Io Volo Libero

(blog senza tema di Rodolfo Saccani)

Dubbi e certezze

Ho appena letto un articolo segnalato da Laura che mi ha colpito. Scrivere a caldo su queste cose di solito non è una buona idea ma faccio un’eccezione.

Si tratta di una brutta storia. Molto brutta.

Brasile. Una bambina subisce abusi sessuali da parte del patrigno dall’età di 6 anni. A nove anni resta incinta di due gemelli. Se una gravidanza a nove anni è a rischio, una gravidanza gemellare è molto a rischio e si procede con un aborto terapeutico.

In due righe una tragedia che lascia senza parole.

Non tutti restano senza parole, infatti l’arcivescovo Josè Cardoso Sobrunho si è sentito in dovere di pronunciarsi pubblicamente su questa tristissima vicenda: ha scomunicato tutti i medici per aver praticato l’aborto e la mamma della bimba per averlo autorizzato.

Come biasimare l’arcivescovo? Un dogma è un dogma, non si discute. Quando uno ha la certezza di sapere esattamente qual’è la volontà di Dio in ogni precisa situazione e circostanza è giusto che intervenga. Il Vaticano appoggia la decisione dell’arcivescovo. E’ una questione di coerenza.

Il fatto che la legge brasiliana consenta l’aborto in queste circostanze non conta, su questo concetto l’arcivescovo è molto chiaro: “la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Per cui, quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore”. Questa è una posizione espressa più volte anche da alti esponenti della nostra Chiesa ed effettivamente, da un certo punto di vista, è corretto. E’ una questione di coerenza.

Sembra che sia stata fatta una accurata ed approfondita indagine dalla quale è risultato che il Concordato, le leggi sul finanziamento pubblico e sugli sgravi fiscali alla Chiesa Cattolica non sono in contrasto con la legge di Dio e quindi vanno rispettate.

E’ una questione di coerenza.

Per approfondire: articoli su repubblica.it il tempo il corriere

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This entry was posted on venerdì, marzo 6th, 2009 at 11:00 pm and is filed under riflessioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

8 Responses to “Dubbi e certezze”

  1. marzo 7th, 2009 at 9:32 am

    Galloz says:

    Si sta cercando attualmente di creare un nuovo stato per i palestinesi.
    Con tutte le risorse che la chiesa cattolica possiede potrebbe comprarsi qualche grosso territorio su questo pianeta, creare finalmente il suo stato-chiesa dove valgono solo ed unicamente le leggi piovute dal cielo e far affluire chiunque desideri farlo.
    Cosi finalmente ci libereremmo di questi tromboni succhia risorse.
    Salutoni

  2. marzo 7th, 2009 at 10:05 am

    Andrea says:

    >Scrivere a caldo su queste cose di solito non è una buona idea

    Infatti…

    Aspettiamo e vediamo che qualche altra fonte commenti: “Repubblica” non

  3. marzo 7th, 2009 at 10:07 am

    Andrea says:

    (scusate, mi è scappato un “enter” :-) )

    >Scrivere a caldo su queste cose di solito non è una buona idea

    Infatti…

    Aspettiamo e vediamo che qualche altra fonte commenti: “Repubblica” non è nota per essere la fonte più imparziale nel fornire notizie, soprattutto quando riguardano la Chiesa Cattolica…

  4. marzo 7th, 2009 at 11:04 pm

    rsaccani says:

    Ciao Andrea. Anche se scrivo a caldo non mi fido mai di una sola fonte. Ci si può permettere di fare questo solo quando la fonte è estremamente autorevole e affidabile e sappiamo bene che nel nostro giornalismo fonti di questo tipo sono rarissime.
    Puoi tu stesso fare la verifica, i fatti sono quelli che ho riportato, non c’è molto da interpretare.

    Non sono ironico quando dico che la scomunica è stato un atto di coerenza. Se si ritiene che esistano delle leggi assolute, delle verità riconducibili a rivelazioni divine (o ad interpretazioni di queste) che non possono quindi essere in nessun modo messe in discussione (in questo caso si parla delle prescizioni della Chiesa sull’aborto), non c’è altra strada che difendere queste verità assolute (dogmi) fino alla fine. Questo può portare a scontrarsi con il buonsenso.

    Il non accettare che si possa lasciare spazi di libertà per certe scelte etiche, il rigettare e delegittimare le posizioni diverse dalla propria si chiama integralismo.

  5. marzo 9th, 2009 at 11:52 am

    Andrea says:

    Rudi – non posso darti torto, quando parli di integralismo, in questo caso.
    Se però posso permettermi un commento: mi fa abbastanza specie il fatto che, sul banco degli imputati, sembra quasi che ci sia più la Chiesa, colpevole di aver emesso la scomunica, che lo stupratore, colpevole di aver commesso il fatto. O sbaglio?

  6. marzo 9th, 2009 at 1:16 pm

    rsaccani says:

    Quello che volevo mettere in evidenza è proprio il paradosso che si è venuto a creare.

    E’ naturale che per chi si trova di fronte ad una vicenda del genere sul banco degli imputati ci sia lo stupratore e per la legge infatti è così. Paradossalmente la condanna della Chiesa invece arriva per chi, nel pieno rispetto della legge, è intervenuto in aiuto della vittima.

    Altro paradosso è che la scomunica è un atto assolutamente coerente dal punto di vista dell’arcivescovo che ha messo in pratica le prescrizioni della Chiesa in teme di “difesa della vita”. Per quanto il valore di una scomunica come punizione possa essere molto relativo per chi la subisce, certamente lo è nelle intenzioni di chi la emette. Questa difesa intransigente di principi assoluti e indiscutibili finisce paradossalmente per “punire” le vittime.

  7. marzo 9th, 2009 at 4:20 pm

    Andrea says:

    Messa così, non posso che darti ragione…

  8. marzo 10th, 2009 at 1:16 pm

    laura says:

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