Archive for the ‘riflessioni’ Category
Da Eluana agli stupri
La scorsa settimana è morta Eluana Englaro, il vuoto lasciato nei mezzi di informazione è stato prontamente riempito da raffiche di notizie sugli stupri. Sembra sia in atto una improvvisa escalation di questo reato: grande clamore sui media, le coscienze si mobilitano e la politica, prontamente, reagisce. Il Consiglio dei Ministri vara le “misure urgenti”. (continua…)
Lo show è finito
Il caso di Eluana Englaro ha spaccato le coscienze, ha spaccato le istituzioni, ha spaccato la politica e ha spaccato i media che a loro volta hanno spaccato i maroni come sanno fare nelle grandi occasioni. Non potevano non andare a nozze con una situazione del genere e non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di trasformare il calvario in uno show. Lo show è finito. (continua…)
I numeri del riscaldamento globale
I dati sono dati, le misure sono misure, evidenze immutabili che testimoniano l’andamento di un fenomeno. Soprattutto i dati storici, quelli climatici relativi alle temperature misurate nel passato, rappresentano un dato oggettivo e immutabile su cui basare analisi, teorie, predizioni e contromisure.
Dato oggettivo? Immutabile? (continua…)
E il riscaldamento globale?
I paesaggi innevati, il silenzio, i boschi imbiancati, le orme, i fiocchi che cadono. Tutto molto bello, molto poetico, ma per ora può anche bastare, grazie.
Tra il 5 e il 6 ha nevicato per 15 ore filate, la notte scorsa ha ricominciato e sta ancora nevicando. A casa siamo sui 30cm circa e anche questa mattina scarponi, ghette e racchette per andare a prendere il treno.
Ormai gli scarponi da neve li metto più per andare in ufficio che per andare in montagna. (continua…)
otto per mille
Leggo che il cardinale Bagnasco definisce l’otto per mille dell’IRPEF una forma di “democrazia fiscale”.
Mi limito a fornire qualche dato numerico:
- circa il 60% dei contribuenti non sceglie a chi assegnare l’otto per mille
- circa il 35% dei contribuenti assegna il proprio otto per mille alla Chiesa Cattolica
- circa il 90% dell’otto per mille va alla Chiesa Cattolica (quasi un miliardo di euro l’anno) (continua…)
In Svezia non c’è il Vaticano
Cos’è la pubblicità virale? E’ una forma di pubblicità basata sul passaparola. Uno dei modi per fare pubblicità virale è quello di pubblicare su servizi come youtube un video divertente, provocatorio o che comunque per un motivo o l’altro colpisce e piace. Se la cosa ha successo questo video verrà segnalato da persona a persona diffondendo il messaggio. I messaggi in realtà sono due: uno è quello che fa si che una persona segnali il video ad altri perché gli è piaciuto, l’altro è un messaggio pubblicitario che può essere esplicito oppure nascosto.
Si tratta di una forma di pubblicità efficace ed economica.
C’è un video che sta circolando parecchio sfruttando questo meccanismo ed è il seguente.
Le provocazioni ci sono tutte:
(1) due preti (2) gay (3) si sposano e (4) si baciano (5) in chiesa mentre (6) un sacerdote donna celebra il rito.
Il messaggio pubblicitario è quello di un’agenzia di incontri svedese.
Qual’è il messaggio virale, quello che fa si che questo video venga fatto circolare?
Suppongo che chi resta turbato, scandalizzato o contrariato da questo video non ci tenga molto a diffonderlo, c’è quindi da pensare che la viralità funziona perché in fondo non sono poi tanti quelli che si scandalizzerebbero all’ipotesi di un’apertura di questo tipo della Chiesa. Il messaggio che diverte probabilmente è proprio la provocazione.
Quali conclusioni trarre da questo video?
La prima è palese: in Svezia non c’è il Vaticano.
La seconda è che la pubblicità virale funziona.
Elogio del dolore
Sto leggendo un libro sulla paternità, un libro divertente e fuori dagli schemi.
Il libro si intitola “Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo (diventare pa³ in poche, oculate mosse)”.
In un libro del genere non può mancare un racconto di gravidanza e parto vissuti dal punto di vista del padre. Leggendo espressioni mediche come “monitorare il feto” o “sofferenza fetale” mi sono tornati alla mente una serie di aneddoti e anche le famigerate espressioni “medicalizzazione della gravidanza” e “medicalizzazione del parto” ascoltate nel corso di qualche incontro del corso pre-parto a cui ho assistito. (continua…)
