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iPad, stupore o sbadiglio?
I netbook sono stati un successo, eppure l’innovazione è rappresentata semplicemente dall’essere la versione miniaturizzata, depotenziata e senza fronzoli di un PC (niente lettore DVD, ad esempio). Le interfacce semplificate che lo rendevano meno simile ai PC e più semplice da usare (vedi i primi ASUS) sono state un fallimento, la gente volava proprio un mini pc. Il loro successo è legato al costo, alla portabilità e alla versatilità: ci puoi fare molte delle cose “da pc” che ha senso fare in mobilità. Il mio netbook lo uso per il web, l’email, l’instant messaging, skype, per scarcare e guardare le foto e i filmati che faccio con fotocamera e telecamera, scrivere articoli, scaricare podcast e sincronizzarli con il mio lettore portatile, accedere ad altre macchine via ssh, fare data entry e statistiche sul database incidenti FIVL, qualche foglio elettronico. Lo uso prevalentemente in treno ma finisco spesso per usarlo anche a casa, magari sul divano.
L’iPad è (forse) un ulteriore passo in questa direzione (via anche la tastiera) ma non è solo questo. Nel suo mondo di confine tra computer e telefono in realtà non vuole essere un netbook che si fa ancora più piccolo ma piuttosto un telefono che si fa grande. Una interfaccia utente semplice come quella di un iPhone portata su un dispositivo più grande che è in grado di fare quelle cose “da pc” che su un telefono sono limitate dalle dimensioni. Ma cosa si aspettano gli utenti, un telefono grande o un pc piccolo?
Live su Digitalia
Digitalia è un talk show settimanale che si occupa di tecnologie, una sorta di twit italiana, ma molto meglio ![]()
Ascolto Digitalia fin dalla prima puntata. Ieri sera mi è capitato di saltare dall’altra parte dello stream e partecipare alla trasmissione in qualità di ospite collegato via Skype insieme a Francesco Facconi per parlare del nostro lavoro. Terzo ospite era il bravo e simpatico Massimo De Santo, docente dell’Università di Salerno.
Sviluppare per il BLOBbox
Un commento di Sandro ad un mio post precedente mi ha invitato a tornare sull’argomento. Sandro ha detto che ci sono in commercio diversi set-top-box “aperti” che fanno cose simili al BLOBbox e ha fatto l’esempio del Dreambox. Ma “aperti” in che senso? E quanto? Facciamo un confronto.
Se sei un programmatore e vuoi fare un’applicazione per un dispositivo come il dreambox devi saper sviluppare in linguaggi di basso livello, devi conoscere linux, devi conoscere le interfacce di programmazione di quella piattaforma specifica, devi saper cross-compilare per quella piattaforma. Quanti sviluppatori di questo tipo esitono? (continua…)
BLOBforge
Sei uno sviluppatore web e vuoi portare applicazioni su TV? Ora puoi farlo.
Sta per partire la commercializzazione di un set-top-box estremamente innovativo e completamente aperto. Il portale degli sviluppatori è stato da poco inaugurato: http://www.blobforge.com (continua…)