L’andrologo
Poco fa mentre ero in bagno a tu per tu con il mio piccolo amico ci è tornato alla mente un aneddoto che risale all’epoca pre-blog e ci siamo fatti quattro risate. Il mio piccolo amico ha suggerito di raccontare la vicenda sul blog.
Questa è la storia. Io e il mio amichetto siamo nello studio dell’andrologo, è la prima volta per entrambi. Il dottore, dopo essersi informato su frequenza, durata e altri dettagli relativi alle performances del mio piccolo amico si mette il guanto e inizia a spippolarlo, scrutarlo, ispezionarlo, palparlo, percuoterlo, auscultarlo. Alla fine sentenzia: “è bellissimo!”.
Chi ha ucciso Kexi?
Nel 2007 ho portato il database incidenti della FIVL in kexi. Kexi è un software di gestione database con funzionalità simili a Microsoft Access ma ha il vantaggio di essere multipiattaforma. Quello di essere multipiattaforma era un requisito primario per me e Kexi era quanto di meglio ero riuscito a trovare visto che “OpenOffice Database” era ancora così immaturo da essere del tutto inutilizzabile.
Nella creazione del database mi sono scontrato con un problema: il sistema non accettava più di 101 campi per singola tabella. Il raggiungimento del limite veniva segnalato con un bel crash dell’applicativo.
Cancellare il proprio account facebook (addio cari amici)
Lo stanno facendo in tanti, a quanto pare.
Tralasciando le falle di sicurezza che hanno reso pubbliche le chat private o che consentivano di aggiungere applicazioni ai profili di utenti ignari, quello che sta facendo veramente arrabbiare gli utenti è la disinvoltura con cui, delibaratamente, facebook gestisce la privacy dei propri utenti.
Con le ultime modifiche alle impostazioni di privacy di facebook moltissimi dati dei profili degli utenti sono diventati pubblici di default e le impostazioni della privacy oggi mettono alla prova il più volenteroso degli utenti.
170 opzioni di configurazione rendono veramente difficile capire cosa dei propri dati è pubblico e se con il passaggio alle nuove regole non sei andato a mettere ordine in questo meandro di opzioni, sappi che oggi quasi tutti i tuoi dati sono diventati pubblici. Qui c’è un bellissimo grafico che illustra come le impostazioni della privacy sono andate cambiando nel tempo, ti consiglio vivamente di guardarlo, è questione di un minuto. Cliccando sull’immagine vedi come ogni modifica alle impostazioni della privacy ha reso pubblici sempre più dati del profilo degli utenti. Leggi il resto dell’articolo »
Migliorare la sintesi vocale con mbrola
Abbiamo visto come convertire un pdf in un file mp3 in tre soli passi, ora vediamo come migliorare notevolmente la qualità del parlato con un solo passo aggiuntivo.
Nell’articolo precedente abbiamo usato espeak per tutto il processo di conversione da testo a audio, ora invece lo useremo solo per generare i fonemi, poi utilizzeremo mbrola per trasformare i fonemi in un audio di qualità superiore rispetto a quello che è in grado di generare espeak da solo.
Convertire un testo in un mp3
[ho modificato l'articolo rispetto alla pubblicazione iniziale in quanto festival (almeno su ubuntu) ha diversi problemi con i testi in italiano, la procedura indicata ora fa uso di espeak che, pur avendo una qualità del parlato inferiore (almeno in italiano) è affidabile]
Supponi di dover leggere un lungo documento ma non hai tempo. Ci sono situazioni in cui non puoi leggere ma puoi ascoltare: guidando, facendo sport, in metropolitana, camminando … ecco un sistema rapido per trasformare un testo (un documento, un manuale, eccetera) in un file audio da ascoltare.
Questo sistema si basa su espeak che è un framework per la sintesi vocale. Le istruzioni che seguono sono state testate su Ubuntu (potresti aver bisogno di installare il pacchetti espeak, lame).
Ipotizziamo di partire da un file pdf. Il procedimento da pdf a mp3 consiste in tre passi:
Il mondo dei virus e dei batteri
Il mondo dei virus e dei batteri è stupefacente, in questo articolo facciamo un brevissimo ma interessantissimo viaggio nel mondo del piccolo elencando numeri che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta.
Le fonti sono, come al solito, in coda all’articolo. Partiamo con i numeri:
- Un virus (dovrei dire virione ma fa lo stesso, userò il termine virus al posto di virione da qui in poi) è circa 100 volte più piccolo di una cellula, quindi anche di un batterio.
- Il mare contiene la maggior parte dei virus del pianeta. I virus infettano i batteri (di cui il mare è pieno), le alghe, i pesci, i mammiferi marini. Ogni millilitro di acqua di mare contiene un milione di virus.
- Estendendo questo conto, in tutti gli oceani del mondo ci sono 1030 virus. Per esteso sono 1.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. Se ti sembra poco pensa che se li accodassimo tutti un dietro l’altro creeremmo una fila di virus lunga 200 anni luce.
- Tutti questi virus hanno una massa, ed è pari a 1000 volte la massa di tutti gli elefanti della terra.
iPad, stupore o sbadiglio?
