otto per mille
Leggo che il cardinale Bagnasco definisce l’otto per mille dell’IRPEF una forma di “democrazia fiscale”.
Mi limito a fornire qualche dato numerico:
- circa il 60% dei contribuenti non sceglie a chi assegnare l’otto per mille
- circa il 35% dei contribuenti assegna il proprio otto per mille alla Chiesa Cattolica
- circa il 90% dell’otto per mille va alla Chiesa Cattolica (quasi un miliardo di euro l’anno)
La disparità tra la percentuale di scelte espresse per la Chiesa Cattolica e la percentuale di fondi assegnati alla stessa deriva dal metodo di calcolo utilizzato per ripartire questi fondi (il Sole 24 Ore lo definì “mostruosità giuridica”). L’otto per mille è stato introdotto con il concordato del 1984, il meccanismo fu elaborato da Giulio Tremonti che al tempo era consulente del governo Craxi.
Cosa fa la Chiesa Cattolica con questi fondi? Solo il 20% circa viene speso in interventi caritativi, il resto viene speso per “la struttura”: gli stipendi dei sacerdoti, l’edilizia di culto, i beni culturali ecclesiastici, le diocesi, i tribunali ecclesiastici, eccetera. Questi dati sono forniti dalla Conferenza Episcopale Italiana e sono liberamente consultabili.
Per chi volesse approfondire:
Il sito della CEI sull’otto per mille: http://8xmille.it/
La pagina di wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_per_mille
Sulla pagina di wikipedia è indicato come ogni soggetto destinatario dell’otto per mille spende questi soldi.
In breve: se non firmi per assegnare il tuo otto per mille, questo verrà comunque assegnato in base alle scelte degli altri.
Tags: cei, chiesa cattolica, otto per mille
This entry was posted on giovedì, dicembre 25th, 2008 at 11:18 pm and is filed under riflessioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
dicembre 26th, 2008 at 9:57 am
Ma hai proprio deciso di fare propaganda anticlericale a 360 gradi?
E lasciala stare sta povera Chiesa, che le sparano già tutti addosso…
Buone Feste a tutti quanti!!!
Andrea
dicembre 26th, 2008 at 1:01 pm
Il fatto è che si tra raschiando il fondo del barile in Italia ed è giusto che tutti debbano rinunciare a qualcosa. Soprattutto se si tratta di “soldi facili”.
Forse gli fischiano le orecchie se hanno promesso aiuti ai più deboli.
E’ una tristezza vedere i risultati di politiche economiche e sociali dissennate. Invece di puntare sullo sviluppo economico, sociale e personale si ragiona solo in termini di aiutini.
Altro che vista corta!!!!!!
D’altra parte che cosa ci si può aspettare dai quadri dirigenti dello stato e della chiesa: a settantanni sei una giovane prommessa della casta!!
Buon Anno