su mezzo biposto che abbia causato il decesso dei due occupanti.
L’articolo tira dentro un po’ di tutto per dimostrare la pericolosità del volo. Anche gli incontri tra esponenti del volo libero e SUEM che da anni rappresentano il frutto di una positiva collaborazione allo scopo di ridurre gli interventi di soccorso, migliorarne l’efficienza e migliorare la prevenzione, nell’articolo diventano la dimostrazione di una emergenza in atto.
Sellette integrali e resistenza del fascio funicolare
Sul prossimo numero di Volo Libero (la rivista della FIVL) due miei articoli sulla sicurezza: uno sulle problematiche legate agli imbraghi integrali da parapendio e l’altro sulla resistenza del fascio funicolare.
Stiamo registrando un preoccupante aumento di mancati incidenti legati a piloti che dimenticano di allacciare i cosciali e spesso anche il ventrale. Gli imbraghi integrali per vari motivi rendono più difficile accorgersi di questa dimenticanza. L’analisi di un incidente fatale avvenuto in Germania ci consente di fare il punto su questo problema.
L’articolo sulla resistenza del fascio invece nasce da un cedimento strutturale avvenuto nel 2009 durante un corso SIV (Simulazione Inconvenienti di Volo) su una vela che aveva appena passato il controllo periodico di revisione. Il cedimento non ha avuto conseguenze (il pilota è riuscito ad atterrare incolume) ma questo evento ci ha fatto drizzare le orecchie. L’articolo riassume un anno di approfondimenti, analisi e statistiche su questo problema che riguarda in particolare la parte alta del fascio funicolare. E’ emerso che gli attuali protocolli di certificazione sono inadeguati per quanto riguarda la resistenza delle linee superiori e, come responsabile sicurezza della federazione italiana, ho portato la questione in sede EHPU (European Hang-gliding and Paragliding Union) per farla approdare al tavolo del gruppo di lavoro che sta elaborando le nuove norme europee di certificazione dei mezzi da volo libero.
Tutti i dettagli su Volo Libero.
A piede libero
Com’è finita la storia della causa civile per danneggiamento annunciata nei miei confronti e nei confronti della federazione per aver pubblicato un avviso di sicurezza?
Dopo circa due mesi e mezzo la citazione che era stata preannunciata non è ancora arrivata, a questo punto mi sa proprio che resto a piede libero.
Anche il contratto pubblicitario con la rivista della federazione, che era stato interrotto contestualmente all’annuncio della decisione di avviare la causa civile, è stato riattivato.
L’allarme è quindi rientrato su tutti i fronti. Era solo una minaccia per evitare la pubblicazione? La conferma, arrivata subito dopo la pubblicazione, che l’avvocato era stato incaricato di procedere era solo un estremo tentativo? Probabilmente si. Pressioni che non hanno avuto alcun effetto.
L’editoriale dell’ultimo numero di “Volo Libero”, la rivista della federazione, è stato dedicato interamente a questa vicenda e al lavoro della federazione sul fronte sicurezza. Se non lo hai letto perché ancora non sei iscritto alla federazione, che aspetti a farlo?
Alla sbarra degli imputati
Un importatore di attrezzature da volo libero mi ha comunicato che ha preso la decisione di inoltrare contro di me una causa civile per danneggiamento, per aver pubblicato un avviso di sicurezza relativo ad un prodotto da lui distribuito.
Così va il mondo.
La sicurezza quest’anno è ceca
Ore 22, Repubblica Ceca. A bordo di un minivan della nazionale Ceca di parapendio sfrecciamo nel buio tra le strade di campagna sobbalzando sulle buche scavate dal temporale di ieri che in mezz’ora ha divelto alberi e strade. La Cecoslovacchia che sfreccia dal finestrino della navetta guidata da Miroslav è per me una sorpresa, un paese bellissimo che vale la pena di tornare a visitare con calma. In questo momento però il mio stomaco sta protestando. “I am starving” dice Dave che è seduto davanti, accanto a Miroslav. Il van contiente una parte dei responsabili per la sicurezza delle varie federazioni europee di volo libero, domani c’è la riunione annuale che si tiene ogni anno in un paese diverso.
