Il mondo dei virus e dei batteri
Il mondo dei virus e dei batteri è stupefacente, in questo articolo facciamo un brevissimo ma interessantissimo viaggio nel mondo del piccolo elencando numeri che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta.
Le fonti sono, come al solito, in coda all’articolo. Partiamo con i numeri:
- Un virus (dovrei dire virione ma fa lo stesso, userò il termine virus al posto di virione da qui in poi) è circa 100 volte più piccolo di una cellula, quindi anche di un batterio.
- Il mare contiene la maggior parte dei virus del pianeta. I virus infettano i batteri (di cui il mare è pieno), le alghe, i pesci, i mammiferi marini. Ogni millilitro di acqua di mare contiene un milione di virus.
- Estendendo questo conto, in tutti gli oceani del mondo ci sono 1030 virus. Per esteso sono 1.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. Se ti sembra poco pensa che se li accodassimo tutti un dietro l’altro creeremmo una fila di virus lunga 200 anni luce.
- Tutti questi virus hanno una massa, ed è pari a 1000 volte la massa di tutti gli elefanti della terra.
iPad, stupore o sbadiglio?
I netbook sono stati un successo, eppure l’innovazione è rappresentata semplicemente dall’essere la versione miniaturizzata, depotenziata e senza fronzoli di un PC (niente lettore DVD, ad esempio). Le interfacce semplificate che lo rendevano meno simile ai PC e più semplice da usare (vedi i primi ASUS) sono state un fallimento, la gente volava proprio un mini pc. Il loro successo è legato al costo, alla portabilità e alla versatilità: ci puoi fare molte delle cose “da pc” che ha senso fare in mobilità. Il mio netbook lo uso per il web, l’email, l’instant messaging, skype, per scarcare e guardare le foto e i filmati che faccio con fotocamera e telecamera, scrivere articoli, scaricare podcast e sincronizzarli con il mio lettore portatile, accedere ad altre macchine via ssh, fare data entry e statistiche sul database incidenti FIVL, qualche foglio elettronico. Lo uso prevalentemente in treno ma finisco spesso per usarlo anche a casa, magari sul divano.
L’iPad è (forse) un ulteriore passo in questa direzione (via anche la tastiera) ma non è solo questo. Nel suo mondo di confine tra computer e telefono in realtà non vuole essere un netbook che si fa ancora più piccolo ma piuttosto un telefono che si fa grande. Una interfaccia utente semplice come quella di un iPhone portata su un dispositivo più grande che è in grado di fare quelle cose “da pc” che su un telefono sono limitate dalle dimensioni. Ma cosa si aspettano gli utenti, un telefono grande o un pc piccolo?
Power Balla
Si sta diffondendo come un virus, in alcuni ambienti sportivi, un piccolo ologramma montato su un braccialetto, su un pendaglio, su un portachiavi, su una scheda, su un adesivo e forse anche su qualche altro supporto. Questo oggetto si chiama power balance e promette, se indossato, di migliorare equilibrio, forza e flessibilità.
La spiegazione del meccanismo fornita da chi lo vende è la seguente: le frequenze dell’ologramma reagiscono positivamente con il campo energetico del tuo corpo migliorando il flusso energetico. Chiaro, no?
Viene da chiedersi come si possa credere ad una minchiata del genere e anche se valga la pena di perdere tempo a parlarne, il fatto è che quando ho scoperto che anche persone che godono di tutta la mia stima si sono mostrate convinte dell’efficacia di questo coso, mi sono incuriosito e ho voluto approfondire.
Ubuntu 9.10 Karmic Koala: non funzionano più le chiavette modem HSDPA
Ho una chiavetta TIM Huawey E1692 che funziona correttamente con Ubuntu 9.04 (Jaunty Jackalope) e che ha smesso di funzionare con la ultima Ubuntu 9.10. Questo è il motivo per cui sul netbook sto usando ancora la versione precedente di Ubuntu.
E’ una tristezza dover affrontare ancora questi problemi di regressione con la principale distribuzione Linux in circolazione, questo infatti è un problema legato a molte chiavette 3G che è rimasto irrisolto ormai da molti mesi.
