Archive for the ‘tecnologia’ Category
Ci si può fidare di wolfram alpha?
Mi è venuta voglia di togliermi una curiosità e cioè di verificare quanto stanno aumentando le spese militari dei vari paesi in questo periodo di crisi economica. Ho deciso di chiederlo a wolfram alpha.
Ho fatto tre distinte interrogazioni: military expenditures italy, military expenditures us, military expenditures all countries
Ho dato un’occhiata ai grafici e la curva mi è sembrata molto simile tra le varie interrogazioni, un po’ troppo simile.
Infatti è identica, cambia solo la scala.
Eccole qui, giudicate voi:
Test della ADSL con valore legale
La AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, fornisce un software per fare un test delle prestazioni delle linee ADSL. Il test ha valore legale, può quindi essere utilizzato per contestazioni o per recedere dal contratto senza penali.
Utilizzare questo software, che si chiama Ne.Me.Sys non è facilissimo. Se fai qualche ricerca troverai un sacco di persone che si lamentano perché non riescono ad utilizzarlo. Vediamo come riuscirci. (continua…)
Posizione sconosciuta (approssimativa)
Visto che oggi c’è sanremo il mio televisore è più spento del solito (però ti segnalo comunque opensanremo che è una bella iniziativa) e quindi mi stavo trastullando in uno studio sociopsicoprivacypatologico. Durante questo studio mi sono imbattuto in una cosa che mi ha fatto sorridere e volevo mostrartela.
Si tratta di una schermata presa da facebook (non ero in facebook con il mio account, naturalmente, visto che l’ho chiuso parecchio tempo fa). Questa cosa l’ho trovata ravanando nella configurazione dei parametri di protezione account (Account – Impostazioni Account – Protezione dell’account) che poi è dove devi andare se vuoi attivare https per “tutelare la tua privacy” (AHAHAHAHAHA) o per non farti ciulare la sessione. In realtà stavo proprio andando a verificare se avevano attivato questa opzione per la navigazione in https anche per l’Italia.
Il metodo scientifico perso per strada
L’informatica entra sempre di più nella ricerca scientifica e sta assumendo un ruolo centrale, in molti settori sta di fatto trasformando la ricerca scientifica. Le simulazioni numeriche sono alla base delle previsioni sui cambiamenti climatici ma l’uso massivo di sistemi computazionali avviene anche anche nella ricerca clinica, biologica, fisica, astrofisica, scienza dei materiali e numerosissimi altri campi.
Tutto questo è basato principalmente due cose: algoritmi (il software) e i dati che vengono forniti in pasto a questi algoritmi. Questo processo di elaborazione di dati viene spesso ripetuto in più fasi: i risultati intermedi vengono sottoposti ad ulteriori elaborazioni da parte di altri algoritmi che producono altri dati e così via.
Dov’è il problema? Il problema è il seguente.
Nel 2009 solo il 16% degli studi scientifici che comportano elaborazioni numeriche ha reso pubblici dati e algoritmi usati per produrre i risultati. Vengono pubblicati i risultati finali ma non i dati e gli algoritmi che sono stati usati per produrli. Questo significa che nessun’altro sarà in grado di riprodurre e verificare quei risultati. In definitiva non è possibile applicare il metodo scientifico che è basato sul concetto fondamentale di riproducibilità dei risultati, il metodo scientifico ce lo siamo perso per strada.
Chi ha ucciso Kexi?
Nel 2007 ho portato il database incidenti della FIVL in kexi. Kexi è un software di gestione database con funzionalità simili a Microsoft Access ma ha il vantaggio di essere multipiattaforma. Quello di essere multipiattaforma era un requisito primario per me e Kexi era quanto di meglio ero riuscito a trovare visto che “OpenOffice Database” era ancora così immaturo da essere del tutto inutilizzabile.
Nella creazione del database mi sono scontrato con un problema: il sistema non accettava più di 101 campi per singola tabella. Il raggiungimento del limite veniva segnalato con un bel crash dell’applicativo.
Cancellare il proprio account facebook (addio cari amici)
Lo stanno facendo in tanti, a quanto pare.
Tralasciando le falle di sicurezza che hanno reso pubbliche le chat private o che consentivano di aggiungere applicazioni ai profili di utenti ignari, quello che sta facendo veramente arrabbiare gli utenti è la disinvoltura con cui, delibaratamente, facebook gestisce la privacy dei propri utenti.
Con le ultime modifiche alle impostazioni di privacy di facebook moltissimi dati dei profili degli utenti sono diventati pubblici di default e le impostazioni della privacy oggi mettono alla prova il più volenteroso degli utenti.