Sono atterrato a Praga alle 16 (volo easyjet che è costato 50 euro, una iscrizione alla FIVL – i soldi degli iscritti vengono sempre spesi con parsimonia). In attesa dell’ultimo della banda (arrivo previsto per le 20) abbiamo visitato rapidamente Praga. Città splendida con un’atmosfera incredibilmente coinvolgente, non riescono a farla sfumare neanche le varie telefonate sui casi di malfunzionamento del paracadute di soccorso che si sono accavallati negli ultimi giorni. Altri argomenti per il meeting di domani.
Dopo un paio di ore di navetta arriviamo a Černý Důl, circa 130km a nordest di Praga, verso le 22.30. Ci aspetta un piccolo e accogliente albergo dal costo irrisorio (neanche 15 euro al giorno) in un paesaggio che, almeno al buio, sembra particolarmente bello. Siamo ai piedi di una montagna, tra un bosco e un fiume. Accanto all’albergo (dove non manca la connessione wifi) c’è un bracere attorno al quale ci raccogliamo a cuocere salsicce e a bere ottime birre.
Mentre il tasso alcolico e la stanchezza salgono di pari passo, entro a vedere il simulatore di parapendio che Ulrich sta assemblando. Domani mattina proverò questa ultima versione che ha anche il controllo di beccheggio e rollio. Adesso però i dialoghi si svolgono in un mix di almeno quatro lingue diverse, è il segnale che è ora di andare a dormire.
Parasbirri
Il dipartimento di polizia di Palm Bay (Florida) ha annunciato l’istituzione di un team SOAR (Search Operations Aerial Response) che userà il parapendio (a motore) come mezzo aereo in missioni di ricerca di persone scomparse, per effettuare ricognizioni alla ricerca di refurtiva o di mezzi rubati, per fotografare le scene del crimine e come attività di prevenzione mediante pattugliamenti e sorveglianza del territorio in generale. (continua…)
Concluso lo stage di aggiornamento piloti in Sardegna
Grazie a Giancarlo, Silvio e a tutti i ragazzi della Sardegna (scusatemi, non sono bravo a ricordare i nomi) che ci hanno accolto con tanto calore. La giornata di aggiornamento è stata una bellissima occasione per incontrarci e conoscerci, raccontarci storie, approfondire aspetti tecnici e non tecnici, abbuffarci di ottimo cibo.
Mi limito a pubblicara la bella mail ricevuta questa mattina da Mario Satta. Sabato prossimo siamo a Modena. (continua…)
FIVL: meno praticanti, più iscritti
Che l’interesse per il volo libero abbia subito un calo negli ultimi anni è un dato noto.
Sono andato a curiosare su google trends, il servizio di google che consente di tracciare grafici dai dati delle ricerce effettuate sul motore di ricerca. Il grafico qui sotto mostra come il numero delle ricerce delle parole “parapendio” e “deltaplano” sia calato dal 2004 ad oggi. In blu il numero di ricerche per la parola “parapendio”, in rosso per “deltaplano”.
Ascoltare i segnali
Se dopo il decollo il mio parapendio tendesse autonomamente a girare da un lato mi allarmerei: mi metterei in condizioni di sicurezza (il più lontano possibile dalla roba dura), manterrei la velocità (alto e veloce sono sinonimi di sicurezza nel volo) e controllerei cosa c’è che non va.
Qualche giorno fa dovevo andare a Pavia per consegnare un ricorso (magari parlerò anche di questo) e per pigrizia non ho voluto spostare il seggiolino della marmocchia dalla mia auto a quella di Barbara, così sono andato con la sua: una Opel Corsa del 1815 circa che abitualmente usiamo solo per percorrere i 2km che ci separano dalla stazione. (continua…)