I netbook sono stati un successo, eppure l’innovazione è rappresentata semplicemente dall’essere la versione miniaturizzata, depotenziata e senza fronzoli di un PC (niente lettore DVD, ad esempio). Le interfacce semplificate che lo rendevano meno simile ai PC e più semplice da usare (vedi i primi ASUS) sono state un fallimento, la gente volava proprio un mini pc. Il loro successo è legato al costo, alla portabilità e alla versatilità: ci puoi fare molte delle cose “da pc” che ha senso fare in mobilità. Il mio netbook lo uso per il web, l’email, l’instant messaging, skype, per scarcare e guardare le foto e i filmati che faccio con fotocamera e telecamera, scrivere articoli, scaricare podcast e sincronizzarli con il mio lettore portatile, accedere ad altre macchine via ssh, fare data entry e statistiche sul database incidenti FIVL, qualche foglio elettronico. Lo uso prevalentemente in treno ma finisco spesso per usarlo anche a casa, magari sul divano.
L’iPad è (forse) un ulteriore passo in questa direzione (via anche la tastiera) ma non è solo questo. Nel suo mondo di confine tra computer e telefono in realtà non vuole essere un netbook che si fa ancora più piccolo ma piuttosto un telefono che si fa grande. Una interfaccia utente semplice come quella di un iPhone portata su un dispositivo più grande che è in grado di fare quelle cose “da pc” che su un telefono sono limitate dalle dimensioni. Ma cosa si aspettano gli utenti, un telefono grande o un pc piccolo?
Power Balla
Si sta diffondendo come un virus, in alcuni ambienti sportivi, un piccolo ologramma montato su un braccialetto, su un pendaglio, su un portachiavi, su una scheda, su un adesivo e forse anche su qualche altro supporto. Questo oggetto si chiama power balance e promette, se indossato, di migliorare equilibrio, forza e flessibilità.
La spiegazione del meccanismo fornita da chi lo vende è la seguente: le frequenze dell’ologramma reagiscono positivamente con il campo energetico del tuo corpo migliorando il flusso energetico. Chiaro, no?
Viene da chiedersi come si possa credere ad una minchiata del genere e anche se valga la pena di perdere tempo a parlarne, il fatto è che quando ho scoperto che anche persone che godono di tutta la mia stima si sono mostrate convinte dell’efficacia di questo coso, mi sono incuriosito e ho voluto approfondire.
Ubuntu 9.10 Karmic Koala: non funzionano più le chiavette modem HSDPA
Ho una chiavetta TIM Huawey E1692 che funziona correttamente con Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope) e che ha smesso di funzionare con la ultima Ubuntu 9.10. Questo è il motivo per cui sul netbook sto usando ancora la versione precedente di Ubuntu.
E’ una tristezza dover affrontare ancora questi problemi di regressione con la principale distribuzione Linux in circolazione, questo infatti è un problema legato a molte chiavette 3G che è rimasto irrisolto ormai da molti mesi.
Ecco una soluzione in tre passi che potrebbe aiutare chi è in questa situazione:
1: Installa usb-modewitch:
sudo apt-get install usb-modeswitch
2: configura udev per usare usb-modeswitch:
crea il file /etc/udev/rules.d/10-hsdpa.rules inserendoci dentro il seguente testo
SUBSYSTEM=="usb", SYSFS{idVendor}=="12d1", SYSFS{idProduct}=="1446",
RUN+="/usr/sbin/usb_modeswitch \
--default-vendor 0x12d1 \
--default-product 0x1446 \
--message-content \
55534243000000000000000000000011060000000000000000000000000000"
Se hai una chiavetta diversa dalla mia sostituisci i codici di vendor e product con quelli della tua chiavetta (usa lsusb per trovarli).
3) riavvia udev
sudo service udev restart
Ora puoi inserire la chiavetta e vedere se funziona. Buona fortuna.
18 anni fa … Linux in fasce
Ecco il messaggio dell’agosto 1991 in cui Linus Torvalds annuncia che sta sviluppando uno unix libero per processori Intel:
Hello everybody out there using minix -
I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and professional like gnu) for 386(486) AT clones. This has been brewing since april, and is starting to get ready.
I’d like any feedback on things people like/dislike in minix, as my OS resembles it somewhat (same physical layout of the file-system (due to practical reasons) among other things).
I’ve currently ported bash(1.08) and gcc(1.40), and things seem to work.
This implies that I’ll get something practical within a few months, and I’d like to know what features most people would want. Any suggestions are welcome, but I won’t promise I’ll implement them ![]()
Linus (torva…@kruuna.helsinki.fi)
PS. Yes – it’s free of any minix code, and it has a multi-threaded fs.
It is NOT protable (uses 386 task switching etc), and it probably never will support anything other than AT-harddisks, as that’s all I have
.
Ad agosto 1991 viene rilasciata la versione 0.01 di Linux, a gennaio 1992 arriva la versione 0.12 che è la prima stabile. La 1.0 arriverà nel 1994 ed è questo l’anno in cui ho iniziato ad usarlo.