Ecco una soluzione in tre passi che potrebbe aiutare chi è in questa situazione:
1: Installa usb-modewitch:
sudo apt-get install usb-modeswitch
2: configura udev per usare usb-modeswitch:
crea il file /etc/udev/rules.d/10-hsdpa.rules inserendoci dentro il seguente testo
SUBSYSTEM=="usb", SYSFS{idVendor}=="12d1", SYSFS{idProduct}=="1446",
RUN+="/usr/sbin/usb_modeswitch \
--default-vendor 0x12d1 \
--default-product 0x1446 \
--message-content \
55534243000000000000000000000011060000000000000000000000000000"
Se hai una chiavetta diversa dalla mia sostituisci i codici di vendor e product con quelli della tua chiavetta (usa lsusb per trovarli).
3) riavvia udev
sudo service udev restart
Ora puoi inserire la chiavetta e vedere se funziona. Buona fortuna.
18 anni fa … Linux in fasce
Ecco il messaggio dell’agosto 1991 in cui Linus Torvalds annuncia che sta sviluppando uno unix libero per processori Intel:
Hello everybody out there using minix -
I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and professional like gnu) for 386(486) AT clones. This has been brewing since april, and is starting to get ready.
I’d like any feedback on things people like/dislike in minix, as my OS resembles it somewhat (same physical layout of the file-system (due to practical reasons) among other things).
I’ve currently ported bash(1.08) and gcc(1.40), and things seem to work.
This implies that I’ll get something practical within a few months, and I’d like to know what features most people would want. Any suggestions are welcome, but I won’t promise I’ll implement them ![]()
Linus (torva…@kruuna.helsinki.fi)
PS. Yes – it’s free of any minix code, and it has a multi-threaded fs.
It is NOT protable (uses 386 task switching etc), and it probably never will support anything other than AT-harddisks, as that’s all I have
.
Ad agosto 1991 viene rilasciata la versione 0.01 di Linux, a gennaio 1992 arriva la versione 0.12 che è la prima stabile. La 1.0 arriverà nel 1994 ed è questo l’anno in cui ho iniziato ad usarlo.
Il global warming esiste? Si, ma…
La quantità di informazioni che abbiamo a disposizione grazie ad Internet è enorme, abbiamo la possibilità di approfondire qualunque argomento e verificare le fonti di qualunque notizia. E’ una possibilità eccezionale che la rete ci ha dato, quello che spesso ci manca è il tempo e la voglia di farlo. Ecco perché alla fine resta spazio per notizie credibili ma non reali: nessuno di noi ha tempo e voglia di andare a verificare le fonti di tutte le notizie che legge. Se la notizia è credibile e la fonte sembra autorevole la diamo per buona.
Un esempio. Recentemente mi sono imbattuto in questa notizia: chi assume integratori vitaminici ha il 5% di probabilità di morire in più rispetto a chi non lo fa. Possibile? Vai ad approfondire e scopri che è uno studio con le seguenti caratteristiche:
- è stato condotto su 30 persone
- queste persone non sono state scelte a caso ma si sono auto candidate
- non c’era un gruppo di controllo che assumeva un placebo
- non c’era alcun controllo su quali vitamine assumevano e in quale quantità, semplicemente le persone dichiaravano di assumere “molte vitamine”
Uno studio del genere non ha alcuna utilità per l’”utente finale” perché non dimostra, come si potrebbe pensare leggendo la notizia, che ci sia una relazione di causa-effetto tra l’assunzione di vitamine e il rischio di morte. L’unica cosa che dimostra è che sembra esserci una correlazione tra chi dichiara di assumere “tante vitamine” e un maggiore rischio di morte. In ogni caso con un campione così ridotto è veramente difficile affermare qualunque cosa.
Questo è un esempio piuttosto semplice di un caso in cui la notizia, se verificata, è molto diversa da quella che sembra. Più l’argomento è complesso più è difficile andare a verificare le fonti: le informazioni da analizzare possono essere tante e spesso è richiesta una competenza specifica. Questo vale in particolare per l’argomento clima che è uno dei più complessi in assoluto.