170 opzioni di configurazione rendono veramente difficile capire cosa dei propri dati è pubblico e se con il passaggio alle nuove regole non sei andato a mettere ordine in questo meandro di opzioni, sappi che oggi quasi tutti i tuoi dati sono diventati pubblici. Qui c’è un bellissimo grafico che illustra come le impostazioni della privacy sono andate cambiando nel tempo, ti consiglio vivamente di guardarlo, è questione di un minuto. Cliccando sull’immagine vedi come ogni modifica alle impostazioni della privacy ha reso pubblici sempre più dati del profilo degli utenti. (continua…)
Migliorare la sintesi vocale con mbrola
Abbiamo visto come convertire un pdf in un file mp3 in tre soli passi, ora vediamo come migliorare notevolmente la qualità del parlato con un solo passo aggiuntivo.
Nell’articolo precedente abbiamo usato espeak per tutto il processo di conversione da testo a audio, ora invece lo useremo solo per generare i fonemi, poi utilizzeremo mbrola per trasformare i fonemi in un audio di qualità superiore rispetto a quello che è in grado di generare espeak da solo.
Convertire un testo in un mp3
[ho modificato l'articolo rispetto alla pubblicazione iniziale in quanto festival (almeno su ubuntu) ha diversi problemi con i testi in italiano, la procedura indicata ora fa uso di espeak che, pur avendo una qualità del parlato inferiore (almeno in italiano) è affidabile]
Supponi di dover leggere un lungo documento ma non hai tempo. Ci sono situazioni in cui non puoi leggere ma puoi ascoltare: guidando, facendo sport, in metropolitana, camminando … ecco un sistema rapido per trasformare un testo (un documento, un manuale, eccetera) in un file audio da ascoltare.
Questo sistema si basa su espeak che è un framework per la sintesi vocale. Le istruzioni che seguono sono state testate su Ubuntu (potresti aver bisogno di installare il pacchetti espeak, lame).
Ipotizziamo di partire da un file pdf. Il procedimento da pdf a mp3 consiste in tre passi:
iPad, stupore o sbadiglio?
I netbook sono stati un successo, eppure l’innovazione è rappresentata semplicemente dall’essere la versione miniaturizzata, depotenziata e senza fronzoli di un PC (niente lettore DVD, ad esempio). Le interfacce semplificate che lo rendevano meno simile ai PC e più semplice da usare (vedi i primi ASUS) sono state un fallimento, la gente volava proprio un mini pc. Il loro successo è legato al costo, alla portabilità e alla versatilità: ci puoi fare molte delle cose “da pc” che ha senso fare in mobilità. Il mio netbook lo uso per il web, l’email, l’instant messaging, skype, per scarcare e guardare le foto e i filmati che faccio con fotocamera e telecamera, scrivere articoli, scaricare podcast e sincronizzarli con il mio lettore portatile, accedere ad altre macchine via ssh, fare data entry e statistiche sul database incidenti FIVL, qualche foglio elettronico. Lo uso prevalentemente in treno ma finisco spesso per usarlo anche a casa, magari sul divano.
L’iPad è (forse) un ulteriore passo in questa direzione (via anche la tastiera) ma non è solo questo. Nel suo mondo di confine tra computer e telefono in realtà non vuole essere un netbook che si fa ancora più piccolo ma piuttosto un telefono che si fa grande. Una interfaccia utente semplice come quella di un iPhone portata su un dispositivo più grande che è in grado di fare quelle cose “da pc” che su un telefono sono limitate dalle dimensioni. Ma cosa si aspettano gli utenti, un telefono grande o un pc piccolo?
Ubuntu 9.10 Karmic Koala: non funzionano più le chiavette modem HSDPA
Ho una chiavetta TIM Huawey E1692 che funziona correttamente con Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope) e che ha smesso di funzionare con la ultima Ubuntu 9.10. Questo è il motivo per cui sul netbook sto usando ancora la versione precedente di Ubuntu.
E’ una tristezza dover affrontare ancora questi problemi di regressione con la principale distribuzione Linux in circolazione, questo infatti è un problema legato a molte chiavette 3G che è rimasto irrisolto ormai da molti mesi.
Ecco una soluzione in tre passi che potrebbe aiutare chi è in questa situazione:
1: Installa usb-modewitch:
sudo apt-get install usb-modeswitch
2: configura udev per usare usb-modeswitch:
crea il file /etc/udev/rules.d/10-hsdpa.rules inserendoci dentro il seguente testo
SUBSYSTEM=="usb", SYSFS{idVendor}=="12d1", SYSFS{idProduct}=="1446",
RUN+="/usr/sbin/usb_modeswitch \
--default-vendor 0x12d1 \
--default-product 0x1446 \
--message-content \
55534243000000000000000000000011060000000000000000000000000000"
Se hai una chiavetta diversa dalla mia sostituisci i codici di vendor e product con quelli della tua chiavetta (usa lsusb per trovarli).
3) riavvia udev
sudo service udev restart
Ora puoi inserire la chiavetta e vedere se funziona. Buona fortuna.