Se andare ad analizzare la fondatezza di una teoria climatologica non è alla portata di tutti, può essere molto più facile andare a verificare la rispondenza con la realtà delle sue previsioni così come, pur non essendo in grado di formulare una previsione meteorologica, tutti siamo in grado di verificare se il meteorologo del TG ci ha azzeccato o meno. E’ solo un esempio, non sto facendo un parallelo tra clima e tempo.
In questo articolo mi limito ad analizzare due soli punti della questione riscaldamento globale ma sono due punti cruciali. Chi come me vola sa quanto la prospettiva possa cambiare le cose: lo stesso fenomeno osservato da molto vicino e da molto lontano può apparire molto diverso. Per questa spiegazione sono sufficienti due soli grafici con due prospettive temporali diverse: una di insieme e una di dettaglio. Vediamo.
Ninna nanna del parapendista
Questa è la ninna nanna che canto a Chiara, anzi ormai la cantiamo insieme.
Ninna nanna, ninna oh
questa bimba a chi la do
se la do alla tramontana
resta in volo una settimana
se la do al grecale
decolla bene ma atterra male
se la do al levante
va a atterrare sulle piante
se la do allo scirocco
va in decollo con la vela a fiocco
se la do al libeccio
coi cordini fa un intreccio
se la do al ponente
sta tre ore in decollo ma non se ne fa niente
se la do al maestrale
fa un decollo da manuale
se la do all’ostro
va in volo dal suo amico mostro
che le da un gelato alla panna
lei se lo mangia e poi fa la nanna
Climategate
Il mondo del clima sta attraversando una bufera, documenti ed email riservate di scienziati attivi sul fronte dei cambiamenti climatici sono state trafugate dalla Climate Research Unit della University of East Anglia e rese pubbliche. Dall’analisi dei documenti e delle mail, non sembra si tratti un furto ad opera di un cracker ma una fuga di notizie ad opera di una talpa interna. La coincidenza interessante è che la fuga di queste informazioni è avvenuta contestualmente all’ennesimo rifiuto da parte degli scienziati alla pubblicazione dei dati scientifici su cui sono basate le loro ricerche sul clima, la richiesta di pubblicazione (l’ultima delle tante) era stata inoltrata sulla base del Freedom of Information Act che stabilisce che i dati raccolti nell’ambito di ricerche fatte con finanziamenti pubblici debbano essere pubblici.
L’attacco è stato confermato dall’università che non ha smentito l’autenticità del materiale.
La notizia è stata riportata da BBC, The Guardian, The Telegraph, Foxnews, New York Times, Washington Post, ABC news, Associated Press e molti altri. In Italia se ne sta parlando pochissimo.
Retrofitting
Retrofitting: aggiunta di nuove tecnologie o funzionalità ad un sistema più vecchio.

Retrofitting
La fotografia ritrae un vecchio e fatiscente portone in legno dotato di serratura elettronica a combinazione, è stata scattata da qualche parte in Francia da un pirla che ha deciso di donarla all’umanità consentendomi di pubblicarla. Grazie Daniele!
A piede libero
Com’è finita la storia della causa civile per danneggiamento annunciata nei miei confronti e nei confronti della federazione per aver pubblicato un avviso di sicurezza?
Dopo circa due mesi e mezzo la citazione che era stata preannunciata non è ancora arrivata, a questo punto mi sa proprio che resto a piede libero.
Anche il contratto pubblicitario con la rivista della federazione, che era stato interrotto contestualmente all’annuncio della decisione di avviare la causa civile, è stato riattivato.
L’allarme è quindi rientrato su tutti i fronti. Era solo una minaccia per evitare la pubblicazione? La conferma, arrivata subito dopo la pubblicazione, che l’avvocato era stato incaricato di procedere era solo un estremo tentativo? Probabilmente si. Pressioni che non hanno avuto alcun effetto.
L’editoriale dell’ultimo numero di “Volo Libero”, la rivista della federazione, è stato dedicato interamente a questa vicenda e al lavoro della federazione sul fronte sicurezza. Se non lo hai letto perché ancora non sei iscritto alla federazione, che aspetti a farlo?
